Francesco Magnani e Gianluca Dal Pozzo presidenti di CNA Costruzioni e CNA installazione e Impianti intervengono sullo stato del settore e le sue prospettive

 

Il 2021 sembra essere l’anno in cui la filiera delle costruzioni ha definitivamente archiviato il difficile 2020 per diventare, mese dopo mese, sempre più ottimista su ripartenza e durata delle attività.

Secondo diversi Osservatori la filiera ha ritrovato un grande ottimismo sia per l’immediato futuro che per i prossimi tre anni.

Il Superbonus del 110% per l’efficientamento energetico degli edifici, l’Ecobonus, il Bonus Facciate e il Bonus Casa sono potenzialmente in grado di offrire un volano alla crescita e di rilanciare questo strategico settore per la nostra economia.

“I dati sono eloquenti – spiega Francesco Magnani, presidente di CNA Costruzioni – al 31 agosto 2021 ammontano (report ENEA) a 464 milioni di euro gli investimenti ammessi a detrazione in Emilia Romagna.

Il settore è entrato in un trend molto positivo grazie alla spinta del Superbonus, una volta chiarite tutte le sue peculiarità. Resta aperta – prosegue Magnani – la questione legata alla crescita esponenziale dei prezzi delle materie prime, che crea un vero problema sia per i cantieri pubblici che privati. In questa situazione le imprese rischiano di avere problemi seri di approvvigionamento e di mantenimento dei loro margini. È di primaria importanza un intervento governativo che regoli la materia”.

Anche nel settore impiantistico, per Gianluca Dal Pozzo, presidente di CNA Installazione Impianti, le detrazioni fiscali e in particolare la possibilità dello sconto in fattura o cessione del credito sono stati fondamentali per la crescita delle imprese negli interventi di riqualificazione e risparmio energetico.

“Non può essere dimenticato – chiarisce Dal Pozzo – il problema della carenza di manodopera che rende i lavori potenzialmente più lenti e può costringere committenti e imprese a spalmare i lavori su un lasso temporale più lungo esponendoli maggiormente alla fiammata dei prezzi. È evidente la necessità anche da parte delle Associazioni di assumere un ruolo più incisivo nel rapporto con il mondo della scuola per spingere i giovani verso un settore che ha grande bisogno di forza lavoro”.

La CNA da tempo esprime la necessità di rendere strutturali le detrazioni fiscali ed è per questo motivo che con sorpresa e preoccupazione, dicono sia Magnani che Dal Pozzo, abbiamo appreso del depotenziamento del pacchetto di incentivi per la riqualificazione del patrimonio immobiliare contenuto nella manovra approvata recentemente dal Consiglio dei Ministri. La forte limitazione del Superbonus 110% (che passerà al 70% nel 2024 e al 65% nel 2025), la riduzione del bonus facciate e, elemento ancor più grave, la cancellazione della cessione del credito per i bonus del 65% e 50% mettono a rischio il positivo andamento del settore dell’edilizia. Positiva invece l’ipotesi di proroga dell’Ecobonus e del Bonus Casa al 2024.

Tutto questo potrebbe rendere più complicato il raggiungimento degli obiettivi ambiziosi di efficientamento energetico, di riduzione delle emissioni e di valorizzazione delle nostre città.

“Restiamo convinti – concludono i presidenti – che serva una normativa stabilizzata nel tempo che dia la possibilità alle imprese e ai cittadini di programmare i loro interventi per tempo.