CNA Emilia-Romagna esprime forte preoccupazione per la situazione del comparto autotrasporto e richiama le istituzioni a un’assunzione di responsabilità concreta e tempestiva per scongiurare il fermo del trasporto merci indetto dal Comitato Esecutivo di Unatras, di cui fa parte CNA Fita, in programma dal 25 al 29 maggio, nel rispetto del codice di autoregolamentazione di settore.
«Per la strategicità del settore, come è stato dimostrato anche nel periodo della crisi pandemica, è stato deciso di proclamare il fermo – dichiara Paolo Cavini, presidente di CNA Emilia-Romagna -. Oggi sono necessari atti di responsabilità importanti da parte delle istituzioni per evitare che si arrivi al blocco dei camion del trasporto merci».
Il presidente di CNA Emilia-Romagna sottolinea come il settore stia vivendo una fase di forte difficoltà, che colpisce in particolare le imprese artigiane e di piccola dimensione, ossatura del sistema regionale dell’autotrasporto.
«Non chiediamo un sussidio. Chiediamo un riconoscimento di realtà – prosegue Cavini -. Le imprese di autotrasporto della nostra regione, in larghissima parte artigiane o di piccola dimensione, lavorano con margini davvero ridotti e, in alcuni casi, in perdita».
CNA, aggiunge Cavini, è impegnata a tutti i livelli per trovare soluzioni che consentano di evitare il fermo.
«Noi di CNA stiamo lavorando per evitare il fermo merci. Tutti i presidenti CNA Fita, dai territoriali ai regionali fino al livello nazionale, sono al lavoro per individuare soluzioni e reperire le risorse necessarie per non fermare i mezzi. L’obiettivo resta quello di tutelare le imprese e garantire continuità a un servizio essenziale per l’economia e per il Paese».
In Emilia-Romagna il confronto è costante anche sul piano organizzativo e politico. Il presidente di CNA Fita Emilia-Romagna, Remo Camurani, è in contatto con le altre CNA Fita regionali per coordinare le iniziative e garantire piena disponibilità e prontezza in vista degli incontri con le istituzioni.
Sul merito delle criticità che stanno mettendo in ginocchio il comparto interviene Camurani: «Sul gasolio dobbiamo ricercare un prezzo adeguato che consenta la sopravvivenza delle aziende. Va considerata seriamente anche la proposta di avere un prezzo monitorato dallo Stato. Serve un costo molto più basso di quello attuale, sia alla pompa sia nell’extrarete: quando diciamo più basso, intendiamo almeno 50-60 centesimi in meno, cioè circa un 25-30% in meno rispetto ai valori di oggi».
Secondo Camurani, l’aumento del prezzo del carburante ha aggravato un quadro già fortemente compromesso. «Il caro gasolio ha soltanto riacceso le criticità storiche dell’autotrasporto. Negli ultimi anni abbiamo registrato un aumento altissimo del costo del lavoro e di altri costi definiti minori ma che, sommati, mettono seriamente in difficoltà il margine operativo delle imprese: il costo dell’autostrada, quello dei pneumatici, il bollo in Emilia-Romagna, le assicurazioni».
A pesare, conclude il presidente regionale di CNA Fita, è anche una distorsione lungo la filiera del trasporto. «C’è una speculazione che non riguarda soltanto le compagnie petrolifere e i fornitori, ma anche tanti committenti e intermediari del trasporto che lucrano sul singolo viaggio».
Per CNA Emilia-Romagna è indispensabile aprire subito un confronto serio ed efficace, capace di dare risposte reali a un comparto strategico per la competitività del sistema produttivo regionale e nazionale.


