TARI: dal comune di Ravenna finalmente una scelta di equità. Il commento di CNA e Confartigianato sulla recente delibera dell’Amministrazione Comunale in tema di tassazione sui rifiuti

Dall’introduzione della TARI, nel 2014, le Associazioni di impresa, tra le quali CNA e Confartigianato, hanno chiesto all’Amministrazione Comunale di Ravenna di mantenere, così come avveniva in precedenza con la tariffa rifiuti, le riduzioni a favore delle aziende che smaltiscono a proprie spese quella parte dei rifiuti prodotti che non possono essere conferiti al servizio pubblico. Si tratta semplicemente di buon senso: lo smaltimento di questi rifiuti speciali, infatti, rappresenta per le aziende un onere importante che non grava sulla collettività.

Finalmente, con la delibera recentemente presa dall’Amministrazione Comunale di Ravenna, questa richiesta di equità ha avuto una prima importante risposta positiva.

Così come positivo è il nostro giudizio sul fatto che i capannoni artigianali e industriali inutilizzati possano godere di una riduzione importante sull’importo della TARI, in quanto negli stessi evidentemente non vi è alcuna produzione di rifiuti. Anche in questo caso, quindi, si può parlare di una scelta di equità.

Va tenuto presente che nel quinquennio 2011/2015, con l’introduzione prima dell’IMU e poi della TARI, la pressione fiscale locale nei confronti delle imprese ha registrato aumenti anche superiori al 100%, come hanno attestano le rilevazioni più volte pubblicate regolarmente in questi ultimi anni.

Confartigianato e CNA hanno da sempre indicato alle pubbliche amministrazioni, come obiettivo principale, quello di dare la possibilità alle imprese di essere competitive. La pressione fiscale, con i conseguenti costi sopportati dalle aziende, è parte fondamentale di questa competitività, che significa anche sviluppo economico e mantenimento del livello occupazionale.

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