Attività post-contatore: Arriva l’inverno, caldaie accese e fioccano le offerte

manutenzione impianti termici

Ancora una volta alcune multinazionali ex monopoliste del settore dell’energia, contando su una possibilità economica che sicuramente non ha nessun artigiano o piccola impresa impiantistica, stanno invadendo i media con invitanti offerte relative alla manutenzione della caldaia, all’impianto elettrico e ad altri servizi di assistenza per la casa. Il pagamento dei servizi, naturalmente, sarà rateizzato mensilmente nelle fatture della fornitura di energia elettrica o del gas.

In tal modo queste grandi imprese, oltre a godere di una situazione di innegabile vantaggio dovuto al fatto di svolgere prioritariamente e in posizione dominante un’attività indispensabile per il cittadino, sfruttano l’ulteriore vantaggio di poter offrire al cliente un servizio dilazionando il pagamento nel tempo mediante addebito in bolletta, offerta possibile grazie all’attività principale di fornitore di energia, rendendo di fatto impossibile la concorrenza da parte di altre imprese che non possono beneficiare di tale vantaggio competitivo.

“Tale possibilità - evidenzia Guido Pesaro, responsabile nazionale di CNA Installazione e Impianti – penalizza fortemente le nostre imprese che operano in una condizione di evidente debolezza rispetto a soggetti che operano in regime di sostanziale monopolio”.

Ma sono poi così convenienti queste mirabolanti offerte?
Su Internet si pubblicizza un’offerta nella quale si garantisce l’assistenza completa, bollino blu incluso, a 8,99 euro al mese per 24 mesi. Fatti due conti, vengono 215,76 euro per 2 anni. Il bello è che l’assistenza consiste nell’avere, si legge testualmente dal sito: “una volta nell’arco dei 24 mesi, l’intervento di un tecnico specializzato che si occuperà della manutenzione ordinaria della caldaia e di rilasciare il nuovo libretto unico compreso il pagamento dell’imposta regionale (bollino blu)”.

Ovvero, per un intervento che comprende operazioni di controllo sulla sicurezza dell’impianto e sulla sua efficienza energetica si pagano 215 euro. Dove sta il vantaggio se un intervento di questo tipo, abbinando le operazioni di controllo della sicurezza e dell’efficienza energetica della caldaia, fatto da un manutentore costerebbe sicuramente meno?

“Se la politica volesse iniziare ad aprire gli occhi di fronte al problema - sottolinea Pesaro - si accorgerebbe che quel che ha sostanzialmente impedito lo sviluppo della concorrenza nei mercati energetici è la mancata attuazione di una effettiva separazione tra i soggetti che svolgono contestualmente più attività della filiera energetica”. Tale situazione ha negli anni fortemente penalizzato la concorrenza anche in un settore  strettamente legato al mercato energetico, ovvero quello dei servizi post-contatore.

Gli operatori che gestiscono monopoli tecnici, quali la distribuzione e la misura, detengono infatti elementi informativi e conoscitivi derivanti dall’attività svolta in concessione che utilizzano per operare nelle attività a valle della filiera energetica, emarginando dal mercato le imprese concorrenti, in particolar modo quelle artigiane. Quello delle attività post-contatore svolte da ex monopolisti è un problema che purtroppo non ha trovato soluzione a seguito del processo di liberalizzazione dei mercati energetici.

“A nostro avviso, i princìpi della libera concorrenza a cui questi ex monopolisti dicono di ispirarsi – conclude il responsabile degli Impiantisti CNA - sono violati a causa della chiara posizione dominante detenuta dagli operatori energetici che sfruttano tale condizione anche nelle attività che non fanno parte del core business delle aziende, quali quelle post-contatore. È a questo punto indifferibile una azione comune da parte di tutte le Associazioni della filiera impiantistica per far valere, a Roma come a Bruxelles, le ragioni delle piccole imprese del settore”.

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