Il Tribunale Amministrativo Regionale di Bologna ha accolto la richiesta presentata dalla titolare di un centro di manicure di via Canalazzo, sospendendo in via cautelare la diffida che il Comune di Ravenna le aveva notificato lo scorso 8 maggio. La decisione nel merito è invece attesa per la metà di dicembre. CNA Ravenna prende atto del provvedimento e ne rispetta pienamente i contenuti, ricordando però che si tratta di una sospensiva cautelare e non di una pronuncia definitiva: la parola conclusiva sulla vicenda spetta al giudizio di merito.
Allo stesso tempo, CNA Ravenna ritiene doveroso sottolineare come l’iniziativa del Comune non sia nata da un’interpretazione arbitraria, ma da un percorso istruttorio pienamente conforme al regolamento comunale che disciplina le attività di estetica. Il Servizio Attività Produttive ed Economiche di Palazzo Merlato aveva agito a seguito di un sopralluogo e dei rilievi dell’Ausl di Ravenna, contestando alcune prestazioni – ricostruzione strutturale delle unghie, taglio delle cuticole, trattamenti a contatto diretto con la pelle – che, secondo il regolamento in vigore, superano il perimetro della semplice onicotecnica per sconfinare nelle competenze riservate agli estetisti qualificati.
Il nodo di fondo, come lo stesso Tar ha rilevato nel motivare la sospensiva, è l’assenza di una disciplina nazionale e regionale specifica per l’attività di onicotecnica: un vuoto normativo che genera incertezza sia per le imprese sia per le amministrazioni chiamate a vigilare, e che finisce per scaricare su singoli Comuni e Tribunali un compito che spetterebbe al legislatore nazionale. È lo stesso vuoto che CNA ha chiesto di colmare rapidamente a livello nazionale, sollecitando il Senato ad approvare entro l’estate il disegno di legge del senatore Renato Ancorotti di riforma del settore acconciatura ed estetica, che prevede tra l’altro l’istituzione della figura professionale dell’onicotecnico, oggi priva di un inquadramento normativo certo e di obblighi di formazione.
“La vicenda ravennate dimostra perché quella riforma sia urgente” dichiara Vilma Capriotti, Presidente del mestiere Estetiste di CNA Ravenna. “In questo caso il Comune di Ravenna ha operato nel pieno rispetto della normativa e del regolamento vigente, applicando le disposizioni oggi a sua disposizione. Questa vicenda evidenzia però, ancora una volta, un problema ben più ampio: l’assenza di una disciplina nazionale chiara sulla figura dell’onicotecnico. Un vuoto normativo che crea incertezza per le imprese, difficoltà per le amministrazioni chiamate ai controlli e disparità di trattamento sul territorio. È quindi indispensabile arrivare al più presto all’approvazione della riforma del settore, che introduce il riconoscimento della figura professionale dell’onicotecnico, definendone competenze, formazione e ambiti operativi. Regole certe significano maggiore tutela per le imprese che operano correttamente, più sicurezza per i consumatori e meno contenziosi. È nell’interesse di tutti che il Parlamento completi rapidamente questo percorso, dando finalmente al comparto un quadro normativo moderno, chiaro e uniforme”.


