Un tesoretto inaspettato: utilizziamolo al meglio.

Gli ultimi giorni di dicembre sono l’occasione per tracciare un bilancio di un anno che ancora vede il nostro territorio in difficoltà. Non siamo riusciti ad agganciare pienamente i timidi segnali di ripresa del PIL regionale; le nostre previsioni ci dicono che l’artigianato, anche per il 2015, continuerà a flettere pesantemente.  Negli ultimi sette anni sono state perse circa 400 imprese artigiane (il 9% del totale)  su scala comunale. 

Vorrei porre l’attenzione su un aspetto recentemente approvato dalla Legge di Stabilità e dal Bilancio Comunale appena approvato per il 2016, che, a mio avviso, potrebbe rappresentare un elemento importante per il rilancio dell’economia locale attraverso un vigoroso piano di opere pubbliche. Una leva “keynesiana” che negli anni ’90 è servita per uscire dalla crisi che, per diversi motivi, investì pesantemente il territorio e che le Amministrazioni locali non hanno più potuto utilizzare a causa del famigerato Patto di Stabilità, con evidenti danni non solo per i cittadini per lavori di manutenzione rinviati, ma anche per il tessuto delle imprese locali. Ricordo che dal 2008, nel settore delle costruzioni, si sono dimezzate le imprese e gli occupati.

La Legge di Stabilità approvata regala un inaspettato tesoretto ai Comuni virtuosi come il nostro.  Per Ravenna, si tratta di circa 10 milioni di euro che verrebbero sbloccati e messi in circolo per effettuare investimenti sul patrimonio pubblico dal prossimo 2016. A questi, si aggiungerebbero i 16 milioni di euro previsti per gli investimenti derivanti dalla vendita delle azioni HERA. Una iniezione di finanziamenti per opere pubbliche come non si vedeva da anni.

Tutto ciò rappresenterebbe un importante volano per l’imprenditoria locale. Come Associazioni dell’Artigiano abbiamo proposto all’Amministrazione criteri che possano superare le gare al massimo ribasso perché riteniamo che riuscire ad avere all’opera aziende locali, insediate e presenti sul territorio, sia da considerare un valore aggiunto per gli Enti appaltanti, perché poi, nei fatti, l’incidenza di problemi insoluti e contenzioso sarebbe certamente inferiore, con un gradimento superiore da parte dell’opinione pubblica, della cittadinanza, degli utenti.

Le priorità verranno naturalmente decise dall’Amministrazione. Non possiamo non richiamarne alcune: manutenzione degli edifici pubblici a partire dal loro efficientamento energetico, la manutenzione delle strade,  le opere necessarie per contrastare possibili fenomeni di dissesto idrogeologico.

Ribadiamo con forza che solo aiutando le  imprese locali si potrà cercare di invertire questa spirale negativa che i numeri ancora purtroppo testimoniano e ridare un po’ di ossigeno all’intero territorio. 

Utilizzare al meglio e il più velocemente possibile questo tesoretto è un impegno che chiediamo con forza all’Amministrazione perchè sarebbe per le imprese il regalo più prezioso.

Il Presidente CNA Comunale di Ravenna

    Andrea Dalmonte

Perché CNA