Vendita di prodotti alimentari

Sono titolare di una piccola impresa che produce prodotti artigianali di pasticceria secca e li fornisce prevalentemente alla grande distribuzione o ad altri soggetti della filiera alimentare. Quanto tempo ha il mio cliente per contestare l’eventuale non conformità del prodotto e come posso tutelarmi rispetto alla possibilità che mi venga addebitato un deterioramento che può dipendere da modalità improprie di conservazione?

Il quesito posto dall’imprenditore associato ci fornisce l’opportunità di richiamare nuovamente la disciplina prevista dal Codice Civile, in materia di vizi e difformità dei beni oggetto di compravendita, già in altre occasioni presa in esame in questa rubrica, anche se con riferimento a prodotti di diversa tipologia.

Tale normativa non prevede prescrizioni specifiche e differenziate per la garanzia dei prodotti alimentari che, quindi, saranno soggetti necessariamente alle stesse regole valide per tutti gli altri generi di beni, nonostante si tratti di disposizioni che, in una certa misura, possono apparire “stonate”, in relazione alle caratteristiche di deperibilità o, comunque, di scarsa durevolezza dei beni di cui parliamo.

Come noto, infatti, il Codice Civile stabilisce che l’acquirente debba contestare al venditore i vizi o la mancanza delle qualità promesse o essenziali per l’uso cui il bene è destinato, immediatamente alla consegna quando la problematica sia palese e nel termine di 8 giorni dalla scoperta, quando sia occulta. Entro 1 anno dalla consegna dovrà comunque esercitarsi l’azione legale diretta a fare valere la garanzia (art.1495 C.C.).

Le tempistiche sopra indicate valgono per i contratti di compravendita intercorrenti fra soggetti che siano entrambi qualificabili come imprese o professionisti (come nel caso dell’associato che ha posto il quesito), mentre, come è noto, nel caso di rapporto fra imprese e consumatori troverà applicazione il Codice del Consumo che concede termini ben più ampi rispetto alla disciplina codicistica, vale a dire: 60 giorni dalla scoperta per la denuncia e 2 anni dalla consegna per l’azione legale.

Sotto il profilo della garanzia per vizi dei prodotti alimentari, in effetti, il termine previsto per l’esercizio dell’azione di garanzia e per la relativa denuncia del vizio riscontrato potrebbe risultare eccessivamente lungo, in relazione alla vita del prodotto e tale da consentire che sulla genuinità dello stesso possano influire, in modo significativo, anche altri fattori, fra cui le modalità di conservazione.

Può accadere, infatti, che, se il prodotto alimentare non viene conservato nel rispetto delle indicazioni del produttore, in pochi giorni può divenire inidoneo alla vendita e al consumo, con il rischio che l’eventuale deterioramento e scadimento potrebbe impropriamente essere imputato al produttore, quando a tale risultato può, invece, avere concorso, in modo determinante, il comportamento dell’acquirente.

Sotto questo punto di vista, il problema si sposta sul piano della prova, perché laddove fosse possibile dimostrare che il difetto del prodotto dipende, in realtà, in tutto o in parte, da un’incuria dell’acquirente, potranno venire in gioco le norme del Codice Civile che stabiliscono una mitigazione o addirittura un annullamento delle responsabilità, se i danni avrebbero potuto essere diminuiti o completamente evitati da un comportamento diligente dell’acquirente (art.1227 C.C.).

Il consiglio, comunque, è di gestire sempre, in modo molto attento e puntuale, l’eventuale contestazione formale ricevuta dal cliente, fin dal primo momento, senza sottovalutare il problema o lasciarlo lievitare.

Perché CNA