Più qualità per i servizi: Le richieste del CUPLA alla Regione in vista del nuovo PAR

La garanzia del mantenimento e dell’aumento dei servizi oggi a disposizione, l’impegno per il costante abbattimento delle liste di attesa in sanità, più sicurezza per chi è costretto a vivere in una condizione di fragilità.
Sono queste alcune delle richieste che il CUPLA, l’associazione che riunisce più di 250mila pensionati del lavoro autonomo, ha fatto alla Giunta regionale durante la Conferenza regionale sul PAR.
A scandirle il coordinatore regionale Giovanni Giungi, che ha ribadito come l’obiettivo principale dell’Associazione sia proprio quello di garantire il benessere delle persone anziane da ottenere attraverso una efficace azione di indirizzo, governo e monitoraggio delle risorse impiegate, realizzando una comune linea di azione con l’istituzione regionale.
“Avere maggiore qualità delle prestazioni e dei servizi - ha spiegato – significa avere maggiore qualità delle
condizioni di vita; per questo crediamo che l’impegno della Regione in vista del nuovo PAR debba partire in primo luogo dai temi della sanità e del welfare che devono andare di pari passo”.
Ecco dunque le proposte del CUPLA: impegno concreto per la riduzione delle liste di attesa, il monitoraggio
dell’impatto sull’accesso alle prestazioni socio-sanitarie dell’applicazione del nuovo ISEE, il completamento del processo di riordino del sistema sanitario partendo proprio dall’attivazione delle Case della Salute.
“Serve un impegno anche per quel che riguarda il costo delle prestazioni - ha aggiunto Giovanni Giungi, che
è anche presidente di CNA Pensionati dell’Emilia-Romagna -. I ticket per le prestazioni sanitarie erogate
dal nostro sistema regionale sono in concorrenza con quelli previsti dalle strutture sanitarie private accreditate, quasi a voler indicare una tendenza alla privatizzazione sulla quale occorre interrogarsi. È questa la sanità che vogliamo?”
Sul fronte dei servizi, il CUPLA ha chiesto un impegno concreto anche sul mantenimento del Fondo Regionale per la Non Autosufficienza (FRNA), il miglioramento dell’accesso degli anziani alle Case Protette che comprenda anche un aumento del potere ispettivo sulle stesse. “Occorre prestare la massima attenzione all’anziano nella sua realtà multidimensionale: sicurezza, accesso alle cure, assistenza, qualità della vita, tempo libero – ha concluso Giungi - per poter promuovere una vita attiva e dignitosa per gli anziani della  nostra regione”.
CNA Pensionati ritiene necessario che il nuovo Piano prenda in considerazione aspetti di innovazione sociale come la domiciliarizzazione delle cure e lo sviluppo delle Case della Salute come luoghi dove l’anziano può trovare facilmente una corretta integrazione tra cura e assistenza, con un coinvolgimento sempre più diretto dei medici di famiglia.

Perché CNA