Export in crescita, Ravenna è in controtendenza. Nel 2016 una flessione dell’1,5% rispetto all’anno precedente

Nel 2016, le esportazioni della provincia di Ravenna registrano una flessione: -54,1 milioni di euro rispetto al 2015, pari al -1,5% in termini relativi. Già il 2015 aveva chiuso con il segno meno, confermando i primi segnali negativi emersi alla fine del 2014. Il dato negativo del 2016 è determinato dalla caduta registrata nel primo trimestre (-10,5%), confermata ma più contenuta nel secondo trimestre (-2,5%). Positiva invece la variazione degli ultimi due trimestri, +4,2% rispetto al terzo trimestre e +3,8% rispetto al quarto.
A livello regionale e nazionale, dopo il rallentamento segnato a inizio anno, nella media dell’anno, crescono le esportazioni dell'Italia (+0,8%) e in misura maggiore quelle dell'Emilia-Romagna (+1,5%) rispetto al 2015.

Con lo 0,86% del totale nazionale, Ravenna occupa il 43° posto in Italia (recuperando due posizioni rispetto al secondo trimestre) e il 6° in Emilia-Romagna nella graduatoria delle province esportatrici.
Il dato dell’export ravennate presenta ancora il segno negativo e questo aspetto denota ancora una volta quanto sia difficile per il nostro territorio uscire da una congiuntura economica ancora complicata e difficile. E se il differenziale appare più contenuto rispetto alla media nazionale, la forbice invece si allarga fortemente e in maniera preoccupante quando il confronto si sposta su scala regionale. Tutto questo avviene nonostante il tessuto delle piccole e medie imprese si stia ritagliando spazi sempre più importanti sui mercati internazionali.

Secondo una recente indagine condotta dalla CNA in ambito nazionale, le imprese esportatrici sono per il 66,1% di micro dimensioni e per il 93,7% complessivamente piccole. Interessanti sono anche le loro  performance: non si fermano di fronte alle grandi distanze geografiche dei mercati di sbocco e padroneggiano con profitto le tecnologie digitali. Questi numeri e queste prestazioni ci dicono chiaramente che siamo di fronte a un immenso potenziale di sviluppo, di crescita e di ricchezza. Un potenziale purtroppo ancora frenato da una doppia zavorra. Un sistema creditizio e di garanzie assicurative che risulta fortemente inadeguato per le piccole imprese.
 

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