Bolkestein: ancora no alle aste

La vicenda balneare è questione di primo livello per il turismo e per l’economia italiana. Anche per questo, una delegazione di CNA Balneatori ha recentemente incontrato il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, chiedendogli che il Governo intervenga politicamente subito in Europa, andando oltre la burocrazia UE, e di arrivare, in tempi brevi, alla costruzione e alla messa a punto di un disegno di legge che garantisca il diritto di continuare a lavorare per le attuali imprese e per gli imprenditori balneari.

Nel frattempo, però, continua il presidio permanente di protesta della categoria; nonostante la controproducente esposizione della bandiera inglese negli stabilimenti, voluta da alcuni sindacati. Mentre si avvicina la chiusura di una stagione certamente non negativa per la spiaggia ma macchiata dall’ennesimo anno d’incertezza sul futuro: una situazione divenuta insopportabile per le imprese.

CNA Balneatori, alla luce della recente sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, ritiene compatibile imperniare i contenuti delle riforma normativa sulle concessioni demaniali marittime con finalità turistiche e ricreative sulla tutela del legittimo affidamento dei concessionari in attività, in quanto ciascuno di essi ha investito nella propria azienda e ha capitalizzato nel tempo il valore commerciale che ad essa compete, confidando nel regime giuridico vigente, posto in essere da specifiche norme dello Stato italiano.

Il diritto al riconoscimento della proprietà superficiaria del concessionario demaniale marittimo è definito dall’articolo 17 della Carta di Nizza, il quale stabilisce che «ogni individuo ha il diritto di godere della proprietà dei beni che ha acquisito legalmente, di usarli, di disporne e di lasciarli in eredità. Nessuno può essere privato della proprietà se non per causa di pubblico interesse, nei casi e modi previsti dalla legge e contro il pagamento in tempo utile di una giusta indennità».

Dalla nozione di diritto di proprietà desumibile dalla Carta di Nizza e dalle sentenze della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo si ricava il concetto che ci si debba riferire non solo a diritti reali, ma anche a utilità che scaturiscono da un rapporto conforme a quello concessorio in questione.

Al Governo chiediamo di partire da questo punto nella sua attività di riordino della questione balneare italiana. Probabilmente sarà un autunno molto caldo per il mondo dell’impresa balneare che dovrà, prima di tutto, spiegare all’opinione pubblica le ragioni dei balneatori e i presupposti  della richiesta di legittimo affidamento ai concessionari in attività.

Perché CNA