Dividendi, plusvalenze e utili: definite le nuove percentuali di rilevanza/esenzione

Con la Legge di Stabilità per l’anno 2016 è stata prevista, a partire dal primo gennaio  2017, la riduzione dell'aliquota IRES dal 27,5% al 24%,  applicabile alle società ed enti di cui all’art. 73 del TUIR, e la riduzione della ritenuta a titolo d'imposta sugli utili corrisposti a società UE (dall'1,365% all'1,20%).
La stessa legge, in conseguenza di tali modifiche, ha demandato a un successivo Decreto la rideterminazione delle nuove percentuali di rilevanza fiscale - e corrispondente non rilevanza - degli  utili, dividendi, plusvalenze e  minusvalenze, previste, da  vari articoli all’interno del TUIR, derivanti dal possesso/cessione di azioni e/o quote in tali società (e in alcuni casi anche in società di persone), da parte di persone fisiche, società di persone, società di capitali, ecc.

RedditoTassazioneFonte
utili e riserve di utili derivanti dalla partecipazione  in società ed enti soggetti all’IRES
proventi equiparati relativi a titoli e strumenti finanziari similari alle azioni (art. 44 c. 2 lett. a) DPR 917/86)
remunerazioni relative a particolari contratti (art. 109 c. 9 DPR 917/86)
se formati con utili prodotti dall’esercizio successivo a quello in corso al 31 dicembre 2016: concorso alla formazione del reddito complessivo nella misura del 58,14% del loro ammontare (1)art. 47 e art. 59 DPR 917/86
utili percepiti dagli enti non commercialiformati con utili prodotti:
- dall’esercizio successivo a quello in corso al 31 dicembre 2016: concorso al reddito imponibile nella misura del 100% del loro ammontare;
- fino all’esercizio in corso al 31 dicembre 2016: esenzione nella misura del 22,26% del loro ammontare (tassazione al 77,74%)

art. 4 c. 1 lett. q) D.Lgs. 344/2003
plusvalenze o minusvalenze derivanti da quote PEX art. 87 TUIR possedute imprese soggette all’IRPEFrealizzate dal 1° gennaio 2018: esenzione o non deducibilità dal reddito imponibile limitatamente al 41,86% (con conseguente tassazione o deducibilità delle stesse al 58,14%) (2)art. 58 c. 2 DPR 917/86
plusvalenze o minusvalenze da cessione a titolo oneroso di partecipazioni qualificaterealizzate dal 1° gennaio 2018: concorso al reddito imponibile nella misura del 58,14% (3)art. 68 c. 3 DPR 917/86

(1) Se le riserve, i proventi e le remunerazioni oggetto di distribuzione deriveranno da utili prodotti fino all’esercizio in corso al 31/12/2007 o in corso in data successiva, ma fino al 31/12/2016, , la rilevanza fiscale delle somme incassate, in capo ai percettori, rimarrà rispettivamente del 40% e del 49,72% . Se i soggetti percettori sono persone fisiche, in qualità di privati cittadini, le percentuali di rilevanza fiscale, cui sopra, rileveranno solo per utili, riserve, ecc. derivanti dal possesso di quote di partecipazioni societarie “qualificate”, mentre sulle somme incassate derivanti da partecipazioni societarie “non qualificate” rimarrà applicabile la ritenuta a titolo d’imposta del 26% effettuata dal soggetto erogante.

Per regolamentare le operazioni di distribuzione degli utili, riserve, ecc. di cui sopra, nel decreto è stato anche previsto che:

  • a partire dalle delibere di distribuzione successive a quella avente a oggetto l’utile dell’esercizio in corso al 31 dicembre 2016, i dividendi distribuiti si considerano prioritariamente formati con utili prodotti fino all’esercizio in corso al 31 dicembre 2007 e, poi, fino all’esercizio in corso al 31 dicembre 2016,
  • l’ammontare delle riserve formate con utili prodotti nel corso del periodo compreso dall’esercizio successivo a quello in corso al 31 dicembre 2007 all’esercizio in corso al 31 dicembre 2016 e i decrementi di tale ammontare complessivo conseguenti alle delibere di distribuzione dovranno essere indicati nel “Prospetto del capitale e delle riserve” del quadro RS del modello Redditi Sc.
  • nella certificazione relativa agli utili e agli altri proventi equiparati, il soggetto erogatore, dovrà dare separata indicazione degli utili e proventi maturati nel periodo compreso dall’esercizio successivo a quello in corso al 31 dicembre 2007 all’esercizio in corso al 31 dicembre 2016 e di quelli maturati dall’esercizio successivo a quello in corso al 31 dicembre 2016.

(2) Da quanto contenuto nel decreto pare che  la rideterminazione della quota esente/indeducibile delle plusvalenze/minusvalenze non si applicherà alle società di persone residenti (art. 5 DPR 917/86) che dovrebbero continuare ad applicare la percentuale di esenzione/indeducibilità di plusvalenze e minusvalenze del 50,28%.

(3) Le nuove percentuali di rilevanza fiscale di plusvalenze/minusvalenze, in capo  ai soci privati cittadini di soggetti IRES che hanno ceduto quote di partecipazioni “qualificate” (per le cessioni di quote non qualificate continuerà ad applicarsi l’imposta sostitutiva del 26% all’intero ammontare della plusvalenza o rimarrà “deducibile” interamente la minusvalenza realizzata). Rimane confermata la precedente misura di rilevanza del 49,72% per le plusvalenze/minusvalenze relative ad atti di cessione posti in essere prima del 1° gennaio 2018, anche se i corrispettivi relativi saranno percepiti in tutto o in parte  a partire da tale data. Dalla lettura del decreto pare che,  riguardo le  plusvalenze e minusvalenze di cessioni d quote “qualificate”  di società di persone realizzate anche successivamente all’1/1/2018, rimanga attiva la  vecchia percentuale di rilevanza del 49,72%, ma si spera che questo venga al più presto chiarito dall’Agenzia.

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