L'Unione presenta il DUP: Le scelte strategiche dei Comuni della Bassa Romagna per il bienno 2017-19

Il territorio della Bassa Romagna produce il 33% dell’intero export della provincia di Ravenna, sono insediate circa 10.700 imprese manifatturiere attive che occupano il 37% degli addetti complessivi nella manifattura. È quindi sede di un importante sistema della manifattura (metalmeccanica-gomma plastica-agroindustria), mantiene un’agricoltura specializzata, ospita un Centro Merci Intermodale (Lugo) di valenza sub-regionale e una superficie di quasi 9.000.000 di mq di aree produttive disponibili.

È con questi dati - sicuramente non esaustivi per rappresentare l’intero tessuto economico del territorio – che si apre la presentazione del DUP (Documento Unico di Programmazione) dell’Unione dei Comuni della Bassa Romagna per gli anni 2017-2019, una sorta di bilancio strategico di previsione, un “momento di scelta” rispetto alla molteplicità dei bisogni da soddisfare e alla limitatezza delle risorse da investire.

Se ne deduce quindi che una delle priorità degli Enti Locali sul piano della programmazione organizzativa e degli investimenti per i prossimi anni sarà il tema dello sviluppo, delle imprese e del lavoro. Da tempo, e con forza, la CNA sostiene questa priorità. Dobbiamo ricordare che la Bassa Romagna sta pagando un prezzo  importante alla crisi, soprattutto in termini di perdita di imprese nei settori dell’artigianato e della piccola impresa.

Il DUP si articola in assi strategici che sono l’attrattività, la sostenibilità e l’innovazione territoriale che dovrebbero sostanziarsi attraverso la definizione e condivisione di un “Patto per lo sviluppo della Bassa Romagna” da definirsi nei prossimi mesi con le parti sociali ed economiche. Seguiremo con attenzione gli sviluppi. Nel confronto che abbiamo sostenuto abbiamo indicato concretamente alcune azioni che riteniamo importanti e di possibile realizzazione.

Per quanto riguarda gli appalti pubblici la realtà oggettiva che vogliamo salvaguardare è quella di decine di piccole imprese e artigiani che quotidianamente forniscono lavori e servizi di qualità alla PA: abbiamo ribadito la necessità di procedere nella divisione dei lavori a stralci, confermando i princìpi di semplificazione e trasparenza per un mercato fondamentale per la piccola impresa, pur ovviamente nel rispetto delle norme e delle regole.

Abbiamo indicato la necessità di investire nelle aree produttive esistenti: riqualificazione, decoro, sicurezza e servizi, monitoraggio, censimento e ridefinizione del valore del patrimonio edilizio e industriale esistente in una logica di promozione e marketing per attrarre nuovi investitori. È importante intervenire per ridurre la pressione fiscale della tassazione locale sulle imprese. In modo particolare, abbiamo chiesto di aprire un tavolo di confronto sulla TARI, in coerenza con le proposte presentate dal Tavolo Provinciale delle Associazioni Imprenditoriali. Continueremo poi a sostenere e promuovere il progetto Bassa Romagna Green, volto al sostegno della riqualificazione energetica del patrimonio edilizio pubblico e privato, anche attraverso la destinazione di specifiche risorse.

Perché CNA