Bassa Romagna: verso un nuovo patto per il futuro dell’Unione

Bassa Romagna - Rocca di Lugo

È opportuno ed essenziale che anche il territorio della Bassa Romagna, attraverso l’Unione dei Comuni, si doti di un percorso che lo porti a definire un nuovo patto di sviluppo del territorio, che definisca le priorità e azioni d’intervento per rispondere ai profondi cambiamenti intercorsi in questi anni di crisi e di difficoltà e che tracci una rotta con tutti i portatori d’interesse del territorio.

La Bassa Romagna, nell’ambito della provincia di Ravenna, è il territorio che sta pagando maggiormente il prezzo della crisi, in termini di perdita di lavoro, di nascita di nuove attività produttive e di competitività complessiva. La Romagna, complessivamente intesa, è la porzione di territorio regionale che cresce meno rispetto all’Emilia, e le ultime previsioni di crescita la collocano fra i territori Europei più dinamici.

Da un recentissimo studio di Unioncamere dell’Emilia-Romagna emerge che le previsioni di crescita del valore aggiunto  per gli anni 2016-2018 è preventivato, per l’Emilia, in oltre il 4,25%, mentre per la Romagna dal 2,75 al 3,75%, considerando le previsioni per l’Italia al 3,5%.

Anche la definizione di un nuovo assetto istituzionale diventa importante in considerazione del fatto che le Province scompariranno e ancora non è chiaro e definito cosa ci sarà dopo e chi eserciterà le loro funzioni. Da questo punto di vista, l’esperienza dell’Unione dei 9 Comuni della Bassa Romagna è stata importante: 29 servizi messi in comune, importanti risparmi sulla cosa pubblica e anche una maggiore efficienza di molti servizi. L’Unione è stata presa a modello per la creazione di altri soggetti simili in tutta Italia, ma crediamo sia indispensabile una riflessione sull’attualità e l’efficacia di questa esperienza.

Il percorso partecipato dovrà dare risposte a queste e ad altre questioni. La CNA da tempo chiede questo tipo di collaborazione, considerata un’opportunità di coinvolgimento delle eccellenze del territorio, dopo sette anni dall’ultimo Patto territoriale, un periodo temporale nel quale è cambiato drasticamente l’assetto socio-economico del nostro paese.

Il percorso, gestito dalla società POLEIS, si svilupperà su tre assi:

  1. Attrattività del territorio, anche in termini di welfare, cultura ed eccellenze distintive, dove si potrebbero integrare esperienze di sussidiarietà e di integrazione pubblico e privato;
  2. Sostenibilità, riteniamo debba configurarsi in una accezione ampia del termine, quindi ambientale, urbanistica e istituzionale, con la prospettiva di orientare il futuro sviluppo dei nostri comuni;
  3. Innovazione tecnologica e produttiva, nella necessità di creare opportunità per le imprese esistenti,  stimolare la nascita e/o l’insediamento di realtà imprenditoriali di qualità.

 

Ci auguriamo che questo processo crei queste condizioni. Come sempre la CNA darà il proprio contributo in termini di idee, di progetti e di strumenti per realizzarli.

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