Appalti, anche il 2017 apre in negativo

Un bimestre al rallentatore per il mercato dei lavori pubblici. L'inizio del 2017 non ha portato a un'inversione di tendenza che manca ormai dallo scorso aprile, mese di entrata in vigore del Nuovo Codice Appalti.

Nei primi due mesi dell'anno – secondo i dati dell'osservatorio Cresme Europa Servizi - sono stati promossi 2.552 bandi per un importo di 2,289 miliardi: rispetto allo stesso periodo del 2016 il numero perde il 15,2% e il valore il 15,4%. A livello nazionale diventa quindi un'occasione di straordinaria importanza la possibilità di intervenire per modificare il Codice degli Appalti e per apportare al processo di revisione della norma, con più precisione e buon senso, la conoscenza, la sensibilità e l’attenzione verso il mondo delle micro e piccole imprese, in coerenza con il tessuto produttivo del nostro Paese e recuperando in pieno lo spirito inclusivo delle Direttive Europee che hanno ispirato la riforma.

Mentre a livello locale il percorso sul quale, come CNA, vorremmo confrontarci con le Stazioni Appaltanti - nel rigoroso rispetto dei diversi ruoli e responsabilità - è proprio quello di un'applicazione a 360° della nuova normativa sul “sottosoglia”, ovvero le procedure per l’individuazione degli operatori economici e l’aggiudicazione dei lavori con importo a base d'asta inferiore a 1.000.000 di euro, iniziando in particolare un confronto sull'adozione dei Regolamenti. La CNA vuole invitare le Stazioni Appaltanti a dotarsi di un regolamento nel quale poter specificare le modalità con le quali condurre le indagini di mercato, le modalità di costituzione dell'elenco fornitori e i criteri per selezionare le imprese da invitare alle procedure negoziate all'interno degli elenchi così costituiti. Oggi, nella nostra provincia, abbiamo già una prima esperienza promossa dal Comune di Cervia.

Nei primi mesi di applicazione del nuovo Codice, invece, abbiamo assistito a diverse modalità operative di applicazione della norma, con una prevalenza, in particolare nei nostri territori, dell'attivazione della procedura della manifestazione d'interesse per la singola procedura di gara, seguita da un sorteggio. Tale modalità, che contrasta anche con i princìpi di economicità e proporzionalità dell’azione amministrativa, affida purtroppo alla sorte il futuro delle piccole e piccolissime imprese del territorio.

La CNA esprime, infine, forte preoccupazione sull'eventualità che il Governo possa eliminare la responsabilità solidale negli appalti, cioè la possibilità per il lavoratore al quale non sono stati corrisposti i trattamenti retribuitivi, i contribuiti previdenziali, e premi assicurativi di agire prima sull'impresa inadempiente e poi, se necessario, sull'impresa appaltante.

Verrebbe cancellato il punto di mediazione fra i legittimi interessi dei lavoratori e gli altrettanto legittimi interessi delle imprese. La norma che oggi obbliga i lavoratori ad agire nei confronti del proprio datore di lavoro, prima di rivolgersi alle altre imprese della filiera dell'appalto, non elimina né diminuisce la portata e gli effetti della responsabilità solidale nei confronti del lavoratore. Rappresenta invece una tutela importante per le imprese che operano con serietà e nel pieno rispetto delle regole.

Perché CNA