“Formazione, innovazione e lavoro: il protagonismo dell’artigianato” è il titolo del seminario che si è svolto oggi presso CNA Nazionale e che ha offerto numerosi spunti di riflessione su temi strettamente connessi tra loro.
Al centro del confronto le principali trasformazioni del mercato del lavoro, dal mismatch tra domanda e offerta di competenze alle sfide demografiche e tecnologiche, fino all’analisi delle novità introdotte dalle nuove linee guida dei Fondi interprofessionali.
Nel suo intervento di apertura, Maurizio De Carli, Responsabile del Dipartimento Relazioni Sindacali di CNA Nazionale, ha sottolineato come “la nuova programmazione di Fondartigianato confermi la volontà del sistema bilaterale di puntare su competenze e competitività come obiettivi strettamente collegati. Non si tratta soltanto di rispondere agli attuali fabbisogni formativi delle imprese, ma di anticipare le trasformazioni che l’innovazione tecnologica e le transizioni digitale ed ecologica porteranno nei prossimi anni.”
“Il vero obiettivo – ha proseguito De Carli – è favorire l’allineamento tra le competenze offerte e quelle richieste dal mercato del lavoro. Un obiettivo che richiede la capacità dei nostri enti di formazione territoriali di dialogare costantemente con imprese, lavoratori e istituzioni, mettendo la persona e le sue competenze al centro delle politiche del lavoro.”
Il tema dell’evoluzione del mercato del lavoro e dell’importanza della formazione, anche e soprattutto di qualità, è stato al centro della mattinata. Così come il ruolo dell’artigianato nell’era dell’intelligenza artificiale.
“Il mercato del lavoro italiano è oggi in buona salute perché l’occupazione cresce, restano però aperte alcune sfide fondamentali che riguardano la produttività, la creazione di competenze, la qualità del lavoro e il livello dei salari – ha spiegato il Professor Claudio Lucifora dell’Università cattolica di Milano intervenuto su “Mercato del lavoro, dinamiche attuali e prospettive future”.
“L’artigianato – ha aggiunto – non è un settore marginale, ma un settore centrale del nostro sistema produttivo e, proprio per questo, sarà investito in modo profondo dalle trasformazioni in corso. Penso alla ricerca delle competenze, al passaggio generazionale e al tema dell’innovazione, ambiti nei quali le imprese artigiane presentano ancora elementi di fragilità. È importante che queste sfide possano trasformarsi in opportunità. Non sarà semplice, ma possiamo riuscirci utilizzando le leve giuste: creare opportunità di lavoro attrattive per i giovani e per le donne e investire con decisione nel capitale umano.”
Il valore dell’artigianato nel futuro è stato messo in luce anche da Giuseppe Vivace, Direttore di Ecipa CNA che ha tenuto il suo intervento sulle “Competenze necessarie per affrontare il futuro: l’attualità dell’artigianato”.
“Il 39% delle competenze di base del lavoro cambierà entro il 2030 – ha spiegato – ma esiste un settore, l’artigianato, che possiede in sé le caratteristiche necessarie per adattarsi allo scenario futuro. L’artigianato genera competenze mentre produce valore, ogni cliente è diverso, ogni imprevisto richiede una scelta, ogni risultato è visibile, ogni commessa collega ad altri. L’artigianato è una fonte innovativa di competenze”.
Luigi Strano, avvocato, è stato invece chiamato a parlare de “Le Linee guida dei fondi interprofessionali: tra disciplina giuridica e applicazione pratica” mettendo in luce le criticità di queste ultime e richiamando alla scadenza del prossimo autunno per la modifica dello Statuto e del Regolamento dell’Ente.
Di rilievo è stato anche l’intervento di Antonella Pinzauti, Direttrice di Fondartigianato che ha preceduto, dopo un dibattito, la chiusura dei lavori da parte di Giulia Zuccarello Vicepresidente di Fondartigianato.
“Il messaggio che vorrei lasciare è questo – ha detto la Pinzauti – le nuove linee guida ci chiedono più rigore e più responsabilità. Fondartigianato ha scelto di rispondere non limitandosi ad adeguare le proprie procedure, ma costruendo una programmazione che amplia la partecipazione, investe sulle competenze strategiche e rafforza il valore della bilateralità. Questa è la vera sfida dei prossimi anni: non soltanto finanziare la formazione, ma utilizzare la formazione per rendere più competitive le imprese e più forti le persone che vi lavorano.”


