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L’impiantistica è il futuro del settore delle costruzioni

Giugno 18, 2025 | Tempo di lettura: 2 minuti

Per il CRESME in Italia vale un terzo del valore della produzione dell’intero settore

Nel panorama delle costruzioni, l’impiantistica sta emergendo come un elemento cruciale, rappresentando un terzo del valore della produzione del settore in Italia.
Secondo i dati del CRESME, nel contesto europeo l’Italia si posiziona appena sotto la Germania e leggermente sopra i Paesi Bassi in termini di incidenza degli impianti sul valore totale delle costruzioni.

Nonostante i segnali di rallentamento, il mercato dell’impiantistica mantiene livelli superiori a quelli pre-pandemici. Questo settore non solo sta consolidando la sua importanza economica ma sta anche ampliando la sua forza lavoro, con un aumento significativo degli addetti alle installazioni di impianti rispetto al 2021. Attualmente, gli addetti del settore rappresentano oltre il 35% del totale delle costruzioni. Il recente Rapporto del CRESME evidenzia come, nonostante l’incertezza economica globale, l’impiantistica continui a rafforzarsi. Il settore copre una vasta gamma di installazioni, dalle elettriche a quelle per la climatizzazione, idrauliche e di telecomunicazioni, fino alla produzione e distribuzione di energia. Il 2024 ha visto una contrazione del valore della produzione in Europa, ma l’impiantistica continua a guadagnare terreno rispetto al resto delle costruzioni. In Italia, l’export di impianti ha registrato una crescita significativa, trainato in particolare dal settore elettrico. Tuttavia, il futuro è ancora incerto a causa delle possibili implicazioni dei dazi USA. La crescita del fatturato degli impiantisti è notevole, con un aumento del 72,3% tra il 2019 e il 2023. Il fatturato delle opere di pubblica utilità è raddoppiato da 5,4 miliardi a 11,1 miliardi. Il fatturato degli impiantisti sul totale delle costruzioni è passato dal 18,9% del 2008 al 28,4% nel 2023. Gli impianti in opere pubbliche aumentano a tripla cifra, +200%, a 11,1 miliardi. Guardando alle tendenze dei singoli settori, il mercato del termico registra una flessione pur mantenendo livelli elevati; il condizionamento invece cresce ancora piano. Il mercato sembra per ora non scegliere il nuovo. Le caldaie autonome a gas restano su livelli alti con la vita media di una caldaia fino a 15/18 anni. Se il mercato del termico mostra segni di rallentamento, la domanda per soluzioni impiantistiche innovative e sostenibili continua a crescere. La sfida sarà mantenere questa crescita in un contesto di incertezze normative e di mercato, richiedendo un approccio coordinato e multi tecnologico. In definitiva, l’affermazione “gli impianti sono il futuro delle costruzioni” appare sempre più vera, delineando un percorso di crescita che richiede però un futuro di stabilità normativa e investimenti in nuove competenze per affrontare le sfide future.