Sanità: le prestazioni mediche non sfruttate dovranno essere pagate comunque

Dal 4 aprile chi non intende presentarsi a visite o esami prenotati dovrà annullarli con almeno 2 giorni lavorativi di anticipo per non pagare comunque il ticket. Ecco come fare.

Dal 4 aprile in Emilia-Romagna chi non si presenterà a visite o esami senza aver disdetto la prenotazione dovrà pagare lo stesso il ticket previsto per le fasce di reddito più basse. Lo ha annunciato la Regione con l’intento di migliorare i tempi d’attesa (negli ultimi sei mesi il 94% delle  prime visite e degli esami strumentali è stato garantito  nei 30/60 giorni entro gli standard di legge), anche attraverso una specifica campagna di comunicazione.

La situazione attuale: il 10% dei cittadini non si presenta alle visite prenotate. E crea disagio ad altri pazienti in lista d’attesa.

Ad oggi una persona su dieci non si presenta alla visita senza disdire l’appuntamento. “I dati del monitoraggio relativi ai tempi d’attesa - ha spiegato il presidente della Regione, Stefano Bonaccini - confermano risultati decisamente positivi negli ultimi sei mesi, frutto di un robusto impegno della Regione, che ha destinato anche risorse importanti e assunto personale, e delle aziende sanitarie. Ora, il nostro obiettivo è quello di consolidare i risultati raggiunti, anche attraverso una maggiore responsabilizzazione dei cittadini”.

“ Se avere la prestazione sanitaria è un diritto esigibile, presentarsi all’esame è un dovere - ha ricordato l’assessore regionale alle Politiche per la salute, Sergio Venturi -. Per questo, chi non si presenta senza una valida giustificazione, paga il ticket. Perché toglie il diritto a un altro cittadino”. Chi non si presenta all’appuntamento senza comunicare la disdetta - come spiegano dalla Regione Emilia-Romagna - accresce gli svantaggi e i tempi d’attesa per tutti i cittadini, e fa aumentare i costi per il servizio sanitario regionale.

Per questo dal 4 aprile prossimo, se non è possibile presentarsi a una visita diventa obbligatorio disdire la prenotazione con almeno 2 giorni lavorativi di anticipo. Chi non lo fa, a titolo di sanzione pagherà il ticket previsto per le fasce di reddito più basse (fino a un importo massimo per ricetta pari a 36,15 euro).

Cosa cambia? E come disdire le visite?

Il provvedimento riguarda tutti i cittadini, comprese le persone che hanno diritto all’esenzione per esempio, per reddito, patologia o invalidità. Le Aziende sanitarie hanno attivato diverse modalità per agevolare la disdetta e anche per rendere più semplice la prenotazione: in ogni provincia c’è un numero verde gratuito, ci sono le farmacie e gli sportelli Cup, e come modalità online è disponibile il sito www.cupweb.it. Dal 4 di aprile in poi, prenotazione e disdetta saranno possibili anche attraverso l’app per smartphone e tablet “ER Salute”, che sarà possibile scaricare attraverso gli Store ufficiali. L’app consentirà di verificare le disponibilità dei luoghi per le visite e gli esami nel territorio e di effettuare il pagamento online. Dopo la prenotazione, un servizio di promemoria (recall), tramite telefonata o sms, ricorderà (in molti casi è già così) l’avvicinarsi di un appuntamento.

Perché CNA