“Servono misure per tutte le imprese che utilizzano il gasolio per lavorare. I rincari stanno diventando insostenibili”
CNA Costruzioni Ravenna esprime forte preoccupazione per il continuo aumento del prezzo del gasolio, che sta mettendo in seria difficoltà un numero crescente di imprese del territorio.
Con il costo del carburante che ha ormai raggiunto livelli prossimi ai 2,20 euro al litro, il peso economico per le aziende è diventato sempre più difficile da sostenere. Una situazione aggravata dalla mancata proroga delle misure di riduzione delle accise che, negli ultimi mesi, avevano almeno parzialmente contenuto gli effetti degli aumenti.
«Da tempo assistiamo a una crescita continua dei costi energetici e delle materie prime – dichiara il Presidente di CNA Costruzioni Ravenna, Francesco Magnani – ma il caro-gasolio rappresenta oggi una delle emergenze più pesanti per moltissime imprese. Per tante aziende il carburante non è una voce marginale di costo, ma una vera e propria materia prima indispensabile per svolgere l’attività quotidiana».
Il problema riguarda in particolare il comparto delle costruzioni, ma coinvolge numerose altre attività produttive e di servizio. Escavatori, pale meccaniche, macchine operatrici, autocarri, furgoni aziendali e mezzi utilizzati quotidianamente per raggiungere cantieri e clienti rappresentano strumenti indispensabili per lavorare. Ogni aumento del costo del carburante si traduce immediatamente in maggiori spese operative che le imprese faticano a trasferire sui prezzi finali.
A rendere ancora più preoccupante il quadro sono i dati dell’ultimo Osservatorio Statistico della CNCE, che fotografano un settore delle costruzioni in una fase di progressivo rallentamento. Se da un lato continua a tenere l’occupazione e cresce la massa salari denunciata alle Casse Edili, dall’altro emerge una riduzione significativa del numero delle imprese attive e una contrazione delle ore lavorate.
Nel secondo trimestre dell’anno Cassa Edile 2025-2026, le imprese registrate a livello nazionale risultano diminuite del 4,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, mentre le ore lavorate registrano una flessione del 2,6%. Si tratta di segnali che evidenziano una crescente difficoltà per molte aziende, chiamate a confrontarsi con un mercato sempre più competitivo e con costi di gestione in costante aumento.
«I dati ci dicono che il settore continua a garantire occupazione e lavoro, ma il numero delle imprese diminuisce – prosegue Magnani –. Questo significa che sempre più aziende fanno fatica a restare sul mercato.
Dietro la tenuta dei livelli occupazionali si nasconde una situazione di forte pressione economica che colpisce soprattutto le piccole e medie imprese, quelle che costituiscono l’ossatura del sistema produttivo locale».
CNA Costruzioni Ravenna riconosce come corretto e necessario il confronto che negli ultimi anni ha portato all’adozione di misure di sostegno per il settore del trasporto merci e del trasporto persone, comparti particolarmente esposti all’andamento del costo dei carburanti.
Tuttavia, oggi appare evidente come il problema riguardi una platea molto più ampia di imprese che, pur non svolgendo attività di autotrasporto, utilizzano quotidianamente il gasolio come fattore produttivo essenziale. Imprese edili, impiantistiche, manutentive, del movimento terra, dell’installazione e numerose altre attività artigiane e produttive stanno sostenendo integralmente gli aumenti dei costi senza poter beneficiare di alcun meccanismo di compensazione o di recupero, nemmeno parziale, delle maggiori spese sostenute.
In questo contesto, il continuo aumento del prezzo del gasolio rischia di diventare un ulteriore fattore di indebolimento per il comparto. Molte imprese operano con contratti e listini definiti mesi prima e non hanno la possibilità di adeguare tempestivamente i prezzi ai rincari. Il risultato è una progressiva erosione dei margini che rischia di compromettere investimenti, competitività e capacità di creare occupazione.
CNA Costruzioni Ravenna chiede pertanto al Governo e alle Istituzioni competenti di valutare interventi concreti a favore di tutte le imprese che utilizzano il gasolio come fattore produttivo essenziale e non esclusivamente dei settori già destinatari di misure compensative.
«Non mettiamo in discussione le misure riconosciute al trasporto merci e al trasporto persone, che rispondono a esigenze reali e condivisibili – conclude il Presidente di CNA Costruzioni Ravenna Francesco Magnani –. Chiediamo però che venga riconosciuta la stessa attenzione anche alle migliaia di imprese che ogni giorno utilizzano mezzi, macchine operatrici e veicoli per lavorare nei cantieri, effettuare manutenzioni o garantire servizi ai cittadini e alle imprese. Il gasolio non è un costo accessorio: è una materia prima indispensabile per svolgere l’attività. Oggi queste imprese stanno sostenendo da sole rincari sempre più pesanti e meritano di essere ascoltate.
Non chiediamo privilegi, ma equità. È necessario aprire un confronto serio per individuare misure che consentano alle imprese di continuare a lavorare, investire e mantenere occupazione. Difendere le imprese significa difendere il lavoro, la crescita e la tenuta economica dei nostri territori».


