CNA Impresa Donna esprime forte preoccupazione in merito alla proposta di decreto legislativo che prevede la soppressione delle Consigliere di Parità regionali e territoriali a favore di un’unica struttura centralizzata a Roma.
Riteniamo che tale scelta rappresenti un pericoloso passo indietro nel percorso di promozione della parità di genere e di tutela delle lavoratrici e delle imprenditrici. I presidi territoriali non sono semplici uffici burocratici, ma punti di riferimento vitali che garantiscono:
- Vicinanza e Ascolto: Una donna in difficoltà nelle aree periferiche del Paese ha bisogno di un interlocutore fisico e prossimo, non di una PEC indirizzata a un ministero lontano.
- Mediazione e Conciliazione: Il ruolo di pubblico ufficiale svolto dalle Consigliere territoriali è fondamentale per risolvere conflitti lavorativi “sul campo”, puntando alla conservazione del posto di lavoro.
- Vigilanza Dinamica: Solo una presenza radicata nel territorio permette di monitorare efficacemente i processi di selezione, la formazione e l’attuazione dei piani di azioni positive nelle realtà locali.
- Supporto all’Impresa: Le Consigliere collaborano quotidianamente con le aziende per incentivare buone pratiche e analizzare i rapporti biennali sul personale, favorendo un ecosistema lavorativo più equo.
“Sostituire una rete capillare di professioniste selezionate con bandi pubblici e competenze certificate con una struttura romana rischia di rendere il servizio del tutto inefficace e inutile”, dichiara CNA Impresa Donna. “In un momento storico in cui i dati sulla disparità di genere nel lavoro rimangono critici, il Paese dovrebbe potenziare questi ruoli di garanzia anziché smantellarli.”
Auspichiamo un ripensamento responsabile da parte del Governo. Chiediamo che si proceda verso un recepimento delle direttive europee che rafforzi l’impegno nelle città e nelle periferie, mantenendo vive figure istituzionali che sono, oggi più che mai, essenziali per la crescita economica e sociale del Paese.


