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Mercoledì 26 marzo, dalle ore 15, il DAMA – Tecnopolo Data Manifattura Emilia-Romagna di Bologna ha ospitato la XIV edizione di CNA Next e la IX edizione del Premio Cambiamenti, in un pomeriggio che ha messo al centro startup, visioni imprenditoriali, trasformazioni economiche e nuove strategie per orientarsi in un tempo che chiede alle imprese di muoversi con lucidità, velocità e immaginazione. Il titolo scelto per questa edizione, “Nuove rotte. Mappe, traiettorie e strategie per le imprese di oggi“, chiarisce il senso dell’iniziativa: non limitarsi a osservare il cambiamento, ma provare a leggerlo, interpretarlo e attraversarlo.
Il luogo scelto non è stato secondario. Il Tecnopolo DAMA, spazio simbolico dell’innovazione regionale, si è confermato il contesto più coerente per un appuntamento che ha voluto mettere in dialogo nuove imprese, istituzioni, conoscenza e cultura dell’innovazione. Bologna è diventata così, per un pomeriggio, un punto di convergenza: qui sono arrivate idee che cercavano riconoscimento, esperienze capaci di ispirare altre traiettorie, voci in grado di restituire alle startup non soltanto visibilità ma anche profondità di sguardo.
Cos’è il Premio Cambiamenti e perché continua a essere necessario
Il Premio Cambiamenti è il riconoscimento che CNA dedica al pensiero innovativo delle nuove imprese italiane. Non è soltanto una gara tra startup, e non è nemmeno una semplice vetrina. È, soprattutto, un dispositivo di attenzione: serve a intercettare quelle realtà imprenditoriali che stanno provando a cambiare mercati, linguaggi, processi e bisogni, spesso partendo da dimensioni ancora piccole ma già capaci di produrre impatto. Nella logica del premio c’è l’idea, molto CNA, che l’innovazione non sia un’etichetta da esibire ma una pratica concreta, quotidiana, che prende forma nell’organizzazione del lavoro, nella capacità di leggere un problema e trasformarlo in soluzione, nella volontà di costruire impresa dove prima c’era solo intuizione.
Accanto al Premio Cambiamenti si è mosso CNA Next, che da anni rappresenta uno spazio di confronto dedicato ai giovani imprenditori e alle nuove direzioni dell’economia. L’intreccio tra le due iniziative ha costituito il cuore vero dell’evento: da un lato il racconto delle startup che si sono messe in gioco, dall’altro una riflessione più ampia sul contesto in cui quelle imprese dovranno crescere. Non solo competizione, dunque, ma anche orientamento. Non solo palco, ma ecosistema.
Nuove rotte, in un tempo che obbliga a ripensare la bussola
Il titolo dell’edizione 2026 si è rivelato particolarmente efficace perché ha colto un sentimento diffuso nel mondo produttivo: quello di trovarsi in un paesaggio in rapido mutamento, in cui vecchie coordinate non bastano più e nuove opportunità convivono con instabilità profonde. Parlare di “rotte”, “mappe” e “traiettorie” ha significato riconoscere che oggi fare impresa richiede qualcosa di più della sola capacità di resistere. Richiede lettura del contesto, visione, capacità di adattamento e, soprattutto, una strategia. È stato questo il perimetro dentro cui si sono mossi gli interventi della giornata, pensati per offrire chiavi di interpretazione diverse ma complementari.
Ad aprire il pomeriggio è stata Katia Ponzi, presidente di CNA Giovani Imprenditori Emilia-Romagna che nel suo intervento ha sottolineato come l’imprenditoria giovanile rappresenti una leva decisiva per lo sviluppo dell’Emilia-Romagna, ma anche un patrimonio ancora troppo fragile, da sostenere con strumenti più efficaci. Ha ricordato che oggi in regione le imprese guidate da giovani sono circa 31 mila, una quota ancora contenuta sul totale e che fare impresa resta particolarmente complesso, soprattutto per chi è giovane e per le donne. Ponzi ha evidenziato come, in un contesto segnato da difficoltà di accesso al credito, lentezza burocratica e incertezza geopolitica, sia necessario rafforzare il sostegno non solo alle startup innovative in senso stretto, ma a tutte le nuove imprese giovanili e ai percorsi di ricambio generazionale. Ha inoltre ribadito il ruolo delle micro e piccole imprese come presidio economico e sociale dei territori e ha chiesto un rafforzamento delle misure regionali a supporto della nascita d’impresa, a partire dal fondo StartER, indicando nel dialogo tra istituzioni e rappresentanza una condizione essenziale per costruire politiche più efficaci.
Sono poi intervenuti Michele de Pascale, presidente della Regione Emilia-Romagna, Guido Caselli, vice segretario generale di Unioncamere Emilia-Romagna, Fjona Cakalli, tech reporter e autrice del podcast Storytech, e Francesca Bardelli Nonino, responsabile comunicazione web di Nonino Distillatori e sesta generazione della famiglia Nonino. A portare il proprio contributo nella parte finale dell’evento è stato anche Cosmano Lombardo, ideatore e chairman di We Make Future e AI Festival. Le conclusioni sono state affidate al presidente di CNA Emilia-Romagna Paolo Cavini.
Nel suo saluto, il presidente della Regione Emilia-Romagna Michele de Pascale ha richiamato il valore strategico del Tecnopolo e dell’innovazione digitale per il futuro dell’Emilia-Romagna, sottolineando come la natura pubblica di una parte decisiva di questo investimento ne rafforzi il ruolo di leva per lo sviluppo. Ha evidenziato che questo luogo deve diventare sempre più un’opportunità concreta anche per le imprese, in particolare per il sistema delle piccole e medie imprese che rappresenta l’identità economica della regione. De Pascale ha inoltre ricordato che le grandi eccellenze emiliano-romagnole crescono dentro un ecosistema diffuso di imprese e che, in fondo, tutte sono state startup. Per questo ha indicato come decisiva, nei prossimi anni, la sfida di sostenere innovazione e ricambio generazionale.
Guido Caselli ha offerto una lettura dello scenario economico e produttivo in cui si muovono oggi le nuove imprese, soffermandosi sulle trasformazioni del lavoro, sulle competenze richieste e sulle prospettive che attendono chi sceglie di fare impresa. Caselli ha delineato un quadro in cui l’impresa emiliano-romagnola vive una fase complessa, segnata da una crescita debole, pressione sui costi, difficoltà nel reperire competenze, ma anche da nuove opportunità nei settori legati al digitale, alla sostenibilità, alla spinta dell’intelligenza artificiale e alle nuove attività la cui creazione è stata agevolata anche dall’evoluzione tecnologica e digitale. Caselli ha sottolineato che il futuro non è necessariamente peggiore, ma diverso, e che per affrontarlo servono più competenze, capacità di adattamento e coraggio nel credere nelle nuove generazioni.
Con Fjona Cakalli, il confronto si è spostato sul rapporto tra tecnologia, cultura e impresa, a partire dalla domanda contenuta nel filo rosso dell’evento: quali sono oggi le nuove mappe e le nuove rotte dell’innovazione? Con il suo intervento Cakalli ha proposto una lettura dell’innovazione come nuova geografia globale da comprendere e attraversare con coraggio, sottolineando che oggi fare impresa significa orientarsi in uno scenario segnato da intelligenza artificiale, crisi geopolitiche, transizione ecologica e trasformazioni delle filiere. Attraverso gli esempi della Silicon Valley, di Shenzhen, dell’India e della nuova space economy, ha evidenziato le leve decisive per il futuro.
Un focus particolare è stato dedicato anche al tema del passaggio generazionale e della capacità di innovare senza perdere il legame con identità, tradizione e territorio. In questo solco si è inserito l’intervento di Francesca Bardelli Nonino, che ha portato l’esperienza di una realtà imprenditoriale storica, arrivata alla sesta generazione, capace di rinnovarsi nel tempo anche attraverso la comunicazione digitale.
Un programma che ha unito analisi, ispirazione e prova sul campo
La forza del format è stata proprio questa: il pomeriggio ha alternato riflessione e concretezza. Da una parte gli interventi di scenario, che hanno aiutato a leggere il tempo presente; dall’altra i pitch delle startup finaliste del Premio Cambiamenti Emilia-Romagna, chiamate a condensare la propria idea di impresa in pochi minuti, davanti a una platea composta non soltanto da addetti ai lavori, ma anche da potenziali partner, investitori, osservatori e soggetti dell’ecosistema dell’innovazione. Il pitch, in questo contesto, non è stato un semplice esercizio di sintesi: è stato il momento in cui ogni progetto ha misurato la propria forza narrativa e la propria credibilità industriale.
Ed è stata proprio questa la dimensione più interessante del Premio Cambiamenti: vedere in presa diretta il passaggio da intuizione a proposta, da idea a impresa, da racconto a possibilità concreta di sviluppo. Ogni startup è salita sul palco portando con sé non solo un prodotto o un servizio, ma anche un modo diverso di leggere i bisogni del mercato e di stare dentro le trasformazioni. Alcune hanno intercettato transizioni tecnologiche, altre hanno aperto strade in settori tradizionali, altre ancora hanno lavorato sulle intersezioni tra sostenibilità, digitale, manifattura, creatività o servizi avanzati.
A livello nazionale, l’edizione 2026 ha raccolto 1.091 candidature; con 237 candidature, l’Emilia-Romagna si è confermata la prima regione italiana per numero di imprese candidate. Un dato che restituisce bene la vitalità del tessuto imprenditoriale regionale e la sua capacità di produrre innovazione diffusa.
Le venti startup finaliste regionali che si sono sfidate sul palco provenivano da tutta l’Emilia-Romagna:
| Provincia | Startup | |
|---|---|---|
| Ferrara | Agrita | |
| Rimini | AI CURE | |
| Bologna | Aquaponic Design | |
| Reggio Emilia | Binb – Neoralab | |
| Bologna | Bioprint3rs | |
| Reggio Emilia | DAIDALOS | |
| Modena | DEEP RADARS | |
| Forlì-Cesena | DEVELOP-PLAYERS | |
| Ferrara | Federico Piccinini Group | |
| Modena | HMDRIVE | |
| Reggio Emilia | KINSECT | |
| Bologna | LIV4 | |
| Ferrara | MechVib Engineering | |
| Modena | Open Energy Technologies | |
| Ravenna | Progetto Aura | |
| Ravenna | Rapco2 | |
| Reggio Emilia | Robomagister | |
| Imola | SRGB | |
| Ravenna | Svccy – Digital Art | |
| Ravenna | Totally Innovation |
Il valore del premio è stato anche questo: rendere visibile la pluralità dell’innovazione, distribuita capillarmente sul territorio regionale.
Nel corso della premiazione sono stati inoltre assegnati la Menzione Top Digital Company attribuita da Unioncamere Emilia-Romagna, il Premio Open Innovation di Emil Banca, con un contributo di 2.000 euro in servizi, e il premio attribuito da OVHcloud, consistente in un voucher da 10.000 euro in servizi cloud. I quattro migliori progetti regionali accederanno alla finale nazionale di Roma del 22 e 23 aprile.
A seguire, Cosmano Lombardo ha portato il proprio contributo sul valore dell’innovazione come leva di crescita per il business e per il sistema economico, a cui è seguita una conversazione con il Segretario di CNA Emilia-Romagna Diego Benatti.
Il verdetto della giuria:
Menzione Top Digital Company attribuita da Unioncamere Emilia-Romagna a:
LIV4
Premio Open Innovation Emil Banca attribuito a:
FEDERICO PICCININI GROUP
Premio OVHcloud attribuito a:
DEVELOP PLAYERS
Le quattro startup finaliste nazionali per l’Emilia-Romagna:
– BINB-NEURALAB
– DEEP RADARS
– DEVELOP PLAYERS
– HMDRIVE
La chiusura dei lavori è stata affidata all presidente di CNA Emilia-Romagna Paolo Cavini. “La nostra regione – ha affermato Cavini – continua a rappresentare uno dei territori più dinamici del Paese nella capacità di tenere insieme manifattura, conoscenza, filiere produttive, formazione, ricerca e apertura internazionale. Portare questa iniziativa nella cornice del Tecnopolo ha significato collocare le startup dentro un immaginario preciso: quello di un’innovazione espressa dalle nostre imprese che non vive separata dall’economia reale, ma che entra nei processi, nei territori, nelle comunità produttive”.
Dal racconto del presente alla selezione delle idee più forti
Il momento della premiazione delle startup finaliste regionali è stato il punto in cui il confronto si è trasformato in riconoscimento e il palcoscenico ha restituito, almeno in parte, il lavoro che ogni nuova impresa porta sulle spalle: studio, rischio, investimento personale, capacità di stare nell’incertezza. Ma anche in questo caso il valore non si è esaurito nella classifica finale. Essere presenti in una cornice come quella del Premio Cambiamenti ha significato entrare in una rete di relazioni, accreditarsi dentro un ecosistema, misurarsi con uno standard di qualità e di visione che può diventare leva di crescita.
Il senso profondo dell’evento, allora, non è stato solo decretare chi ha vinto, ma mettere in scena una domanda che riguarda tutte le imprese: come si costruisce oggi il futuro? Non esiste una sola risposta. C’è chi ha provato a farlo investendo in tecnologia, chi nella capacità di leggere nuovi comportamenti, chi nella contaminazione tra mondi diversi, chi ancora nella forza di un’identità imprenditoriale capace di rinnovarsi senza perdere radici. CNA Next e Premio Cambiamenti sono serviti proprio a questo: a far emergere le traiettorie, ancora prima dei risultati consolidati.
A chiudere il pomeriggio è stato il “Drink to meet startup”, momento di incontro con investitori e networking cocktail per tutti i partecipanti. Un dettaglio solo in apparenza accessorio. In realtà, una delle parti più strategiche dell’intera iniziativa, perché spesso è proprio nei momenti informali che un’idea trova ascolto, una startup incontra un alleato, una conversazione si trasforma in opportunità. Nelle economie dell’innovazione il capitale relazionale conta quasi quanto quello finanziario, e CNA ha scelto di ribadirlo costruendo un evento che non si è concluso con l’ultimo applauso sul palco, ma ha proseguito nelle connessioni che è stato capace di generare.
Un appuntamento che ha parlato a chi ha avuto il coraggio di provarci
Con questa iniziativa è andata in scena un’idea di impresa che rifiuta l’immobilità, che cerca orientamento senza smettere di sperimentare, che prova a trasformare l’incertezza in direzione. In altre parole: una comunità imprenditoriale che, davanti al cambiamento, ha scelto di non arretrare ma di tracciare nuove rotte.










