Pierpaolo Burioli riconfermato all’unanimità presidente della CNA di Ravenna. Vicepresidente l’imprenditore cervese, Mauro Gasperoni

Nuova Presidenza CNA Ravenna

la nuova Presidenza della CNA di Ravenna. Da sinistra: Matteo Leoni, Marianna Panebarco, il presidente Pierpaolo Burioli, il presidente CNA nazionale, Daniele Vaccarino, il vicepresidente, Mauro Gasperoni. Dietro: Gian Piero Zama, il direttore Massimo Mazzavillani, Giuliano Pasi, Massimo Baroncini.

Pierpaolo Burioli

il presidente della CNA di Ravenna, Pierpaolo Burioli

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La XXI assemblea elettiva della CNA di Ravenna, alla presenza dei delegati e dei massimi dirigenti e quadri dell’Associazione, ha chiuso la campagna congressuale che, avviatasi il 7 marzo scorso, si è sviluppata attraverso 35 assemblee territoriali e settoriali che hanno visto la partecipazione di numerosi imprenditori e rappresentanti delle istituzioni, delle forze politiche, del mondo della ricerca, del sistema bancario e dell’università, oltre ai quadri e ai dirigenti del sistema CNA di Ravenna, regionale e nazionale.
Sono stati eletti numerosi nuovi imprenditori e altri sono stati confermati: questi imprenditori saranno chiamati a definire le scelte sindacali e i progetti di sviluppo della CNA nella nostra provincia per i prossimi quattro anni.

La CNA a Ravenna è un grande punto di forza: oltre 5000 imprese associate di cui 600 PMI e 70 Consorzi artigiani, 10.000 imprenditori, 4200 associati a CNA Pensionati. Inoltre - all’interno del sistema CNA di Ravenna - operano giornalmente 230 dipendenti nei 21 uffici dislocati su tutto il territorio provinciale.

La prima parte dell’assemblea si è aperta con la relazione introduttiva del presidente Pierpaolo Burioli che ha offerto un quadro esauriente dell’attività che la CNA ha portato avanti in questi ultimi quattro anni a sostegno delle imprese e delle politiche economiche e sociali del territorio e ha indicato le linee di sviluppo su cui lavorare nei prossimi anni, quali: tassazione, semplificazione, accesso al credito, infrastrutture, porto, ecc. 

È seguito l’intervento del sindaco di Ravenna, Michele De Pascale che ha affermato come sia “indispensabile uscire dalla mera logica della rivendicazione e da una logica un po' depressiva per riuscire a identificare i settori strategici dal cui sviluppo potrà derivare lo sviluppo dell'intero Paese. Il rilancio dell'industria energetica, del porto e di alcune produzioni di eccellenza, ad esempio, che non hanno bisogno di assistenzialismo ma chiedono infrastrutture, facilitazioni fiscali, semplificazioni. Il rilancio dell'offerta turistica del nostro territorio dove la CNA ha giocato un ruolo molto positivo anche portando voce e rappresentanza a nuove forme di imprenditorialità e a offerte di turismo culturale. Fondamentale anche il tema delle costruzioni dove occorre rivedere gli strumenti urbanistici andando verso una semplificazione radicale nei confronti di investimenti attuabili”.

Dopo l’intervento del Sindaco, si è sviluppato un impegnato dibattito che ha visto intervenire diversi imprenditori dirigenti della CNA.

Le conclusioni sono state affidate a Daniele Vaccarino che – dopo essersi congratulato con la CNA di Ravenna, definendola una punta di eccellenza dell’intero Sistema, ha evidenziato come ci sia “il grosso rischio che tutti i sistemi associativi si trovino di fronte a un lento declino: ma la CNA dice no al declino facendosi promotrice di progetti su cui costruire alleanze e proposte di legge a vantaggio del sistema dell’artigianato e delle PMI. Occorre avere la capacità di disegnare il futuro ma è altrettanto indispensabile un’Italia coesa, stabile e in crescita, dove le prime due sono condizioni sono indispensabili affinché si verifichi la terza”.

“Occorre diventare sempre più un sistema – ha aggiunto - che faccia dell’integrazione il perno centrale su cui sviluppare i progetti di sviluppo dell’Associazione a sostegno delle imprese. E a questo proposito voglio esprimere tutta la mia gratitudine alla CNA di Ravenna che, insieme alla CNA di Forlì-Cesena, ha dato una dimostrazione pratica di quanto sto affermando, per come è stata affrontata l’integrazione territoriale delle CNA romagnole”.

Nella seconda parte dell’assemblea si è poi proceduto ad eleggere gli organismi dirigenti che guideranno l’associazione per il prossimo quadriennio.

Pierpaolo Burioli - imprenditore del settore delle telecomunicazioni - è stato confermato all’unanimità presidente della CNA di Ravenna. Sposato, con due figli, ha 65 anni ed è nato, vive e lavora a Ravenna. Imprenditore del settore delle telecomunicazioni è titolare dell’azienda “Radio Team”.

Lo affiancherà una Presidenza composta da altri 6 imprenditori: Mauro Gasperoni, vicepresidente, imprenditore cervese nel settore del legno e dell’arredamento; Massimo Baroncini, imprenditore di Conselice impegnato nel settore dell’impiantistica termoidraulica; Matteo Leoni, imprenditore faentino nel settore dell’automotive; Marianna Panebarco, imprenditrice ravennate nel settore della grafica e della comunicazione; Giuliano Pasi, imprenditore di Fusignano impegnato nel settore dell’impiantistica elettrica; Gian Piero Zama, imprenditore faentino nel settore dell’impiantistica termoidraulica e delle energie rinnovabili.

Subito dopo la sua elezione, Burioli, oltre a ringraziare tutti i componenti dell’Assemblea per la fiducia accordatagli, ha evidenziato i molti problemi che le imprese devono affrontare a seguito della pesante crisi che ha condizionato la nostra economia e dell’attuale situazione ancora fatta di luci ed ombre. 

 “Lo scenario economico e sociale che abbiamo oggi di fronte – ha sottolineato - non è facile: è indispensabile rimettere al centro degli obiettivi di chi ci governa l’impresa e il lavoro, il merito e il valore prodotto per la comunità, la sostenibilità ambientale, ridando fiducia e prospettive per il futuro alle nuove generazioni. In Italia i piccoli imprenditori sono persone che lavorano, producono e innovano, assumendosi i rischi d’impresa e scontrandosi con mille difficoltà; sono aziende che restano ancorate ai luoghi della vita quotidiana, ma diventano globali nei collegamenti internazionali delle filiere lunghe; sono un elemento sociale fondamentale per la distribuzione della ricchezza e per la creazione e la circolazione della fiducia”.

“E’ un imperativo, quindi – ha concluso - far sì che la politica sostenga il sistema dell’artigianato, dell’imprenditoria diffusa e delle PMI, evitando il rischio che gli effetti negativi della crisi possano colpire più pesantemente la dimensione della piccola impresa diffusa, quel patrimonio tipico italiano che ha già dimostrato in questi decenni di essere la vera forza del nostro Paese e che, attraverso un rafforzamento delle reti, può diventare il perno fondamentale del nuovo modello di sviluppo. E’ questa la grande sfida che ci attende per i prossimi quattro anni”.

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