Nuovi accordi locali in provincia di Ravenna

Possiedo un immobile a Ravenna e desidererei affittarlo con un contratto a canone concordato per potere usufruire di una riduzione delle imposte sui redditi che produce. Che caratteristiche deve avere il contratto che posso proporre al mio inquilino?

Il contratto di locazione a canone concordato è una delle tipologie di contratto che può essere scelto da chi desideri concedere in godimento un immobile, sulla base di quanto previsto dalla legislazione vigente in materia di locazioni abitative, disciplinata principalmente dalla L.431/98 e ss. modifiche. La preferenza dell’interessato per questa forma contrattuale, che si pone come alternativa al contratto di locazione ordinario, può essere legata alla necessità del locatore di contenere la durata del rapporto, che, in luogo degli ordinari otto anni (4+4), viene ridotta al quinquennio (3+2) ed alla possibilità, per l’intestatario dell’immobile, di optare per l’applicazione di una cedolare secca sostitutiva dell’imposta sul reddito delle persone fisiche e delle addizionali IRPEF relative al reddito fondiario, pari al 21%, a cui si aggiunge l’esenzione dalle imposte di registro e bollo dovute sul contratto. Se, poi, l’immobile sia collocato in Comuni ad alta tensione abitativa, come sono il Comune di Ravenna, Lugo e Faenza, l’aliquota della suddetta cedolare si riduce attualmente al 10%. Si tratta di una tipologia contrattuale in cui, a fronte degli indubbi vantaggi sopra illustrati, il locatore accetta di rinunciare alla piena libertà di regolamentazione del rapporto con il conduttore, sia dal punto di vista dei contenuti del contratto, che della misura del canone, dovendo rispettare, per quanto attiene al primo aspetto, un modello predefinito e, per quanto riguarda il secondo, i valori minimi e massimi Euro/mq, fissati negli Accordi locali sottoscritti dalle Associazioni rappresentative dei proprietari e degli inquilini. Tali Accordi sono stati recentemente rivisti dai 18 Comuni della Provincia di Ravenna con validità dal 1° dicembre 2025. Tra le principali novità introdotte, il valore del canone al metro quadro registra un incremento del 10% per le fasce massime rispetto alle Tabelle del 2018. È stata inoltre prevista una riduzione del 10% dei limiti minimi e massimi per gli immobili che si trovano in condizioni di criticità a causa di alluvioni, smottamenti o altri eventi catastrofali, previa autocertificazione da parte della proprietà. Per quanto riguarda il calcolo della superficie dell’immobile, si considera il 100% del valore più alto tra la metratura indicata dall’APE (maggiorata delle eventuali zone non riscaldate) e la metratura riportata nella visura catastale alla voce “escluse aree scoperte”, ridotta del 15%. Sono state modificate anche le percentuali di maggiorazione del canone in base alla classe energetica: per la Classe C la maggiorazione passa dal 4% al 5%, mentre per la Classe A si passa dall’8% al 10%. Viene inoltre precisato che l’assenza della sola lavastoviglie, anche se con predisposizione per l’installazione, comporta un incremento del 15%. In caso di più maggiorazioni applicabili, queste non si sommano in modo progressivo ma si cumulano. Infine, nel caso di trasformazione di un contratto di locazione a canone libero in contratto a canone concordato con lo stesso inquilino, viene applicata una maggiorazione del 7%.
Novità di grande rilievo è la necessità di ottenere una doppia attestazione di rispondenza da parte delle Associazioni di categoria dei proprietari e degli affittuari firmatari dell’Accordo, necessarie per avere il riconoscimento dei benefici fiscali.