Frega srl: la competitività si gioca in filiera

La Frega srl, a febbraio 2017, è stata scelta da Kubota Corporation, come azienda campione di subfornitura per attuare un progetto di miglioramento continuo. Chiediamo a Luciano Frega quali sono stati i criteri di selezione che hanno portato un gruppo internazionale come Kubota a investire sulla sua impresa.

La Frega srl annovera fra i principali clienti la Kverneland Group Ravenna, azienda leader nel settore delle rotopresse, acquisita nel 2012 da Kubota Corporation. I parametri di scelta sono stati tre: la vicinanza allo stabilimento produttivo Kverneland di Russi, i volumi e il conseguente fatturato generati verso detto cliente e la disponibilità a mettersi in gioco. Quando mi hanno presentato il progetto si sono espressi in modo molto chiaro e trasparente: “Frega, noi vogliamo ridurre i costi e lei deve continuare a guadagnare”così ho deciso di provarci.

Come ha preso corpo il progetto?
Innanzitutto mi hanno fatto scegliere l’ambito sul quale agire il miglioramento: migliorare la produttività del 200%, ridurre i costi del 20% o tendere alla qualità - zero difetti; ovviamente senza aumentare il personale dedicato e senza fare straordinari. Considerando che le nostre non conformità di prodotto sono già prossime allo zero, la scelta è stata immediata, ossia aumentare la produttività del 200% pensando che per farlo avrei dovuto necessariamente ridurre i costi; poi mi hanno prospettato una tabella di marcia. Il progetto prevedeva una fase di analisi per visualizzare i problemi, l’impostazione delle priorità del piano di miglioramento e il mantenimento nel tempo dei risultati raggiunti, il tutto supportati da esperti Kubota dedicati al progetto.
Nella fase di analisi il gruppo di “supporto Kubota”, formato da ingegneri ed esperti di prodotto ha raccolto dati, fatto filmati, valutato il layout, il sistema produttivo in essere, le operazioni svolte dagli addetti, i mezzi di movimentazione in uso, i sistemi di imballaggio e spedizione e la filiera di fornitura. I dati raccolti sono stati inseriti in un software che ha evidenziato le criticità. I risultati hanno mostrato che dovevamo intervenire sui tempi di setup, su quelli destinati alla movimentazione interna, sul processo di saldatura che era un collo di bottiglia, sul lead time di produzione e sulle scorte di semilavorati a magazzino.
Gli obiettivi principali da perseguire erano portare il lead time da 9.8 a 4.9 giorni intervenendo sulla ottimizzazione di singole fasi di lavorazione; ad esempio, la puntatura della saldatura poteva passare da 2437 sec/rullo a 1779 sec/rullo.

Nel concreto, quali migliorie sono state apportate ai flussi produttivi e quali i risultati ad oggi?
Posso fare alcuni esempi, tutti semplici, ma che ci hanno consentito, ad oggi, di aumentare la produttività dei rulli per le proto-presse del 150%, quindi siamo prossimi all’obiettivo atteso del 200%. Abbiamo organizzato il flusso produttivo in modo sequenziale e non a “spaghetti” come l’aveva definito Kubota. Abbiamo eliminato gli spostamenti a “vuoto” degli operatori, avvicinando contenitori alle postazioni di lavoro e ridotto le dimensioni degli stessi, per far sì che siano lavorati solo i pezzi in consegna giornaliera, evitando di mettere a stock semilavorati che rappresentano solo un costo. Abbiamo evitato torsioni e piccole movimentazioni per il controllo dei pezzi saldati ponendo le postazioni di controllo a fianco dell’operatore, creato dei rulli per il posizionamento dei semilavorati facilitando il pick up degli stessi. Infine abbiamo, con il supporto di Kubota, definito nuovi accordi di fornitura con importanti fornitori per ridurre i tempi di consegna, ma anche i quantitativi e le modalità di imballaggio e spedizione.
In sostanza, i miglioramenti ottenuti sono stati sia relativi ai tempi di produzione, ma anche alle modalità di fornitura, all’ottimizzazione degli spazi di produzione, alla riduzione delle quantità a magazzino di semilavorati e, non per ultimo, all’ergonomia delle operazioni a carico degli addetti di produzione. Questi risultati li abbiamo presentati al presidente di Kubota, Masatoshi Kimata, che è venuto in visita aziendale con una delegazione, il 7 luglio scorso.

Sono previste ulteriori attività?
Il 25 ottobre 2017 parteciperemo a Lille in Francia a una specie di “campionato europeo”: chi avrà ottenuto i migliori risultati parteciperà a gennaio 2018 alla Kubota Kaizen World Cup. Ma a parte questo, ciò che mi interessa è mantenere nel tempo i risultati ottenuti nella produzione dei rulli e l’aver acquisito un metodo per trovare altri sprechi e migliorare tutte le fasi produttive della Frega srl.

Sembra un progetto sin troppo appagante, non è costato nulla alla Frega srl?
Essere disponibili a mettersi in gioco significa non solo dedicare tempo per dar corpo al progetto, ho stimato in cinque mesi circa 200 ore dedicate, ma anche fare investimenti: ad oggi, ho acquistato due saldatrici, un posizionatore, un traspallet elettrico e sto valutando l’acquisto di un robot di saldatura. I referenti di progetto Kubota hanno chiesto un rendiconto puntuale degli investimenti fatti e, solo in seguito al recupero degli stessi da parte della Frega srl, saranno rivisti gli accordi economici di fornitura fra le parti.

In sostanza la competitività si gioca in filiera?
Ho sempre creduto nei rapporti di fiducia e nelle relazioni di filiera. Questo progetto è qualcosa di più. È il risultato di un’operazione che si è giocata sulla filiera di fornitura prefigurando vantaggi per tutti gli attori in gioco.

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