La direttiva Breakfast va nella giusta direzione
Una buona notizia il decreto approvato nei giorni scorsi in Consiglio dei ministri per il recepimento della cosiddetta direttiva Breakfast. “Il recepimento della direttiva va nella giusta direzione di accrescere la consapevolezza in capo ai consumatori. L’indiscussa qualità delle nostre produzioni, artigianali e locali, va tutelata sempre perché in grado di fare la differenza sui mercati europei ed extra-UE” è il commento della neoletta presidente di CNA Produzione Alimentari, Cristina Sapignoli.
Diverse le novità che migliorano la tracciabilità e la trasparenza di prodotti di largo consumo alimentare come il miele, i succhi di frutta e le marmellate.
Miele: Per i prodotti confezionati bisognerà indicare i paesi di provenienza delle miscele. I confezionatori, in presenza di due o più paesi di origine delle componenti, dovranno indicare in ordine decrescente i Paesi e le relative percentuali. Solo nel caso in cui vi siano composizioni con miscele provenienti da quattro paesi che raggiungono almeno il 60% di contenuto del prodotto sarà possibile non indicare la percentuale dei restanti Paesi. Verrà inoltre cambiata la denominazione del miele filtrato. Fino ad oggi, questa sostanza veniva commercializzata con questa dicitura, ma poteva trarre in inganno chi acquistava. Con il recepimento della direttiva, la denominazione miele filtrato rientra nella più ampia definizione di “Miele ad uso industriale”, più rispondente all’uso consentito, ossia ad uso unicamente culinario. L’Italia produce 24 mila tonnellate di miele l’anno e queste nuove regole di trasparenza e tracciabilità potranno tutelare il prodotto nostrano dai prodotti extra-Ue di bassa qualità.
Succhi di frutta: Sono state aggiornate le tipologie autorizzate di succhi di frutta, introducendo le categorie di “succo di frutta a tasso ridotto di zuccheri”, “succo di frutta da concentrato a tasso ridotto di zuccheri” e “succo di frutta concentrato a tasso ridotto di zuccheri”, i quali devono presentare il 30% di zuccheri in meno rispetto al prodotto di riferimento.
Confetture: È stata innalzata la quantità minima di frutta nelle confetture e confetture extra: da 350g a 450g di frutta per kg di confetture (da 35% a 45%) e da 450g a 500g di frutta per kg di confetture extra (da 45% a 50%).