Cosa cambia con la nuova legge sulle PMI
Con l’entrata in vigore della Legge 11 marzo 2026 n. 34, la legge annuale per le piccole e medie imprese, il legislatore interviene in modo netto su uno dei temi più rilevanti per il mondo produttivo: la tutela del termine “artigianale”, una parola spesso abusata, che oggi torna ad avere un significato preciso e verificabile.
La norma stabilisce, modificando l’art. 5 della Legge Quadro dell’Artigianato, che il riferimento all’artigianato, oltre che nella ditta, nell’insegna e nel marchio potrà essere utilizzato per la promozione commerciale dei prodotti e servizi esclusivamente dalle imprese iscritte all’Albo delle imprese artigiane e che realizzano direttamente beni o servizi qualificati come tali.
Non un semplice chiarimento lessicale, ma una misura con effetti concreti sul mercato: per chi utilizza impropriamente il termine sono previste sanzioni fino all’1% del fatturato, con un minimo di 25.000 euro per ogni violazione. Le nuove disposizioni non introducono adempimenti attivi per le imprese già regolarmente iscritte all’Albo e che producono direttamente i propri beni o servizi: per queste, l’utilizzo del termine “artigianale” rimane pienamente legittimo. Chi invece utilizza riferimenti all’artigianalità a fini promozionali o commerciali è tenuto a effettuare alcune verifiche. In primo luogo, occorre accertare che l’iscrizione all’Albo delle imprese artigiane sia aggiornata e regolare. In secondo luogo, è necessario verificare che i beni o servizi promossi come “artigianali” siano effettivamente realizzati direttamente dall’impresa. Infine, è opportuno esaminare tutti i materiali di comunicazione — sito web, cataloghi, etichette, insegne e qualsiasi altro supporto promozionale — per rimuovere eventuali riferimenti non conformi alla nuova disciplina. Le imprese che non soddisfano entrambe le condizioni (iscrizione all’Albo e produzione diretta) devono adeguare immediatamente i propri strumenti di comunicazione commerciale. L’obiettivo è chiaro: distinguere l’artigianato autentico dalle operazioni puramente commerciali che sfruttano impropriamente richiami all’artigianalità. La legge si inserisce in un percorso più ampio di riordino del settore. Il Parlamento ha infatti delegato il Governo a riformare organicamente la disciplina dell’artigianato, superando vincoli ormai anacronistici e riconoscendo il ruolo dell’imprenditore artigiano non solo nella dimensione manuale, ma anche progettuale, creativa e tecnico-operativa. La Legge Quadro dell’Artigianato nata nel 1985 e riformata nel 2001 integrando le forme societarie delle Srl pluripersonali e unipersonali e le Società in Accomandita Semplice ha da tempo necessità di essere adeguata per accogliere i nuovi mestieri e la nuova dimensione artigiana.


