Economia: le nuove norme in materia di appalti e i loro punti di forza e debolezza

Dopo l’approvazione in via definitiva della Legge Delega, avvenuta nel gennaio scorso, il 3 marzo il Consiglio dei Ministri ha approvato lo schema di decreto legislativo per l’attuazione della delega finalizzata al recepimento delle nuove Direttive Comunitarie in materia di appalti. Il testo è ora sottoposto al parere, non vincolante, delle Commissioni parlamentari competenti, pertanto i tempi sono ristrettissimi, poiché il provvedimento deve essere adottato entro il 18 aprile prossimo, termine che, qualora non rispettato, farebbe scattare una procedura di infrazione UE nei confronti dell’Italia. Ne parliamo con l’imprenditore Mauro Cassani, vicepresidente nazionale della CNA. 

Il nuovo Codice è stato presentato come una rivoluzione nel mercato delle procedure di assegnazione degli appalti, quali saranno i vantaggi per le piccole imprese?

Una prima valutazione di massima del Decreto Legislativo approvato dal Consiglio dei Ministri il 3 marzo scorso in materia di appalti ci porta a esprimere un giudizio moderatamente positivo, specie se riferito alle prime anticipazioni del testo stesso. In particolare, va sottolineato un significativo passo in avanti nel rispetto del principio volto a favorire la suddivisione in lotti, e con esso, quindi, un maggiore coinvolgimento delle piccole imprese; anche se rimane qualche perplessità sul termine “lotto funzionale”, che potrebbe dare spazio a interpretazioni eccessivamente ampie e, conseguentemente, eludere l’indicazione relativa alla suddivisione in lotti, come auspicato dalla CNA.

Piena soddisfazione, invece, per le disposizioni in materia di clausole sociali, tema sul quale la CNA si è spesa sin dalla fase di definizione della Legge Delega, affinché fossero evitati equivoci in fase di applicazione. Ci si riferisce, in particolare, a disposizioni introdotte in merito ad attività di servizi ad alto contenuto di manodopera, per i quali vi era l’obbligo di riferirsi al contratto di lavoro più favorevole per i lavoratori.

Il riferimento è ora più coerentemente limitato alla salvaguardia della stabilità occupazionale, e nel fare riferimento ai contratti collettivi, non lascia spazio a interpretazioni che sarebbero state assolutamente lesive del principio di concorrenza.

Elementi di positività si colgono anche nelle disposizioni in materia di subappalto, specie laddove vengono salvaguardate le professionalità in capo a imprese che svolgono attività specialistiche, per il pagamento diretto del subappaltatore da parte della stazione appaltante. Per CNA, permangono molti dubbi circa la mancata limitazione in via generale del ricorso al subappalto stesso, oggi confinato entro il limite massimo del 30% e domani, completamente liberalizzato.

C’è qualche aspetto del provvedimento che non va nella direzione auspicata dalla CNA?

Sicuramente ci sorprende in negativo la ripresa della verifica della congruità della incidenza della manodopera, quale strumento per contrastare il lavoro sommerso. Pur apprezzandone le finalità, sarebbe più utile, per favorire la regolarità e combattere l’abusivismo, l’incrocio dei dati già in possesso di Inps, Inail e Casse Edili relativi all’impiego della manodopera delle imprese.

Ci preoccupa, inoltre, una pesante carenza. È noto che le Direttive impongono quale requisito massimo per la partecipazione a una gara, in termini di fatturato, il doppio del valore dell’appalto. Non abbiamo trovato indicazioni conformi in merito, in caso di appalti pluriennali. Coerenza vorrebbe che si precisasse che in tal caso si debba prendere a riferimento il valore annuo della gara, al fine di non snaturare un principio preciso condiviso in Europa.

Non ci soddisfa, infine, tutta la parte relativa alla definizione di caratteristiche e modalità di partecipazione agli appalti delle forme aggregate di impresa, i Consorzi, punto di eccellenza della nostra economia locale, che rimane il sistema con cui più facilmente le piccole imprese possono provare a entrare nel mercato degli appalti.

La nostra Associazione è impegnata a sollecitare Parlamento e Governo sull’opportunità di inserire ulteriori modifiche al fine di recuperare le carenze e le distorsioni ancora presenti.

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