Pensioni, congedi parentali potenziati e sostegni alle famiglie: cosa cambia per lavoratori e imprese

PREVIDENZA E PENSIONI
Per tutto il 2026, i requisiti anagrafici e contributivi rimangono congelati ai livelli attuali. Tuttavia, la legge stabilisce già il calendario dei futuri aumenti legati all’aspettativa di vita. Pertanto, queste sono le normative valide per i lavoratori e le lavoratrici che sono nel sistema retributivo o misto: la Pensione di Vecchiaia resta a 67 anni con almeno 20 anni di contributi per tutto il 2026. Dal 2027 salirà a 67 anni e 1 mese, e nel 2028 a 67 anni e 3 mesi. Alla Pensione Anticipata Ordinaria si accede ancora con 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne nel 2026. Dal 2027 si passerà a 42 anni e 11 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 11 mesi per le donne. Dal 2028 si arriverà a 43 anni e 1 mese per gli uomini e a 42 anni e un mese per le donne. In entrambi i casi si aggiunge la finestra mobile di tre mesi per la decorrenza dell’assegno dal momento della maturazione dei requisiti. I commi 186 e 187 prevedono l’esclusione degli adeguamenti dell’aspettativa di vita di alcune particolari mansioni meritevoli di tutela: i lavoratori gravosi, i lavoratori addetti a lavorazioni usuranti, che siano in possesso dei requisiti previsti dalla normativa. Non sono state prorogate le misure che hanno caratterizzato gli ultimi anni. Addio a Quota 103: Non è più possibile uscire con 62 anni e 41 di contributi.
Addio anche a Opzione Donna, scaduta definitivamente. Chi ha maturato i requisiti per queste misure entro il 31 dicembre 2025 mantiene il diritto di andare in pensione in qualsiasi momento futuro (il diritto è acquisito e non scade). Resta valida l’ape sociale. l’Anticipo Pensionistico Sociale viene prorogato fino al 31 dicembre 2026. È l’unico strumento di flessibilità rimasto per caregiver, disoccupati, invalidi civili (almeno 74%) e addetti a lavori gravosi. Per accedervi occorre avere 63 anni e 5 mesi di età e tra i 30 e i 36 anni di contributi (a seconda della categoria). Novità per le donne: è previsto uno sconto contributivo di 12 mesi per ogni figlio (massimo 2 anni) per l’accesso all’APE. Per contrastare l’inflazione (stimata dall’ISTAT all’1,4% per il 2026), gli assegni verranno adeguati con un sistema a scaglioni:
• 100% di rivalutazione per assegni fino a 4 volte il minimo (circa 2.413 euro lordi).
• 90% per la quota tra 4 e 5 volte il minimo (circa 3.017 euro lordi).
• 75% per gli importi superiori a 5 volte il minimo (cioè oltre 3.017 euro lordi).
• Pensioni Minime: L’incremento della maggiorazione sociale diventa strutturale e sale da 8 € a 20 € mensili (260 € annui in più complessivi), portando l’assegno base sopra la soglia.
Chi matura i requisiti per la pensione anticipata ma sceglie di restare al lavoro può rinunciare al versamento dei contributi a proprio carico (9,19%). Questi soldi non vanno all’INPS ma finiscono direttamente nella busta paga del lavoratore, aumentando il netto mensile.

GENITORIALITA’
La Legge di Bilancio 2026 introduce importanti misure a sostegno della genitorialità e dell’occupazione femminile. Tra le novità più significative figura il Bonus Mamme, un’integrazione al reddito di 60 euro mensili, per un totale di 720 euro annui, destinata alle lavoratrici dipendenti e autonome con almeno due figli e un reddito inferiore ai 40.000 euro. Il beneficio è riconosciuto fino ai 10 anni del secondo figlio, estendendosi ai 18 anni in presenza di un terzo figlio, ma sarà necessario presentare apposita domanda per ottenerlo.
Sul fronte della conciliazione vita-lavoro, viene potenziato il sistema dei congedi. Il congedo parentale ordinario, spettante a ciascuno dei due genitori, potrà essere fruito fino ai 14 anni del figlio, superando il precedente limite dei 12 anni. Inoltre, i giorni di permesso per malattia del figlio vengono estesi a 10 giorni lavorativi annui per la fascia d’età compresa tra i 3 e i 14 anni, rafforzando così gli strumenti a disposizione delle famiglie.
Confermato anche il Bonus Nuovi Nati, che garantisce un contributo di 1.000 euro per ogni nascita o adozione nei nuclei familiari con ISEE inferiore a 40.000 euro. Un sostegno concreto per affrontare le prime spese legate all’arrivo di un bambino. Particolare attenzione viene riservata alla promozione dell’occupazione delle madri lavoratrici. A partire dal 1° gennaio 2026, i datori di lavoro privati che assumono donne madri di almeno tre figli minori di diciotto anni, prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi, potranno beneficiare di un esonero totale dal versamento dei contributi previdenziali a loro carico, fino a un massimo di 8.000 euro annui. Una misura che mira a incentivare l’inserimento e il reinserimento delle donne nel mondo del lavoro, riducendo i costi per le imprese e favorendo l’inclusione.

SOSTEGNO AL REDDITO
Vengono introdotte modifiche alla liquidazione anticipata della Naspi. L’erogazione della prestazione di Naspi anticipata, nei casi previsti dalla legge, avviene in 2 rate: subito viene liquidata la prima in misura pari al 70% dell’intero importo e la seconda pari al restante 30%, verrà corrisposta al termine della durata della Naspi e comunque non oltre il termine di 6 mesi dalla data di presentazione della domanda di anticipazione, previa verifica della mancata rioccupazione e della titolarità di pensione diretta, eccetto l’assegno ordinario di invalidità. Per quanto riguarda l’indennità di discontinuità a favore dei lavoratori dello spettacolo (IDIS) è riconosciuta a coloro che conseguono un reddito ai fini IRPEF non superiore a 35000 euro nell’anno di imposta precedente alla domanda. Per i soli attori cinematografici o di audiovisivi, il requisito minimo contributivo diventa di almeno 15 giornate di contribuzione accreditate nel FPLS nell’anno precedente alla domanda oppure di almeno 30 giornate complessive nei 2 anni precedenti.

PREVIDENZA COMPLEMENTARE (Fondi Pensione)
La manovra 2026 spinge con decisione verso la “cultura del risparmio previdenziale”, introducendo meccanismi di adesione quasi forzosa per i nuovi assunti. Dal 1° luglio 2026 i lavoratori dipendenti del settore privato di prima assunzione, esclusi quelli domestici, aderiscono automaticamente alla previdenza complementare e il proprio Trattamento di Fine Rapporto (TFR) verrà conferito automaticamente al fondo pensione negoziale (previsto dal contratto collettivo), a meno che entro 60 giorni dalla firma del contratto scelgano di rinunciare all’adesione automatica e conferire l’intero importo del TFR a un’altra forma previdenza complementare liberamente prescelta o di mantenere il TFR in azienda.

CONTRASTO ALLA POVERTA’
L’Assegno di Inclusione rimane lo strumento cardine del contrasto alla povertà per i nuclei con disabili, minorenni o over 60. Il beneficio economico è erogato mensilmente per un periodo continuativo non superiore a 18 mesi e può essere rinnovato, previa presentazione della domanda, per periodi ulteriori di dodici mesi. L’importo della prima mensilità di rinnovo è riconosciuto in misura pari al 50% dell’importo mensile del beneficio rinnovato ai sensi del primo periodo. Ne deriva che viene meno l’obbligo di sospensione di un mese, previsto dalla originaria disciplina ADI, prima che la misura a seguito di domanda, possa essere messa nuovamente in pagamento. Per quanto riguarda il reddito di libertà, è stato incrementatoil fondo destinato al sostegno economico delle donne vittime di violenza.
È rinnovato anche per il 2026 e 2027 il contributo Carta dedicata a te (pari a 500,00 euro totali) destinato all’acquisto di beni alimentari di prima necessità in favore delle famiglie con ISEE non superiore a 15.000 euro. La Legge di Bilancio introduce un contributo per il sostegno abitativo erogato, a decorrere dal 2026, in favore di genitori separati o divorziati non assegnatari della casa familiare di proprietà, con figli a carico fino a 21 anni. A decorrere dal 2027, è erogato il Bonus valore cultura in favore dei ragazzi che conseguono il diploma finale presso istituti di istruzione secondaria superiore o equiparati, non oltre l’anno di compimento del diciannovesimo anno di età, destinato all’acquisto di biglietti per teatro, cinema, mostre, altre iniziative culturali, libri, musica, etc. Il contributo libri scolastici per scuole superiori è erogato a decorrere dal 2026 per il tramite dei Comuni, in favore delle famiglie con ISEE fino a 30.000 euro per il sostenimento delle spese per l’acquisto di libri scolastici, anche digitali. Infine, il contributo in favore di studenti frequentanti scuole paritarie è erogato per l’anno 2026 in favore delle famiglie con ISEE fino a 30.000 euro con figli frequentanti una scuola paritaria secondaria di primo grado (scuole medie) o il primo biennio di una scuola paritaria di secondo grado
(scuole superiori). Con decreto attuativo saranno stabiliti gli importi da assegnare, i criteri e le modalità di attribuzione, fino ad un massimo di 1.500 euro per ogni studente, da determinarsi secondo scaglioni inversamente proporzionali al valore dell’ISEE.