Home > Faq > Dall'idea all'impresa insieme alla Cna
Questo percorso delinea le fasi salienti del processo di nascita di una nuova impresa nonché gli steps di accompagnamento e di assistenza che la CNA garantisce ad un potenziale imprenditore.
Primo contatto
Il potenziale imprenditore entra in contatto con la CNA ed espone la propria idea e/o aspettativa e riceve tutte le informazioni rispetto al servizio offerto. Il funzionario CNA, dopo verifica della sussistenza delle condizioni minime di base, fissa l’appuntamento per la fase successiva. L’obiettivo è fare chiarezza rispetto alle aspettative dell’utente e il servizio affinché ci sia una evidente coerenza. Una volta stabilito che ci sono le condizioni è possibile l’individuazione del percorso individuale più adatto.
Inoltre, in questa fase è possibile mettere a disposizione materiali e strumenti informativi, finalizzati alla diffusione della conoscenza rispetto ai seguenti temi:
- Lavoro autonomo Professione Impresa
- L’impresa artigiana: obblighi ed opportunità
- I mestieri: la mappa dei settori economici
- Valutazione preventiva dell’idea
Si procede ad una prima diagnosi sulla fattibilità concreta dell’idea imprenditoriale. Si esamina la compatibilità del progetto con le leggi del relativo settore e quelle sulla sicurezza e l’ambiente di lavoro per evitare che ci siano degli ostacoli legislativi che impedirebbero l’avvio dell’attività. Questa fase si avvale di una squadra di esperti tecnici. Infatti, alcune attività sono soggette a specifiche leggi professionali e per esercitarle occorre possedere dei requisiti professionali. Stabilito che non esistono ostacoli di tipo oggettivo, si definisce il percorso di realizzazione.
Accompagnamento e formazione
1. Elaborazione del Piano d’impresa
La redazione del piano d’impresa non sempre si presenta indispensabile ai fini dell’avvio di una nuova impresa, in alcuni casi è addirittura antieconomico, dipende dalla dimensione e tipologia dell’impresa. Tuttavia è importante fare un minimo di calcoli per verificare e valutare oggettivamente la fattibilità economica dell’impresa. La redazione del piano d’impresa è il momento più delicato. E’ necessario prevedere, utilizzando tutte le informazioni fornite dall’aspirante imprenditore, se la nuova impresa sarà in grado di sopravvivere. Il Piano d’impresa si deve modellare sul tipo e dimensione dell’impresa in questione e in base agli obiettivi e finalità prefissate.
Per avere un quadro completo sono indispensabili:
- Business idea. E’ necessaria una descrizione dettagliata dell’idea imprenditoriale evidenziandone le opportunità e rischi e la struttura organizzativa che si vuole impostare;
- Piano di marketing. Descrizione del prodotto o servizio fornito, dei potenziali clienti concorrenti, la strategia promozionale e pubblicitaria che è più opportuno adottare, individuazione del prezzo di vendita e del fatturato che si pensa di realizzare nel primo anno di attività.
- Piano economico finanziario. Un piano economico finanziario completo deve contenere il programma degli investimenti, dove si definisce quali sono le spese di investimento, il calcolo degli ammortamenti, le fonti di copertura. E’ importante individuare un programma dei costi aziendali, costi di gestione e del lavoro, e un’analisi di bilancio preventiva (a tre anni) del conto economico e dello stato patrimoniale.
2. Definizione della forma giuridica dell’impresa, analisi delle normative fiscali, previdenziali, antinfortunistiche, camerali, etc..
Si tratta di individuare la forma giuridica più adatta al tipo di impresa (ditta individuale, impresa familiare, società di persone o di altro genere) e approfondire tutte le normative di riferimento (fiscali, previdenziali, antinfortunistiche, ambiente e sicurezza, inquadramento del personale, adempimenti civilistici e amministrativi, regimi contabili) attraverso incontri individuali con l’imprenditore. Anche in questo caso, è possibile avvalersi della collaborazione di esperti dei vari settori, molti dei quali interni al sistema CNA.
3. Analisi degli strumenti finanziari.
Si analizzano gli strumenti finanziari più adatti a garantire la copertura degli investimenti nel periodo iniziale dell’impresa tenendo conto delle esigenze di equilibrio finanziario emerse dal Piano d’impresa e dei tassi di interesse praticati. Vengono esaminate le agevolazioni finanziarie e i contributi a fondo perduto previsti dalle leggi esistenti per le nuove imprese (leggi regionali, nazionali, Artigiancassa, Cooperative artigiane di Garanzia). La consulenza avviene con incontri diretti tra l’aspirante imprenditore e i responsabili esperti di materie creditizie e incentivi.
4. La Formazione
L’attività di formazione è facoltativa e a discrezione della sede territoriale che, in presenza di alcune condizioni, potrebbe decidere di organizzare delle lezioni in materia legislativa, normativa e gestionale. Ciò servirà a trasmettere al nuovo imprenditore le conoscenze e gli strumenti essenziali per avviare la sua impresa.