Industria 4.0: la parola agli imprenditori. Intervista a Gabriele Mazzotti di Phizero srl

Come e quanto i princìpi di Industria 4.0 hanno impattato o impatteranno sul modo di fare business di Phizero?
Phizero opera nel settore delle automazioni industriali fornendo servizi di ingegneria alle imprese che producono macchine automatiche e impianti e realizzando macchine automatiche speciali per chi innova e diversifica i propri processi produttivi.
Industry 4.0 riassume la filosofia produttiva che negli ultimi anni si sta imponendo come unica soluzione possibile per difendere le produzioni degli HCC (high cost country) dagli attacchi della globalizzazione. Essendo fortissimo il legame tra processi produttivi e automazioni industriali, ne consegue che Industria 4.0 ha avuto un fortissimo impatto sulla nostra mission aziendale fin da prima che se ne definisse il nome.
Ovviamente, il mercato non è disponibile a pagare un prezzo più alto per prodotti di pari qualità a meno di ricorrere al protezionismo locale; pertanto, per difendere le produzioni in Paesi ad alto costo è assolutamente necessario avere processi affidabili e, ultimamente, anche dinamici.

Come è possibile per l’impresa potenziare l’affidabilità dei processi?
“Si può agire su diversi aspetti. Ad esempio si innalza l’affidabilità dei processi ricorrendo al monitoraggio di parametri precedentemente trascurati perché non direttamente legati al processo. Proponendo un esempio banale consideriamo un frullatore, di cui importava solo la velocità di rotazione ai fini del risultato “ottenere una spremuta”. Oggi, oltre a questo parametro, se ne misura anche il consumo di corrente, il rumore, la vibrazione per predire ed essere sicuri che il lavoro del frullatore sia costante e il risultato sempre ottimale. Ci si potrebbe accorgere che il consumo di corrente è diverso a seconda del grado di maturazione del frutto inserito, quindi generare un feedback sul processo di selezione a monte e scartare il frullato in lavorazione. Oppure ci si potrebbe accorgere di un rapido decadimento delle prestazioni del frullatore stesso che porterà prima a non “frullare a dovere”, poi a qualche fermo macchina per la richiesta improvvisa di manutenzione dovuto a una rottura; monitorare anche i parametri legati allo stato di salute delle macchine aiuta a ridurre il costo della manutenzione predittiva. Oppure ricorrendo alla gestione dei big data ricevuti dalle macchine sul campo.
La mole di dati acquisiti è dell’ordine di almeno 10 volte quelli che venivano precedentemente monitorati, soprattutto sono dati non correlati da relazioni di causa effetto, pertanto è necessario immagazzinare questa mole di dati e sottoporli a processi di data analisys che esulano dalle capacità umane e sono conosciuti come i big data, ovvero algoritmi di ricerca di correlazione tra enormi moli di dati.

E per rendere i processi dinamici, lei cosa ha fatto? O come legge i mutamenti delle imprese clienti?
Si hanno processi dinamici con la trasformazione della struttura aziendale da piramidale a distribuita. Se fino a ieri si produceva per lotti basandosi sulle previsioni di vendita, cercando di ridurre il più possibile il time to market, oggi la concorrenza ha portato alla produzione just in time del lotto con pezzo singolo.
Ad esempio, alcune ditte che producono scarpe da ginnastica da tempo consentono ai loro utenti web di configurare e comprare on-line la scarpa desiderata con combinazioni di colori e materiali anche diversi tra scarpa destra e sinistra. L’assenza di pianificazione delle produzioni, dovuta all’immissione degli ordini on-line da parte dei clienti finali, ha costretto molte aziende produttrici a modificare il proprio processo produttivo al fine di saper comunicare anche la data di spedizione del bene ordinato; di conseguenza anche le linee produttive e le automazioni che ne fanno parte hanno dovuto focalizzarsi sulla flessibilità e ri-programmabilità senza trascurare la capacità produttiva.
Inoltre, ogni processo produttivo prevede almeno una parte svolta in filiera e non all’interno delle mura aziendali, pertanto gli stessi concetti di affidabilità e dinamicità sono e saranno sempre più richiesti anche ai piccoli artigiani coinvolti in segmenti seppur brevi del processo produttivo completo; saranno quindi certamente privilegiati quei fornitori che forniranno insieme ai loro prodotti anche gli andamenti dei parametri produttivi rilevati durante i loro processi interni o che addirittura li renderanno disponibili on-line in lettura ai loro clienti durante il processo stesso.
Ovviamente, questo porterà a relazioni sempre più strette tra clienti e fornitori, sebbene trasferisca  parallelamente anche il know how dei processi di cui tutti in realtà siamo gelosi.

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