L’Emilia-Romagna protagonista al Padiglione Italia di Expo 2025 Osaka (dal 21 al 27 settembre) nella settimana dedicata alle eccellenze manifatturiere della nostra regione.
Sull’isola artificiale di Yumeshima risuona il rombo di un motore italiano, accompagnato dalle note folk dell’Orchestra Casadei. È l’inaugurazione della settimana dedicata all’Emilia-Romagna nel Padiglione Italia all’Expo 2025 di Osaka, un evento che fonde industria, cultura e sapori in un’unica vetrina internazionale. Davanti a un pubblico giapponese e internazionale, vengono svelati gioielli della Motor Valley: una fiammante Ferrari 296 GTS e una Ducati Panigale V4 in livrea tricolore fanno da apripista, rappresentando lo spirito ingegneristico e l’alta performance tipici della nostra regione. Poco distante, un video omaggia Luciano Pavarotti celebrando il legame tra musica, territorio e universalità. Non mancano i richiami ai sapori di casa: sotto gli occhi curiosi dei presenti, viene aperta una forma di Parmigiano Reggiano, simbolo per eccellenza della Food Valley regionale e preludio a degustazioni che raccontano la ricchezza enogastronomica emiliano-romagnola. L’Emilia-Romagna si presenta così a Osaka con il claim ambizioso “The Future is Here” decisa a mostrare come tradizione e innovazione convivano nel suo DNA.
La delegazione CNA e la voce dell’artigianato regionale
A guidare questa missione c’è una folta delegazione emiliano-romagnola in cui istituzioni, università e imprese collaborano fianco a fianco. CNA Emilia-Romagna, in rappresentanza dell’artigianato e della piccola impresa, è stata presente con una propria delegazione guidata dal presidente Paolo Cavini che ha portato a Osaka la voce degli oltre 63 mila “artigiani imprenditori d’Italia” associati in regione, determinato a dare risalto internazionale a quel tessuto economico fatto di creatività e laboriosità diffusa. “Porto la voce degli artigiani e delle piccole imprese dell’Emilia-Romagna, una comunità di lavoro, di creatività, di responsabilità – afferma Cavini nel presentarsi al pubblico giapponese – con l’obiettivo di offrire una visione sul futuro della nostra manifattura e alcune prospettive di collaborazione”. CNA ha colto l’Expo come un palcoscenico globale dove rappresentare il saper fare emiliano-romagnolo, mostrando come anche la più piccola officina della via Emilia possa dialogare con il mondo.
La presenza della CNA si inserisce all’interno di una missione istituzionale più ampia promossa dalla Regione Emilia-Romagna. In delegazione figurano infatti anche il presidente della Regione Michele De Pascale e il vicepresidente Vincenzo Colla, assessore allo Sviluppo economico, insieme ad altri rappresentanti regionali. Questa partecipazione congiunta di vertici politici e mondo associativo testimonia un approccio di sistema, in cui le politiche regionali per l’internazionalizzazione vanno di pari passo con l’impegno diretto delle categorie produttive.
“Un’idea molto felice quella del governo italiano di dedicare una parte del padiglione alle regioni”, sottolinea De Pascale, rimarcando come l’Emilia-Romagna abbia subito colto l’opportunità di essere protagonista ad Osaka.
Innovazione, transizione verde e competenze: il panel istituzionale
Nel fitto calendario di eventi della settimana emiliano-romagnola, uno dei momenti chiave è un panel istituzionale dal titolo evocativo: “Emilia-Romagna, Prefettura di Ibaraki e Prefettura di Osaka guardano al futuro: traiettorie di sviluppo in un contesto economico e sociale in rapido cambiamento”. In questo forum, la delegazione italiana e i partner giapponesi si sono confrontati sulle sfide globali e sulle strategie per affrontarle insieme. Proprio qui è intervenuto il presidente Cavini portando un discorso appassionato con cui ha tracciato i “tre pilastri” per il futuro della manifattura emiliano-romagnola ed europea. Eccoli nel dettaglio:
- Innovazione tecnologica – La rivoluzione digitale, dall’intelligenza artificiale all’automazione avanzata, sta cambiando il modo di produrre. Cavini riconosce che molte imprese hanno già colto questa trasformazione e “guardano all’Intelligenza Artificiale per fare il salto successivo”, vedendo la tecnologia come un “alleato prezioso per migliorare l’efficienza e la qualità, ma senza sostituire l’uomo”. Il Giappone, in tal senso, è indicato come fonte di ispirazione: di fronte all’invecchiamento della popolazione, Tokyo ha puntato sull’innovazione “non per rimpiazzare il lavoro umano, ma per aumentarlo in modo sostenibile, in armonia con la società”, dimostrando che un futuro ipertecnologico può mantenere il fattore umano centrale. Questa visione condivisa di una tecnologia a misura d’uomo rappresenta – secondo Cavini – il primo fondamento per uno sviluppo congiunto italo-giapponese.
- Transizione ecologica – Il secondo pilastro riguarda la sostenibilità ambientale e sociale, che “non deve essere uno spot pubblicitario, ma una direttrice obbligata dello sviluppo economico”, afferma Cavini. L’Emilia-Romagna vanta già numerosi esempi virtuosi: imprese artigiane che installano pannelli solari sui tetti dei capannoni, che ripensano i processi produttivi per ridurre sprechi e riciclare materiali, mostrando come l’onda green possa partire anche dal basso. Tutelare l’ambiente, sottolinea Cavini, è un dovere verso le future generazioni ma anche un fattore di competitività economica. Su questo fronte, l’Expo diventa occasione per scambiare buone pratiche con il Giappone, Paese attento all’innovazione ecologica, e per ribadire che la crescita del domani dovrà misurarsi con parametri nuovi di sostenibilità.
- Centralità delle competenze umane – Il terzo pilastro riportato da Cavini mette al centro le persone. Innovazione e sostenibilità, ricorda, “richiedono, in ultima analisi, investimenti sulle persone”. La forza dell’economia emiliano-romagnola sta nella passione di generazioni di imprenditori e artigiani che hanno sempre messo il cuore in ciò che fanno, trasmettendo saperi ai giovani e aprendosi essi stessi ad apprendere nuove competenze. Formazione continua, istituti tecnici d’eccellenza, collaborazione fra imprese e università sono ingredienti vitali per mantenere vivo questo capitale umano. Solo un approccio che unisca l’orgoglio della tradizione artigiana al miglioramento continuo permetterà di affrontare le sfide future con successo, sostiene Cavini. In un’epoca di cambiamenti rapidissimi, investire sulle competenze (dal digitale alle professioni green) significa dare un’anima al progresso tecnologico, assicurando che al centro resti sempre l’uomo.
Dal panel emergono così idee chiare e condivise: tecnologia e sostenibilità devono procedere di pari passo, e nessuna rivoluzione sarà davvero efficace senza puntare sulle persone. La platea nipponica mostra apprezzamento per questa visione equilibrata. Del resto, il forum mette in luce come, al di là delle distanze geografiche, Emilia-Romagna e Giappone siano accomunati dalle stesse sfide e opportunità. Anche il vicepresidente regionale Vincenzo Colla, tirando le fila della discussione, sottolinea che l’Expo di Osaka conferma una fitta rete di relazioni economiche, culturali e accademiche già esistenti – un patrimonio su cui costruire nuove iniziative – e al tempo stesso “apre nuove prospettive” che potranno tradursi in investimenti e progetti in Emilia-Romagna. Questa missione in Giappone aggiunge Colla, “per noi deve essere un punto di partenza, non di arrivo”, a indicare che il dialogo avviato a Osaka proseguirà ben oltre l’evento fieristico.
Dialoghi internazionali: incontri con istituzioni e imprese
Oltre al palco del Padiglione Italia, la delegazione di CNA Emilia-Romagna ha sfruttato ogni giorno in Giappone per tessere rapporti diretti con interlocutori chiave, istituzionali e imprenditoriali. A Osaka, il presidente Cavini ha potuto dialogare con i vertici delle Prefetture locali: sia Osaka (che ospita l’Expo) sia Ibaraki (legata all’Emilia-Romagna da precedenti accordi di cooperazione), in particolare con Hiroyuki Baba, Direttore Generale commercio industria lavoro Prefettura Osaka, e con Oigawa Kazuhiko, Governatore Prefettura Ibaraki.
Sono stati tanti momenti di incontro, anche informali, che hanno sancito una volontà comune: rafforzare i legami tra territori, mettendo a fattor comune esperienze e bisogni.
Allo stesso modo, il presidente Cavini ha attivato relazioni con i rappresentanti di importanti enti economici, tra cui Gianpaolo Bruno, direttore ICE Tokyo e Davide Fantoni, General Manager Italian Chamber of commerce in Japan. L’occasione è stata preziosa anche per un proficuo incontro con Mats Lindstrom, Presidente Ducati Japan. Il team di Ducati Japan ha collaborato alle iniziative della settimana, accompagnando la spettacolare esposizione della Panigale V4 Tricolore e alimentando l’interesse dei media locali per la nostra Motor Valley. La moto esposta al Padiglione Italia non era soltanto un pezzo da museo, ma un simbolo vivo di come passione sportiva e precisione artigianale possano parlare una lingua universale, comprese ed ammirate anche a migliaia di chilometri dalla via Emilia.
Non solo business stretto: la nostra delegazione ha toccato anche luoghi di sapere e cultura, dialogando con il rettore e il chief of staff della United Nations University, rispettivamente Tshilidzi Marwala e Michael Baldock, con cui si è discusso anche dell’imminente apertura della sede bolognese.
La missione è stata proficua anche per interloquire con diversi protagonisti della delegazione emiliana-romagnola tra cui: il presidente della Regione Emilia-Romagna Michele De Pascale, il vice presidente Vincenzo Colla, il presidente dell’assemblea legislativa Maurizio Fabbri, il vice presidente Giancarlo Tagliaferri, la sottosegretaria alla presidenza Manuela Rontini, il delegato Confindustria Alessandro Curti, il presidente Legacoop Emilia-Romagna Daniele Montroni, il presidente Conapi Giorgio Baracani.
Legami tra Italia e Giappone: industria, artigianato e cultura a confronto
Questa immersione dell’Emilia-Romagna nel contesto giapponese offre lo spunto per riflettere sulla natura dei legami tra i due territori. Come ha ricordato Paolo Cavini nel suo intervento, Italia e Giappone condividono molto più di quanto si immagini. Da tempo l’Emilia-Romagna guarda al Giappone con ammirazione per la sua capacità tecnologica, la disciplina industriale e la ricchezza culturale; dal canto loro, molte realtà giapponesi apprezzano la nostra regione per l’innovazione diffusa e la qualità del Made in Italy. Entrambi i Paesi vantano antiche tradizioni manifatturiere e un tessuto di piccole imprese creatrici di eccellenze, inserite in società avanzate alle prese con sfide analoghe. È sulla base di queste affinità che possono nascere collaborazioni proficue: quando un imprenditore emiliano e un omologo giapponese si incontrano, scoprono spesso di parlare lo stesso linguaggio fatto di dedizione al lavoro, ricerca della qualità e rispetto per la tradizione. Ogni partnership industriale porta con sé uno scambio di know-how: robotica e automazione da un lato, design e artigianato dall’altro, in un equilibrio in cui ciascuno arricchisce l’altro.
L’esperienza di Osaka 2025 dimostra che il rapporto Emilia-Romagna/Giappone non è fatto solo di contratti e memorandum, ma di affinità elettive. La tecnologia può essere il motore, ma è la cultura del lavoro, quel misto di perizia tecnica e passione artigiana, a fare da carburante comune. E se le due terre sono così distanti geograficamente, all’Expo si sono idealmente avvicinate fino quasi a toccarsi, tracciando una rotta di amicizia e scambio destinata a durare.
Verso il futuro: eredità della missione e prossimi passi
Dopo l’intensa settimana di eventi e incontri, la delegazione emiliano-romagnola torna a casa con un bagaglio di contatti, idee e progetti concreti. Come evidenziato da Colla, questa missione non è un traguardo finale ma un nuovo inizio: “la missione a Osaka per noi deve essere un punto di partenza, non di arrivo”, ha dichiarato il vicepresidente, confermando l’intenzione di dare seguito alle relazioni avviate. Nei prossimi mesi vedremo certamente germogliare iniziative nate dai semi piantati in Giappone. Le prospettive economiche internazionali per l’Emilia-Romagna appaiono dunque rafforzate: il Giappone, già importante mercato di sbocco, diventa ora anche un alleato strategico con cui innovare e crescere insieme. Il contesto geopolitico odierno premia queste aperture ma il vero motore resta la volontà delle persone di collaborare oltre i confini.
Dal racconto di questa esperienza emergono soprattutto fiducia e ottimismo. Fiducia nelle nostre eccellenze e ottimismo sul fatto che, unendo forze e idee con partner lontani, si possano affrontare meglio le sfide globali. CNA Emilia-Romagna, in particolare, farà tesoro di quanto vissuto a Osaka per continuare a internazionalizzare il suo network di imprese. Se è vero che “il futuro è qui” come recitava il motto del padiglione, esso va anche costruito giorno per giorno, insieme. E l’esperienza di Osaka 2025 sarà solo il primo capitolo di una collaborazione destinata a crescere, facendo della via Emilia un ponte ideale verso il Sol Levante.
Le interviste
Tshilidzi Marwala, Rettore United Nations University
Gianpaolo Bruno, Direttore ICE Tokyo
Mats Lindstrom, Presidente Ducati Japan
Michele De Pascale, Presidente Regione Emilia-Romagna
Giorgio Baracani, Presidente Conapi


