Speciale contribuzione 2017

Le aliquote contributive e i relativi contributi per il 2017 per gli iscritti alle gestioni degli Artigiani e degli Esercenti attività commerciali sono consultabili a questo link.

Note sulla contribuzione - Anno 2017
I redditi descritti al link sono limiti individuali da riferire a ogni singolo soggetto operante nell’impresa e non a redditi globali da riferire all’impresa stessa. Per i soli iscritti alla gestione degli esercenti attività commerciali, è prevista un’aliquota maggiorata dello 0,09%, ai fini dell’indennizzo per la cessazione definitiva dell’attività commerciale. L’obbligo al versamento di tale contributo è stato prorogato fino al 31 dicembre 2018. Oltre al contributo previdenziale è dovuto un contributo per le prestazioni di maternità stabilito, per tutti gli iscritti alle gestioni degli artigiani e dei commercianti, nella misura di € 0,62 mensili (€ 7,44 annuo).

Agevolazioni
Anche per l’anno 2017 i lavoratori autonomi ultra 65enni, già titolari di pensione diretta INPS possono chiedere che il contributo previdenziale sia applicato nella misura del 50%. L’agevolazione decorre dal mese successivo al compimento dell’età. La riduzione della quota di contribuzione determina una riduzione dell’importo del supplemento di pensione. Per i coadiuvanti e i coadiutori di età inferiore a ventuno anni, continuano ad applicarsi le agevolazioni stabilite dall’art. 1, comma 2, della Legge 2 agosto 1990, n. 233 che prevedono una riduzione dell’aliquota contributiva pari a tre punti fino a tutto il mese in cui il soggetto compie 21 anni.

Contribuzione a saldo
Ai sensi della Legge n. 438/92, il contributo IVS dovuto da artigiani e commercianti è calcolato sulla totalità dei redditi d’impresa denunciati ai fini IRPEF (e non soltanto su quello derivante dall’attività che dà titolo all’iscrizione nella gestione di appartenenza); è rapportato ai redditi d’impresa prodotti nello stesso anno al quale il contributo si riferisce (quindi, per i contributi dell’anno 2017, ai redditi 2017, da denunciare al fisco nel 2018). In conseguenza, qualora la somma dei contributi versati sul minimale e di quelli versati in acconto sul reddito eccedente il minimale sia inferiore a quanto dovuto sulla totalità dei redditi d’impresa realizzati nel 2017, è dovuto un ulteriore contributo a saldo da corrispondere entro i termini di pagamento delle imposte sui redditi delle persone fisiche.
A tal proposito si rammenta che, ai sensi dell’art 2 del D.L.63/2002 i contributi ai quali si applicano le scadenze ai fini IRPEF possono essere versati con un differimento sino a 30 giorni, applicando sempre la maggiorazione di una quota pari allo 0,40% dell’importo dovuto, a titolo di interessi corrispettivi. Si ribadisce che la suddetta maggiorazione si applica a tutte le ipotesi di compensazione mediante presentazione di delega F24 e non solo a quelle nelle quali residui un’eccedenza a debito a carico del contribuente.

Imprese con collaboratori
Qualora il titolare si avvalga anche dell’attività di familiari collaboratori, i contributi eccedenti il minimale devono essere determinati con le seguenti modalità:
a) imprese familiari legalmente costituite: sia i contributi per il titolare, sia quelli per i collaboratori debbono essere calcolati tenendo conto della quota di reddito denunciata da ciascuno ai fini fiscali; b) aziende non costituite in imprese familiari: il titolare può attribuire a ciascun collaboratore una quota del reddito denunciato ai fini fiscali; in ogni caso, il totale dei redditi attribuiti ai collaboratori non può superare il 49 per cento del reddito globale dell’impresa.

Termini e scadenze
I contributi devono essere versati alle scadenze che seguono: 18 maggio, 20 agosto, 16 novembre 2017 e 16 febbraio 2018, per il versamento delle quattro rate dei contributi dovuti sul minimale di reddito; entro i termini previsti per il pagamento delle imposte sui redditi delle persone fisiche in riferimento ai contributi dovuti sulla quota di reddito eccedente il minimale, a titolo di saldo 2016, primo e secondo acconto 2017. L’INPS, già dal 2013, non invia più le comunicazioni contenenti i dati e gli importi utili per il pagamento della contribuzione dovuta in quanto le medesime informazioni devono essere prelevate telematicamente, a cura del contribuente o di un suo delegato, nell’apposito portale dell’istituto previdenziale. Regime contributivo agevolato ai sensi della Legge 23 dicembre 2014, n. 190, come modificata dalla Legge 28 dicembre 2015, n. 208.
La Legge 11 dicembre 2016, n. 232 (Legge di Stabilità per il 2017) non ha introdotto alcuna modifica in materia di regime contributivo agevolato. Conseguentemente detto regime, in assenza di espressa abrogazione, si considera prorogato anche per il 2017. L’accesso al regime contributivo agevolato ha natura facoltativa e avviene a fronte di apposita domanda presentata dall’interessato, che attesti dì essere in possesso dei relativi requisiti di legge. Ai fini previdenziali il regime agevolato è confermato solo per i contribuenti iscritti alle gestioni degli artigiani e dei commercianti. L’agevolazione consiste nella riduzione contributiva del 35%; pertanto, i soggetti che hanno i requisiti per accedere al regime fiscale dei forfetari, sul reddito determinato ai fini fiscali calcolano la contribuzione dovuta come previsto dal regime ordinario (aliquote contributive, reddito minimale e massimale stabilito per l’anno di riferimento), alla quale si applica una riduzione pari al 35%.
La riduzione contributiva si applicherà nel 2017 ai soggetti già beneficiari del regime agevolato nel 2016 che, ove permangano i requisiti di agevolazione fiscale, non abbiano prodotto espressa rinuncia allo stesso. I soggetti che hanno invece intrapreso nel 2016 una nuova attività d’impresa per la quale intendono beneficiare dal 2017 del regime agevolato devono comunicare la propria adesione entro il termine perentorio del 28 febbraio 2017. I soggetti, infine, che intraprendono una nuova attività nel 2017, per la quale intendono aderire al regime agevolato, devono comunicare tale volontà con la massima tempestività rispetto alla ricezione del provvedimento d’iscrizione, in modo da consentire all’Istituto la corretta e tempestiva predisposizione della tariffazione annuale.
Restano valide le altre disposizioni previste dalla Legge 190/2014, quali: lo stesso regime previdenziale agevolato si applica anche ai collaboratori familiari: l’incompatibilità con altre agevolazioni, l’accredito dei contributi è rapportato ai mesi ai quali corrisponde l’importo effettivamente versato; nel caso si riscontrasse il mancato possesso dei requisiti, oltre all’annullamento del regime contributivo agevolato, è previsto il recupero della contribuzione che sarebbe stata dovuta con il sistema ordinario. Il versamento dei contributi previdenziali calcolati su un reddito inferiore al minimale determina una contrazione della copertura annuale; ciò potrà avere conseguenze sulla decorrenza e sulla misura della pensione anticipata e sulla pensione di vecchiaia. Nel caso di pensione di invalidità o richiesta di assegno di maternità potrebbe incidere anche sul diritto stesso a percepire la prestazione.

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