Cartello illecito sui prezzi dei camion, successo di adesioni per l’azione collettiva per il risarcimento dei danni

CNA FITA in prima fila per chiedere alle case costruttrici di risarcire le imprese.

La Commissione Europea ha recentemente condannato le case costruttrici di autocarri per aver costituito un Cartello illegale con lo scopo di applicare prezzi maggiorati per veicoli e dispostivi antinquinamento. Ha, per questo, inflitto loro una sanzione di 2,93 miliardi di euro, la più alta mai erogata in spregio alle normative anticoncorrenza.

Questa Sentenza è stata la motivazione che ha portato CNA FITA a organizzare un’azione collettiva per il risarcimento dei danni, da parte delle imprese di tutti i settori economici che hanno acquistato autocarri di massa superiore a 6 tonnellate. L’azione collettiva  può far ottenere un rimborso sino al 20% del costo dell’autocarro. E’ con questo obiettivo che CNA FITA, mette a disposizione esclusivamente agli associati CNA, l’Azione Collettiva che non prevede l’anticipazione di spese legali e che pone le imprese al riparo da qualsiasi atto di ritorsione da parte delle case costruttrici. All’azione collettiva CNA FITA possono aderire pertanto anche imprese di altri settori, senza nessuna eccezione.

In questi giorni alcuni operatori cercano di gettare ombre sull’Azione risarcitoria promossa da CNA FITA: con tranquillità invitiamo ad analizzare i fatti, stupiti allo stesso tempo che qualcuno esprima una critica su un’opportunità importante a difesa degli interessi degli imprenditori.

La Commissione Europea ha acquisito la prova che tra il 1997 e il 2011 le case costruttrici hanno violato consapevolmente le norme sulla concorrenza, con il fine di aumentare in maniera illecita i loro profitti. Certamente non avrebbero rischiato sanzioni miliardarie senza ottenere per questo un elevato ritorno economico. I dubbi sul fatto che il cartello abbia causato danni al settore dell’autotrasporto appaiono poco credibili. Per quanto concerne la quantificazione del danno, ci siamo premurati di coinvolgere una società di economisti specializzata per riscostruire lo scenario controfattuale, ovvero quali sarebbero stati i prezzi degli autocarri e più in generale la condizione economica degli autotrasportatori e delle imprese se non fosse stato riscontrato il cartello illegale. Eventuali sconti concessi non incideranno sull’esistenza e sulla quantificazione del danno, in quanto è inverosimile affermare che, se non ci fosse stato il cartello, non ci sarebbero stati sconti commerciali, la violazione anticoncorrenziale ha determinato l’aumento del listino e influenzato i prezzi finali che sarebbero stati inferiori.

Così come è illogico sostenere che è necessario attendere il recepimento dell’Italia della Direttiva Europea 2014/101 sul risarcimento Antitrust, il diritto al risarcimento per le responsabilità extracontrattuali è riconosciuto da tempo dalle Corti Italiane.

CNA FITA è orgogliosa di aver promosso per prima quest’iniziativa a favore delle imprese italiane e non teme di esporsi a osservazioni critiche espresse da chicchessia nel loro esclusivo interesse.

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