I più recenti dati dell’Osservatorio Statistico CNCE e dell’ISTAT confermano che il settore delle costruzioni continua a mantenere livelli occupazionali elevati, ma evidenziano con crescente chiarezza l’avvio di una fase di rallentamento dell’attività nei cantieri, in particolare sul fronte delle ore lavorate e della dinamica produttiva.
L’Osservatorio CNCE relativo al primo semestre dell’anno cassa 2025-2026 (ottobre 2025-marzo 2026) registra una crescita delle ore lavorate dello 0,71%, dei lavoratori dell’1,99% e della massa salari del 5,48%. Nel complesso il settore mostra ancora una sostanziale tenuta, sostenuta dagli investimenti pubblici e dalla coda degli interventi avviati negli anni precedenti.
Più significativo appare però il dato riferito al secondo trimestre dell’anno cassa (gennaio-marzo 2026), che fotografa una fase di rallentamento dell’attività nei cantieri. Le ore lavorate diminuiscono del 2,61% rispetto allo stesso periodo del 2025, mentre l’occupazione rimane sostanzialmente stabile (-0,20%). Cresce invece la massa salari (+1,72%), sostenuta principalmente dagli incrementi retributivi derivanti dai rinnovi contrattuali.
A confermare il mutamento della fase di mercato arrivano anche i dati ISTAT sui prezzi alla produzione delle costruzioni. Ad aprile 2026 i prezzi degli edifici residenziali e non residenziali aumentano del 2,5% su base annua, mentre quelli relativi a strade e ferrovie crescono del 4,7%. L’Istituto attribuisce tali incrementi soprattutto all’aumento dei costi dei materiali e dei carburanti.
Particolarmente significativa appare la dinamica territoriale. Nel secondo trimestre 2026 la flessione delle ore lavorate risulta più marcata nel Mezzogiorno (-6,22%) e nelle Isole (-3,90%), mentre il Nord evidenzia una maggiore capacità di tenuta. Anche a livello territoriale emerge quindi un rallentamento dell’attività nei cantieri, più evidente nelle aree del Paese maggiormente dipendenti dagli investimenti pubblici.
Per CNA Costruzioni il settore sta entrando in una fase di normalizzazione dopo gli anni straordinari sostenuti dai bonus edilizi e dagli investimenti del PNRR. La tenuta dell’occupazione rappresenta un elemento positivo, ma il rallentamento dell’attività nei cantieri richiede attenzione.
“Il sistema delle costruzioni continua a svolgere un ruolo fondamentale per l’economia del Paese. Per consolidare questa fase di transizione servono investimenti stabili, tempi certi per la realizzazione delle opere e misure capaci di sostenere la riqualificazione del patrimonio edilizio e la rigenerazione urbana”.


