Per gli anziani con patologie croniche si torna alle vecchie procedure
Dal 1° giugno 2026 cambiano le procedure per alcune domande di invalidità civile nel territorio ravennate, dove è già in corso la sperimentazione della riforma della disabilità dal 1° marzo 2026, una novità che riguarda soprattutto le persone con più di 70 anni e che rischia di creare non poca confusione tra cittadini e famiglie. In pratica, per gli anziani che presentano patologie croniche e condizioni di salute legate alla perdita progressiva dell’autonomia, torneranno ad applicarsi le vecchie modalità di accertamento dell’invalidità civile, precedenti alla riforma introdotta con la legge 62/2024. Chi rientra in questa situazione dovrà quindi seguire un percorso diverso rispetto a quello previsto dalla nuova riforma. Il primo passo sarà ottenere dal medico di famiglia il certificato medico telematico, simile a quello usato fino a poco tempo fa. Successivamente sarà necessario rivolgersi a un patronato non soltanto per l’invio dei dati socioeconomici all’INPS, ma anche per trasmettere la vera e propria domanda di invalidità civile o di accesso ai benefici della legge 104. C’è poi un altro elemento importante da ricordare: l’eventuale decorrenza delle prestazioni economiche non partirà più dalla data di trasmissione del certificato medico, ma dalla data effettiva di presentazione della domanda. Un dettaglio tecnico che però può incidere concretamente sui tempi di riconoscimento dei benefici. In questi casi anche le visite mediche torneranno a svolgersi secondo il sistema precedente alla riforma: sarà infatti l’AUSL a convocare i cittadini e non la commissione medica INPS. La novità nasce dal tentativo di coordinare la riforma della disabilità con le nuove norme dedicate alle persone anziane non autosufficienti, previste dalla l. 29/2024. Tuttavia, la presenza contemporanea di procedure diverse rischia di disorientare molti utenti, specialmente le famiglie già impegnate nella gestione di situazioni sanitarie delicate. Per questo motivo diventa fondamentale informarsi con attenzione e rivolgersi al patronato EPASA-ITACO della CNA per evitare errori o ritardi nelle domande. In una fase di cambiamento così complessa, chiarezza e assistenza saranno essenziali per garantire ai cittadini l’accesso corretto ai propri diritti.


