Dal marchio Comunitario al marchio dell’Unione Europea

Il 23 marzo 2016 è entrato in vigore il Regolamento (UE) n.2015/2424 del Parlamento Europeo e del Consiglio che modifica il Regolamento (CE) n.207/2009 del Consiglio sul marchio comunitario. Il Regolamento, oltre a determinare il passaggio terminologico da “Marchio Comunitario” al c.d. “Marchio dell’Unione Europea” (marchio UE) ha interessato aspetti sostanziali come le modalità di deposito e la classificazione dei prodotti/servizi, con ulteriori effetti sui marchi depositati prima del 22 giugno 2012.

Una prima importante modifica introdotta dal nuovo Regolamento riguarda la possibilità, in presenza di determinate condizioni, di richiedere il sequestro dei prodotti in transito nell’Unione Europea: il titolare del marchio UE ha, infatti, il diritto di impedire a terzi di introdurre nell’Unione prodotti commerciali che non siano stati immessi in libera pratica, quando detti prodotti, compreso l’imballaggio, provengano da Paesi terzi e rechino senza autorizzazione un marchio identico al marchio UE registrato per tali prodotti.

Il Regolamento n. 2015/2424 ha inoltre previsto, con l’introduzione dell’art. 9 bis, il diritto del titolare del marchio di vietare atti preparatori in relazione all’uso dell’imballaggio o di altri mezzi di identificazione quali etichette e cartellini e la loro distribuzione e/o vendita, che potrebbero essere utilizzati per i prodotti contraffatti, ma non ancora materialmente collegati a questi prodotti.

Le modifiche introdotte dal nuovo Regolamento interessano anche la denominazione sia del marchio in sé che dell’Agenzia decentrata dell’Unione Europea che gestisce i marchi comunitari. Non si parlerà più, infatti, di marchio comunitario ma di marchio dell’Unione Europea; inoltre, Ufficio dell’Unione Europea per la Proprietà Intellettuale (UEPI) sarà la nuova denominazione dell’Ufficio per l’Armonizzazione nel Mercato Interno (UAMI).

Un’ulteriore importante novità interviene in merito alla classificazione dei prodotti e dei servizi per i quali è richiesta la registrazione di un marchio, in un’ottica di sempre maggiore chiarezza e precisione: non è più sufficiente, infatti, indicare la classe interessata secondo un metodo inclusivo, ma vanno specificati di volta in volta, in relazione a ciascuna classe di interesse, i prodotti e i servizi che si intendono associare al marchio da registrare. In conseguenza di tale misura, derivano importanti implicazioni pratiche anche per i marchi già registrati: entro il 24 settembre 2016 i titolari dei marchi di cui è stata chiesta la registrazione prima del 22 giugno 2012 possono presentare all’Ufficio una dichiarazione indicando in modo chiaro, preciso e specifico i prodotti e i servizi, diversi da quelli espressamente coperti dal significato letterale del titolo della classe della classificazione di Nizza, che il titolare aveva in origine intenzione di proteggere.

Il Regolamento n. 2015/2424 prevede, infine, cambiamenti anche nell’ammontare delle tasse da pagare all’Ufficio e ulteriori novità procedurali.

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