Pensioni, novità in arrivo. Le nuove norme sono contenute nella legge di bilancio

Norme sulla flessibilità, Ape, pensioni anticipate, lavoratori precoci, opzione donna, lavori usuranti e lavoratori che ricadono nell’ottava salvaguardia sono alcune delle novità in campo pensionistico contenute nella Legge di Bilancio 2017.

PENSIONE DI VECCHIAIA
La pensione di vecchiaia nel 2017 si raggiunge con 66 anni e sette mesi per gli uomini e le donne dipendenti pubbliche, 65 anni e sette mesi per le donne dipendenti del privato, 66 anni e un mese per le lavoratrici autonome, sempre in presenza di 20 anni di contributi. Nel caso in cui il lavoratore non abbia contributi versati prima del 31 dicembre 1995, l’importo mensile della pensione non può essere inferiore a 672,11 euro oppure occorrono 70 anni e 7 mesi di età e cinque anni di contributi effettivi. Non vi sono modifiche rispetto alla legislazione precedente.

PENSIONE ANTICIPATA
Resta in vigore la pensione anticipata prevista dalla riforma Fornero 2011, in base alla quale gli uomini possono maturare il diritto con 42 anni e dieci mesi di contributi e le donne con 41 anni e dieci mesi.

APE
L’anticipo pensionistico APE sarà in vigore in via sperimentale a partire dal 1° maggio 2017 fino al 31 dicembre 2018. Prevede la possibilità di andare in pensione anticipata a 63 anni, e 20 anni di contributi, prendendo un trattamento che viene poi restituito con rate ventennali sulla pensione. I requisiti richiesti sono: età minima 63 anni e 20 anni di contributi, maturare il diritto alla pensione di vecchiaia entro 3 anni e sette mesi, l’importo della futura pensione mensile, al netto della rata di ammortamento, dovrà essere pari o superiore a 1,4 volte il trattamento minimo dell’assicurazione generale obbligatoria. Ci sono categorie di lavoratori per le quali il costo è a carico dello Stato e che, quindi, non dovranno restituire nulla (APE sociale). È prevista la possibilità di utilizzare, per finanziare in tutto o in parte l’APE, i contributi versati per la previdenza complementare.

LAVORATORI PRECOCI
I lavoratori che hanno almeno un anno di contributi versati prima del compimento del 19esimo anno di età possono andare in pensione con 41 anni di contributi se si trovano in una delle specifiche tipologie previste dalla Legge di Bilancio 2017: lavoratori dipendenti disoccupati senza sussidio da almeno tre mesi, lavoratori dipendenti e autonomi con riduzione della capacità lavorativa del 74% accertata dalle competenti commissioni per il riconoscimento dell’invalidità civile, lavoratori dipendenti e autonomi che assistono, da almeno sei mesi, un parente di primo grado convivente con handicap grave, lavoratori dipendenti impegnati in mansioni usuranti da almeno 6 anni.

LAVORI USURANTI
La normativa di favore anche nel 2017 è attivabile dai soli lavoratori dipendenti (sia del settore privato che del pubblico impiego) che abbiano svolto nell'arco della propria vita lavorativa talune attività individuate dell'articolo 1 del Dlgs 67/2011. Sono confermati i requisiti contributivi che si raggiungono con le cosiddette quote; non si applica dal 2019 l’incremento della speranza di vita fino al 2026; la pensione avrà decorrenza dal mese successivo alla maturazione del requisito. Non è più richiesta l’attività usurante nell’ultimo anno, vengono previsti due requisiti alternativi: avere svolto l’attività usurante per almeno 7 anni negli ultimi 10 oppure aver svolto l’attività usurante per la metà della vita lavorativa complessiva.

NUOVO CUMULO
Con decorrenza 1° gennaio 2017 è estesa la possibilità di cumulare spezzoni di contributi provenienti dalle casse libere professionali prima escluse. È stato eliminato il vincolo preclusivo di non aver maturato una pensione autonoma in una gestione interessata al cumulo. Infine, è stata aggiunta un’ulteriore prestazione: la pensione anticipata dal 1° gennaio 2017. Le prestazioni con il cumulo sono: pensione anticipata, pensione di vecchiaia, pensione di inabilità e pensione ai superstiti.

PENSIONE DI INABILITÀ
Ai lavoratori iscritti all’assicurazione generale obbligatoria o alle forme esclusive e sostitutive della medesima affetti da mesotelioma, carcinoma polmonare o asbestosi riconosciuti di origine professionale o causa di servizio anche se non totalmente inabili hanno diritto alla pensione di inabilità. Per conseguire la pensione occorre anche il requisito contributivo, che si intende soddisfatto se risultano versati almeno 5 anni nell’intera attività lavorativa. Entro 60 giorni dall’entrata in vigore dovrà essere emesso il Decreto attuativo.

OPZIONE DONNA
È stato esteso il beneficio dell’Opzione Donna anche alle lavoratrici dipendenti e autonome che hanno compiuto il 57esimo o il 58esimo anno di età e hanno maturato il requisito contributivo dei 35 anni entro il 31.12.2015. La pensione è liquidata interamente con il sistema di calcolo contributivo.

OTTAVA SALVAGUARDIA
L'Ottava Salvaguardia è un nuovo provvedimento legislativo contenuto nella Legge di Bilancio 2017 che consente di mantenere in vigore, in via eccezionale, le vecchie regole di pensionamento, vigenti sino al dicembre 2011, nei confronti di determinati soggetti che il legislatore ritiene meritevoli di una particolare tutela previdenziale. A costoro continueranno ad applicarsi le vecchie disposizioni in materia di requisiti di accesso e di decorrenza anche se il diritto al pensionamento matura dopo il 31 dicembre 2011. Cinque i macro profili di tutela contenuti in quest'ultima salvaguardia: mobilità, autorizzati ai volontari, cessati dal servizio con accordi o senza con il datore di lavoro, in congedo straordinario per assistere figli con disabilità gravi, con contratto a tempo determinato. L'ottava salvaguardia sarà l'ultimo provvedimento di questa natura in quanto il legislatore ha previsto la soppressione dello specifico fondo destinato alla tutela di questi lavoratori inserito per la prima volta nella Legge di Bilancio per il 2013.

QUATTORDICESIMA
È riconosciuta ai pensionati con almeno 64 anni di età e reddito complessivo fino a 1,5 volte il trattamento minimo dell’assicurazione generale obbligatoria (9.786,86 euro annuo), con un allargamento della platea rispetto al precedente paletto che era pari a due volte il minimo. Aumenta anche la somma, sempre se il reddito è fino a 1,5 volte il trattamento minimo. L’aumento varia dai 101 euro per chi ha fino a 15 anni di contributi per pensionati ex dipendenti (18 anni per pensionati ex autonomi), ai 155 euro per chi ha oltre 25 anni di contribuzione per pensionati ex dipendenti (28 anni per pensionati ex autonomi).
 

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