Collegamenti, ricettività e balneare i temi del confronto
Nel corso delle ultime settimane, CNA Turismo e Commercio Emilia-Romagna ha sottoposto all’assessora regionale a turismo, commercio e sport, Roberta Frisoni, una serie di richieste mirate alle esigenze del settore turistico, evidenziandone criticità e opportunità di sviluppo.
Tra le istanze principali, CNA Turismo ha auspicato un intervento diretto per semplificare le procedure burocratiche e agevolare l’accesso ai finanziamenti dedicati, strumenti indispensabili per rilanciare il comparto in un contesto concorrenziale. Le richieste includono misure per incentivare la digitalizzazione, l’innovazione e la visibilità delle imprese turistiche e attrarre un maggior flusso di visitatori, sia nazionale che internazionale. Si è insistito molto anche sul potenziamento della formazione specialistica per operatori del settore per garantire un aggiornamento professionale adeguato e una risposta efficace alle nuove esigenze del mercato. In questo contesto, il 28 marzo a Ravenna si è tenuta una tavola rotonda dal titolo “Il turismo che vogliamo” che è stata la prima occasione pubblica a Ravenna per la stessa assessora Frisoni che ha così avuto la possibilità di confrontarsi direttamente con il mondo turistico, balneare e dei servizi.
Durante l’incontro abbiamo convenuto di lavorare insieme sull’allargamento del multiprodotto romagnolo, provando a rinnovare la stessa cartolina del territorio, sull’impegno per migliori collegamenti ferroviari e stradali, con la necessità di una regia unitaria per gli aeroporti della regione, sull’urgenza di una forte riflessione rispetto alla valorizzazione dell’extra-alberghiero legale, sul sostegno necessario alle rigenerazioni urbane che possono aiutare anche il ricettivo alberghiero e, infine, sull’apertura di un tavolo che approfondisca la possibilità di una riforma della legge regionale sulla classificazione delle strutture ricettive.
A detta di tutti è stata un’occasione molto importante anche per condividere le idee sulla difesa e valorizzazione del nostro modello balneare di spiaggia. Questo per noi significa, in vista delle evidenze pubbliche, riconoscere al meglio l’esperienza degli attuali gestori, valorizzando la qualità del progetto e la capacità d’innovazione rispetto al valore della sola offerta economica e riconoscendo un serio indennizzo a coloro che eventualmente perdessero la concessione.
Abbiamo chiesto alla Regione anche di aiutare i Comuni ad evitare fughe in avanti e contenziosi che mettano in discussione l’attività turistica complessiva.
Tutto ciò mentre giunge la notizia che è stato ancora rinviata la presentazione del documento attuativo del MIT sul decreto del Governo che avrebbe dovuto meglio definire i modi e le forme (e gli indennizzi) per le future evidenze pubbliche.


