Lamone e Marzeno: si parte con la messa in sicurezza
La Regione Emilia-Romagna ha presentato il piano strategico per la messa in sicurezza del bacino del Lamone e Marzeno dopo le alluvioni del 2023/2024. Il presidente Michele de Pascale, che ha presentato il piano insieme ai tecnici regionali e all’Autorità del bacino del Po, ha definito prioritario realizzare opere straordinarie per innalzare la capacità di tenuta della rete fluviale.
Il piano si articola in quattro interventi fondamentali: due casse di espansione a monte della città, un’area di laminazione in via Cimatti, via Don Giovanni Verità, Orto Bertoni e un’area a tracimazione controllata a valle, in prossimità di Reda. Le due casse di espansione sorgeranno sul Lamone nella zona di San Ruffillo- Molino del Rosso (Brisighella) e sul Marzeno nell’area dei Laghetti del Sole a Santa Lucia. L’approccio metodologico prevede un processo partecipativo: entro il 25 luglio si raccoglieranno suggerimenti da cittadini, comitati e associazioni. Il finanziamento è garantito da uno stanziamento governativo di 1 miliardo di euro distribuito in 10 anni dal 2027, con la Regione pronta ad anticipare i fondi e a fornire eventuali stanziamenti aggiuntivi. Particolare attenzione al nodo idraulico della confluenza Lamone-Marzeno, dove l’area di laminazione in via Cimatti si integra con il lavoro del Comune di Faenza già partito.
Il sindaco Isola ha evidenziato come questa area diventi parte di un sistema di difesa articolato che include l’area dell’Orto Bertoni, dove verranno rafforzati gli argini. Criticità particolare presenta l’area di Via Don G. Verità, caratterizzata da quote altimetriche basse e dal rischio di essere circondata da zone destinate alla laminazione. Per questa zona si valuta una possibile delocalizzazione, ma la decisione spetta al commissario Curcio che sta preparando un’ordinanza specifica. Il progetto si basa su studi di 15 anni fa. La differenza è rappresentata dall’incremento della frequenza degli eventi meteo estremi, che rende fondamentali questi interventi nonostante le difficoltà di realizzazione in Romagna, dove la vicinanza dei centri abitati alla fascia collinare complica l’individuazione di ampi volumi di laminazione. Il sistema di interventi proteggerà non solo Faenza ma tutta la vallata del Lamone fino a Traversara e Mezzano. A valle della città sarà importante consolidare e arretrare gli argini, oltre che abbassare le golene dove possibile. De Pascale ha rivendicato la decisione di iniziare dal bacino del Lamone, ma l’obiettivo è intervenire sui 23 fiumi esondati nel maggio 2023. Ha respinto l’idea che sia sufficiente la manutenzione degli alvei dalla vegetazione e ribadito che non esiste un piano alternativo.
La collaborazione tra tutte le Istituzioni è essenziale per la realizzazione delle infrastrutture necessarie per proteggere le città e i cittadini dall’emergenza climatica.