Correttivo al Codice Appalti. Fondamentale il contributo della CNA

La CNA ha svolto un lavoro intenso e mirato già sulle prime bozze del Decreto Correttivo al Nuovo Codice degli Appalti, al fine di perseguire i suoi due obiettivi strategici: da una parte provare ad aumentare l’accessibilità delle micro e piccole imprese a questo mercato, dall’altra avanzare proposte emendative costruite su misura per le imprese associate.

 

Di seguito i principali punti modificati dal nuovo Decreto:

Massimo ribasso fino a due milioni
Più spazio alle gare solo sul prezzo, come chiesto dalle imprese. Sale da uno a due milioni la soglia di utilizzo del criterio del massimo ribasso con esclusione delle offerte anomale per assegnare le opere. Per utilizzare il criterio del prezzo più basso sarà necessario adottare una procedura ordinaria, che per il Ministero include anche la procedura diretta (invito agli operatori), e mandare in gara il progetto esecutivo. Altra novità: l'utilizzo del metodo anti turbativa per escludere le offerte anomale diventa una facoltà nelle mani della Pubblica Amministrazione. Con questo accorgimento si dovrebbe evitare il rischio di formazione di cartelli, accelerando al contempo le procedure di assegnazione degli appalti.

Subappalto: non decide più la Pubblica Amministrazione
In materia di subappalto la novità più rilevante riguarda i poteri delle stazioni appaltanti. Se nella precedente versione, infatti, era previsto che la possibilità per gli affidatari di subappaltare fosse subordinata a una esplicita previsione nel bando di gara, adesso questo passaggio viene cancellato. Le regole saranno fisse per tutte le gare, consentendo alle imprese una migliore programmazione. Stando alla versione finale del correttivo chi vincerà l'appalto non potrà sub-affidare ad altre imprese più del 30% del valore complessivo del contratto.

Salvi per 12 mesi i vecchi progetti definitivi
Sull'affidamento congiunto di progettazione ed esecuzione (il cd. Appalto integrato) il Decreto correttivo è arrivato a un compromesso tra la prima versione del testo e le osservazioni avanzate nei pareri. La sostanza è che si introduce qualche eccezione al divieto assoluto del Codice di utilizzare l'appalto integrato. Quindi, si potrà mandare in gara il progetto definitivo negli appalti ad alto contenuto tecnologico, per i beni culturali e per le manutenzioni. Rimane, inoltre, la fase transitoria che riguarda tutti i progetti definitivi approvati entro il 19 aprile 2017 che - di fatto – vengono salvati. Il periodo nel quale si potrà fare la gara scende però a dodici mesi: la finestra per gli appalti integrati, allora, si chiuderà in questo caso il 20 maggio del 2018.

Attestato SOA e direttori tecnici: accettate le proposte avanzate dalle imprese
Per la qualificazione SOA il correttivo torna al passato e prevede che le imprese potranno scegliere i migliori 5 anni di attività tra gli ultimi 10 esercizi. Intento simile per la norma sui direttori tecnici delle imprese. Il correttivo lancia, cioè, una sanatoria consentendo ai direttori privi di un titolo di studio di continuare ad esercitare la loro professione. Dovranno, però, avere maturato sul campo l'esperienza necessaria a svolgere la loro funzione all'interno dell'impresa.

Commissioni di gara, presidente esterno sotto al milione
Per garantire la massima terzietà, anche per gli appalti all'offerta più vantaggiosa «meno complessi» o di importo inferiore al milione di euro, il presidente della commissione giudicatrice dovrà essere sempre esterno alla stazione appaltante. Mentre per i servizi e le forniture a elevato contenuto tecnologico, l'ANAC potrà selezionare gli esperti anche all'interno della stazione appaltante stessa.

Rating di impresa volontario e premiante
Svolta sul rating di impresa, uno dei passaggi più travagliati di que sto primo anno di vita della riforma. La soluzione individuata dall'ANAC è stata recepita dal correttivo che, adesso, trasforma il rating di impresa: per renderne più semplice l'applicazione non sarà più obbligatorio, ma facoltativo e verrà premiato con punteggi aggiuntivi in sede di offerta. In questo modo sarà possibile centrare l'obiettivo per il quale lo strumento è stato immaginato all'inizio: valutare il curriculum conquistato sul campo dai costruttori.

Trattativa privata, cresce il numero degli inviti
Sale a 10 il numero minimo di imprese da invitare alle procedure negoziate per i lavori di importo compreso tra 40mila e 150mila euro. E a 15 per le opere comprese tra 150mila euro e un milione. Per servizi e forniture le previsioni sono differenti: si resta a 5 imprese sotto le soglie comunitarie.

Meno trasparenza sotto i 40mila euro
Appalti, incarichi e consulenze fino a 40mila euro perdono invece il paletto a presidio della trasparenza previsto dalle recenti linee guida approvate dall’ANAC. Per garantire un minimo di concorrenza l’Anticorruzione aveva "suggerito" di chiedere almeno due preventivi prima di assegnare gli incarichi, che in questa fascia di importo sono attribuibili in via fiduciaria dai dirigenti delle Pubbliche Amministrazioni. Come richiesto da Comuni e Regioni, il correttivo archivia la proposta dei due preventivi e cancella anche l’obbligo di motivare la scelta dell'affidamento diretto.

Anticipazione prezzo: per il calcolo della fideiussione sarà valutato il valore dell’aggiudicazione e non il valore stimato dell’appalto
Arrivano alcuni cambiamenti destinati a drenare un po' di liquidità alle imprese. Con il correttivo viene confermato l'istituto dell'anticipazione del prezzo, che andrà pagata all'appaltatore entro quindici giorni  dall'effettivo inizio dei lavori e sarà subordinata alla costituzione di una garanzia fideiussoria bancaria o assicurativa di importo pari all'anticipazione maggiorato del tasso di interesse legale applicato al periodo necessario al recupero dell'anticipazione stessa, secondo il cronoprogramma dei lavori. La grande novità della revisione risiede nelle modalità di calcolo del valore dell'importo da versare. Andrà parametrato al valore dell'aggiudicazione e non più al valore stimato dell'appalto. Il suo importo, quindi, sarà a conti fatti più basso.

Certificati di pagamento entro 45 giorni dallo Stato Avanzamento Lavori (SAL)
Tempi più stretti per i pagamenti delle Pubbliche Amministrazioni. Un nuovo articolo interviene sul tema del saldo degli arretrati della PA. Arriva così un paletto che obbliga le Amministrazioni a emettere i certificati di pagamento entro il termine massimo di 45 giorni dall'approvazione dello stato di avanzamento lavori (SAL). In sostanza, le stazioni appaltanti non potranno fare melina a danno dei costruttori, tenendo fermi per troppo tempo gli stati di avanzamento e impedendo così alle imprese di emettere le loro fatture. Entro un mese e mezzo bisogna rispondere e poi procedere rapidamente al pagamento.

Manodopera e sicurezza, più chiari i costi
Più chiarezza nella distinzione tra costi della sicurezza e costi della manodopera. Il correttivo interviene su questo passaggio e punta a distinguere in maniera chiara la definizione dei due importi. Nei contratti di lavori e servizi la stazione appaltante, nel momento in cui determina l'importo posto a base d'asta, individua nel progetto i costi della manodopera. I costi della sicurezza saranno trattati a parte e dovranno essere scorporati dal costo complessivo. La distinzione è molto rilevante perché, ovviamente, i costi della sicurezza non sono assoggettati al ribasso d'asta.

La CNA è sicura di aver fatto tutto il possibile nell’interesse delle proprie imprese, ovviamente nel limite delle sue possibilità e capacità di incidere, con la consapevolezza, altresì, che l’impegno su questo tema non può e non deve venir meno, sia perché è intenzione dell’Associazione di monitorare l’attuazione delle norme ad oggi in vigore, sia perché si intende preparare il terreno per ulteriori iniziative e proposte in vista del prossimo Decreto Correttivo al Codice che il Ministero ha previsto fra due anni.

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