Case Famiglia, un valore sociale

Le Case Famiglia sono comunità di tipo familiare con funzioni di accoglienza a bassa intensità assistenziale (fino a 450 punti nell’indice BIN per la non autosufficienza), che accolgono fino a un massimo di sei utenti anziani in difficoltà. Hanno la finalità di fornire una risposta ai crescenti bisogni di luoghi familiari che offrano assistenza e ospitalità a persone anziane, facendosi carico della persona nella sua globalità: oltre a garantire un soggiorno e una assistenza di buon livello, devono promuovere le potenzialità di salute, di benessere, di affettività e di vita relazionale degli ospiti.

Nel comune di Ravenna esistono, ad oggi, 60 Case Famiglia (per un totale di 360 ospiti). Se consideriamo che le strutture pubbliche e convenzionate possono attualmente accogliere circa 650 ospiti, mentre le strutture private circa 150, ci rendiamo conto di quanto siano diventate importanti e significative.

Nel 2015, la CNA comunale di Ravenna ha lanciato un’idea rivolta a questa tipologia di imprese attraverso un progetto dal titolo “Rappresentanza e coordinamento Case Famiglia Ravenna”. Si è costituito così, all’interno dell’Associazione, un folto gruppo di titolari che nel corso dei mesi ha discusso di una serie di problematiche relative a queste strutture che non erano riconosciute a nessun livello. Contestualmente, abbiamo avviato un vivace e costruttivo confronto con il Comune di Ravenna che, nel frattempo, aveva la necessità di formulare un Regolamento per le Case Famiglia sulla scorta di quello che sta avvenendo in diversi Comuni della regione.

Nelle premesse del Regolamento è riportata una frase molto importante che, di fatto, riconosce le Case Famiglia inserite “nella rete integrata dei servizi sociali residenziali di supporto alle famiglie per l’ospitalità dei propri anziani e sono assimilate alle strutture autorizzate al funzionamento di cui al vigente Regolamento di assistenza economica e sociale.” Un risultato molto importante, anche se lo stesso Regolamento ancora non ha sciolto diverse problematiche segnalate durante la discussione che, a nostro avviso, si potevano risolvere facilmente senza quell’avversione quasi ideologica che si respira ancora in tante parti della Pubblica Amministrazione nei confronti delle Case Famiglia, senza le quali centinaia di famiglie ravennati non troverebbero risposta nel sistema pubblico.

In questi settimane, la CNA insieme ai titolari delle Case Famiglia che rappresenta, continuerà il confronto con il Comune di Ravenna e l’AUSL con l’obiettivo di migliorare il servizio offerto e rendere più semplice la gestione quotidiana. Continueremo, inoltre, a lavorare in rete per ottimizzare una serie di costi che il limite dei sei ospiti non permette di ammortizzare.

L’auspicio è che finalmente, al di la del Regolamento approvato, ci sia da parte di tutti il giusto riconoscimento di queste realtà, che sono sociali ed economiche al tempo stesso.

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