Affitti brevi: in arrivo una legge regionale
Regolare il fenomeno consentendo ai comuni una nuova disciplina urbanistica. CNA partecipa al tavolo regionale di lavoro
Gli affitti brevi rappresentano un fenomeno in forte crescita anche in Emilia-Romagna. Da un lato contribuiscono positivamente ad ampliare l’offerta turistica e a generare ricadute economiche, dall’altro riducono la disponibilità di alloggi per gli affitti a lungo termine e – in alcune aree ben definite – possono creare squilibri urbani. Per affrontare questa dinamica, la Regione sta lavorando ad un progetto di legge che mira a fornire ai Comuni strumenti più efficaci di regolazione e pianificazione.
Il testo, che approderà in Assemblea legislativa entro la fine dell’anno, introduce una disciplina urbanistica ed edilizia specifica per le locazioni brevi. La novità principale è la creazione di una nuova destinazione d’uso, collocata nella categoria turistico-ricettiva, che punta a distinguere in modo chiaro gli immobili utilizzati per questo scopo. I Comuni avranno la possibilità di individuare aree dove limitare l’insediamento di affitti brevi e, al contrario, zone in cui favorirne lo sviluppo. Potranno inoltre fissare percentuali massime di abitazioni convertibili, definire requisiti dimensionali o standard di qualità superiori e subordinare l’apertura di nuove strutture alla realizzazione di servizi e dotazioni territoriali. Il progetto di legge prevede anche una fase transitoria: chi già esercita l’attività potrà continuare ma con l’obbligo di mettersi in regola entro tre anni. Viceversa, il ritorno alla funzione residenziale sarà sempre libero e senza oneri, con l’obiettivo di incentivare l’aumento dell’offerta abitativa a lungo termine.
La Regione avrà un ruolo di indirizzo e monitoraggio attraverso una piattaforma digitale che integrerà i sistemi informativi edilizi e semplificherà le comunicazioni. I Comuni, oltre a pianificare, saranno chiamati a vigilare e applicare sanzioni, destinando le entrate alle politiche abitative e alla manutenzione dell’edilizia residenziale pubblica. Come CNA, stiamo interloquendo con la Regione allo scopo di contribuire al miglioramento della norma, evitando di legare la crisi abitativa globale esclusivamente agli affitti brevi: solo l’1,4% delle abitazioni italiane sono destinate a questo scopo. Il tema dell’emergenza edilizia, quindi, esiste ma ha bisogno anche di altri interventi più mirati. In questi anni, abbiamo sostenuto tutte le azioni di regolarizzazione implementate (a partire dal CIN, il codice unico obbligatorio per gli affitti turistici) per puntare ad una maggiore professionalizzazione del settore, passando anche attraverso l’aumento del rigore dei controlli pubblici. Per questo riteniamo che gli interventi urbanistici abbiano un senso solo in aree in cui i dati di “pressione turistica” siano realmente straordinari, evitando che la totalità delle imprese turistiche extra-alberghiere debba pagare con un aumento della burocrazia. Durante i primi incontri del tavolo abbiamo sostenuto come il punto più urgente per un intervento normativo regionale dovrebbe essere la riforma complessiva della legge regionale n.16 sulla classificazione turistica, ormai ampiamente superata dai fatti, per arrivare ad una migliore definizione dell’extra-alberghiero imprenditoriale, in una logica di qualificazione dell’intero settore turistico ricettivo.