Studi di Settore - CNA, uno strumento che premi le imprese virtuose

Dopo la disposizione emanata dell’Agenzia delle Entrate sul programma delle revisioni degli studi di settore, la CNA conferma la richiesta al Governo di accentuarne la modifica da strumento di accertamento a strumento che premia, consentendo una riduzione di imposta alle imprese più efficienti, in termini reddituali, rispetto alle imprese del proprio cluster.
Nello specifico, le proposte della CNA (presentate insieme a Rete Imprese Italia, con un documento ufficiale, al viceministro all’Economia, Luigi Casero) prevedono che, a tutela degli interessi delle imprese:

  • gli studi di settore non devono essere più utilizzati quali di strumento di accertamento dall’Agenzia delle Entrate;
  • deve essere confermato l’attuale meccanismo premiale degli studi che protegge le imprese da altri sistemi di accertamento presuntivi;
  • deve essere introdotto, a regime, un sistema premiale di riduzione del carico fiscale sul reddito incrementale dichiarato rispetto al valore soglia minima.

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Le tipologie di studi di settore applicati sono oggi 204 e interessano oltre 3,6 milioni di contribuenti.
Gli studi di settore vengono revisionati ogni tre anni e agli stessi vengono applicati specifici correttivi che tengono conto del nuovo scenario economico in cui le imprese operano almeno dal 2008.
In occasione di una recente videoconferenza di CNA Nazionale sono stati forniti diversi dati scaturiti dall’applicazione degli studi di settore negli anni dal 2009 al 2014.
“Dati che - sostiene la CNA - dimostrano valenza ed efficacia dello strumento nonché rispondenza degli stessi alla realtà economica delle imprese, nonostante gli effetti ancora in atto della crisi economica”.
Per quanto riguarda l’anno 2014, il 75,1% delle imprese è risultato in regola con gli studi di settore (66,2% congrui naturali e 8.9% adeguati ai ricavi attesi). I ricavi dichiarati oltre quelli richiesti per la congruità sono stati oltre i 54 miliardi, mentre 25,4 miliardi sono quelli richiesti ai soggetti non congrui per raggiungere il ricavo stimato dagli studi di settore.
Secondo il provvedimento dell’Agenzie delle Entrate, gli studi di settore individuati per la imminente revisione sono 67 di cui: 20 del settore manifatturiero; 19 del settore dei servizi; 21 del settore commercio; 7 del settore arti e professioni.
La CNA di Ravenna si impegnerà, come sempre, per dare il proprio contributo al fine di far sì che gli studi mantengano la capacità di rappresentare la realtà economica cui si riferiscono. Occorrerà, quindi, la massima collaborazione da parte di tutti gli addetti ai lavori in quanto l’obiettivo di una efficace revisione può essere raggiunta anche e soprattutto con il contributo imprescindibile degli imprenditori che svolgono le attività interessate e che ne conoscono le eventuali criticità specifiche da cogliere in sede di revisione dalla Commissione di esperti di cui la CNA fa parte.

GLI STUDI DI SETTORE IN REVISIONE NEL 2016

L’Agenzia delle Entrate, con il Provvedimento direttoriale 31160/2016 del 26/02/2016, ha individuato gli studi di settore che saranno sottoposti a revisione e che, se approvati entro fine anno, potranno essere applicati a decorrere dal periodo di imposta 2016.
Gli studi di settore individuati per la revisione sono 67, di cui:

  • 20 del settore manifatturiero
  • 19 del settore dei servizi
  • 21 del settore del commercio
  • 7 del settore arti e professioni.


Questi ultimi saranno revisionati solo se non verrà confermata l’esclusione dagli studi di settore delle attività professionali, possibilità prevista, all’interno dei Telefisco 2016, dal viceministro all’Economia e Finanze, Casero.

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