La nuova ordinanza balneare del Comune di Ravenna: una buona occasione da riempire di contenuti

Il Sindaco di Ravenna ha firmato le due ordinanze relative alle attività balneari; ci sono molte novità positive - a partire dalla validità triennale - ma le imprese balneari oggi vivono una grande difficoltà sulle concessioni (la direttiva Bolkestein) e sulle condizioni economiche reali per riuscire a investire. Inoltre, al più presto occorrerà lavorare - lido per lido, insieme a tutte le categorie – per il rilancio dell’offerta balneare innovandola e integrandola meglio con il territorio.

LE NOVITÀ
La prima ordinanza disciplina orari e aperture. La direzione di base è quella della semplificazione e liberalizzazione dell’attività sull’arenile, dentro regole definite e un quadro di controlli rafforzati in modo da garantire relax e convivenza con altre tipologie d’impresa.
Gli stabilimenti balneari potranno essere aperti fra le 5 del mattino e le 2 del giorno dopo (quindi niente h24 salvo caso speciali) e ci saranno alcune serate in deroga con chiusura alle 3. Gli stabilimenti potranno differenziarsi tra quelli che praticano un‘apertura stagionale e quelli che scelgono l’apertura annuale; quest’ultima scelta comporterà, naturalmente, pesi maggiori (tassa dei rifiuti annuale) e investimenti/adeguamenti sulle strutture. La seconda ordinanza si occupa di “pubblici spettacoli, intrattenimenti danzanti, manifestazioni e intrattenimento” e regolamenta le attività che si svolgono negli stabilimenti: di fatto si potrà svolgerle solo fino alle 00,30 (venerdì e sabato) e all’1 dalla domenica al giovedì. Le attività di pubblico spettacolo saranno regolate da controlli importanti, a partire dall’installazione di fonometri di “nuova tipologia”, per consentire una verifica puntuale di volumi e orari.

IL PARERE DELLA CNA
La CNA di Ravenna ha già espresso un parere positivo sull’impostazione delle ordinanze sottolineando però come sia obbligatorio “programmare interventi di cui si parla da anni: infrastrutture, stradelli e pineta, aree camper, viabilità e logistica, evitando una separazione senza senso tra spiaggia e lidi”.
D’altronde la richiesta di allargare annualmente la stagione - per chi vuole o può - era stata avanzata da diversi anni proprio dalla CNA verso l’ordinanza regionale. Ora, per l’impresa balneare c’è una doppia sfida da cogliere: da una parte la capacità di programmare innovazione e progettare nuove attività, caso per caso e località per località, in un periodo complicato per la presenza della mannaia Bolkestein (e quindi delle evidenze pubbliche) sulla testa. Dall’altra, la responsabilità di gestire un giusto allargamento delle possibilità d’impresa ragionando anche in termini di territorio e non solo di singola azienda.
Sulla Bolkestein, CNA Balneatori sostiene il “legittimo affidamento” alle imprese balneari che ne hanno diritto ed evidenze pubbliche solo per ogni nuova concessione; ma è chiaro che fino a che non ci saranno risposte certe, saranno pochi gli stabilimenti balneari pronti a fare il grande salto verso la stagione annuale.

Queste ordinanze, in sostanza, oggi sono uno stimolo positivo per un settore che rappresenta tanto per il territorio. Per andare oltre ci vorrà la “testa dura” di tanti bagnini, la capacità di ascoltare e il coraggio di amministratori che non abbiano paura del nuovo e siano capaci di gestire bene regole e controlli.

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