Turismo: i Millennials lo fanno così. Presentata una ricerca della CNA sui nuovi turisti e le ricadute su Ravenna

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Nella magnifica galleria della casa museo di Enzo Ferrari si è svolto recentemente un incontro pubblico che segna un passaggio fondamentale per il ruolo che la CNA ha assunto nell’ambito della rappresentanza diretta e della promozione delle imprese turistiche.

Acquisito il fatto che, con la nuova Legge regionale, “…il turismo è una vera e propria economia di cui fanno parte moltissime imprese, dalla ristorazione al ricettivo, dai trasporti, all’artigianato artistico, dalle attività commerciali e di pubblico esercizio, ai servizi” - come ha detto Roberto Masi, presidente regionale di CNA Commercio e Turismo - si sono ipotizzate reali integrazioni di territorio per rinnovare e ampliare i prodotti e l’offerta turistica delle tre destinazioni emiliano-romagnole: la Romagna + Ferrara, Bologna città metropolitana, l’Emilia.

In questo senso è interessante analizzare i risultati della ricerca “Millennial Travelling Trends Emilia Romagna” commissionata da CNA Emilia-Romagna e presentata all’iniziativa modenese. Il punto di partenza dello studio era quello di cercare di capire le tendenze dei turisti “under 40”, italiani e stranieri, per anticipare scelte in grado di mettere il nostro territorio in linea con le attese del mercato. E i risultati acquisiti confermano la bontà delle scelte su cui la CNA punta da tempo. Eccole in estrema sintesi: 

  1. I Millennials viaggiano in differenti periodi dell’anno (il 52% fanno più di tre viaggi turistici in un anno, con l’autunno in grande crescita) ed è obbligatorio, quindi, predisporre offerte che sappiano cogliere questo bisogno non concentrandosi esclusivamente sull’offerta estiva; il budget di spesa medio di questi viaggiatori è di 155 euro al giorno.
  2. Le prenotazioni e ricerche sulle destinazioni, come immaginabile, vengono fatte nei grandi portali di commercializzazione digitale (soprattutto: Booking, Airbnb, Trip Advisor e Skyscanner); certo possono cambiare le piattaforme digitali (per esempio c’è spazio per le nicchie specializzate) ma non c’è offerta che possa oggi pensare di non fare i conti con la rete e con la rivoluzione digitale.
  3. Tra le tipologie ricettive, gli under 40 prediligono ancora l’offerta alberghiera (45%), segue la piattaforma AirBnB (40%) e l’ospitalità in B&B (37%), ma, a parità di prezzo, il 61% continua a preferire l’hotel; mentre sul cibo la scelta cade (78%) sulle trattorie tradizionali. Da qui appare chiaro che sono inutili politiche che cerchino di fermare la crescita delle piattaforme digitali (incontro domanda-offerta) e dell’ospitalità relazionale ma occorre, per il mondo alberghiero, adeguare la propria offerta a queste richieste di “qualità del servizio” e “informalità”. Allo stesso modo è obbligatorio far emergere, regolarizzare (e utilizzare a fini promozionali del territorio) tanta offerta ricettiva - oggi di fatto abusiva - garantendo l’esistenza di tipologie diverse di ospitalità, dentro le norme, che il cliente, alla fine, potrà scegliere.
  4. Il turismo culturale (città d’arte, esperienze nelle botteghe artigiane, mostre, ecc) rimane l’elemento più  ricercato in assoluto dai potenziali turisti italiani e stranieri (88% di gradimento in questa ricerca); infatti, i concetti principali associati all’Emilia-Romagna sono innanzitutto “cibo e vino” (76%) seguiti dal “patrimonio storico e culturale” (46%); ecco allora che anche l’offerta balneare e di divertimento deve cominciare a porsi di più il problema di arricchire di contenuti – facili, immediati, gestiti – le presenze che arrivano sul mare, evitando inutili diatribe e operando in maniera integrata.
  5. Ravenna, in questo ambito, è una delle città più conosciute (4° posto in regione) ma ha ampi margini di  miglioramento.

Nelle prossime settimane affronteremo questi temi, “esplodendo” anche alcuni dati su Ravenna, con iniziative ad hoc proprio nel nostro territorio. Il messaggio che giunge forte e chiaro da questo incontro è che il turismo può essere elemento forte della nostra economia ma deve cambiare e innovarsi, nei fatti.

In questo la CNA sarà sempre a fianco delle imprese, ben oltre le vecchie stantie abitudini che vedono tutto immobile e centrato sui soliti pochi attori: la sfida della competitività turistica si vince con l’innovazione e con politiche di territorio che favoriscano le imprese turistiche e dei servizi.

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