Al Ministero della Cultura si è tenuto un incontro sull’introduzione nel Codice dei Beni Culturali del nuovo articolo 182-bis che disciplina, in via transitoria, l’accesso alla qualifica di restauratore. Si riapre così la fase per l’ammissione alla professione regolamentata del restauratore di beni culturali: una procedura che si riteneva già completata e chiusa nel 2018 con la pubblicazione dell’elenco ministeriale dei restauratori abilitati. Poiché, in ordine al completamento del procedimento, il comma 3 del nuovo articolo 182-bis del Codice rimanda a un prossimo decreto ministeriale le ‘modalità applicative’, queste risultano pertanto da definire e la Confederazione è disponibile a un confronto collaborativo sulla materia.
In rappresentanza della Confederazione all’incontro hanno partecipato Luca Emilio Brancati, presidente nazionale CNA Restauratori, e Simona Micheli, coordinatrice nazionale CNA Artistico e Tradizionale.
“Abbiamo apprezzato la disponibilità all’ascolto del ministero della Cultura e l’apertura a una collaborazione nella fase di attuazione della nuova legge, che oggi presenta luci e ombre. Nell’occasione abbiamo rappresentato anche ulteriori criticità che incidono sull’attività d’impresa dei restauratori di beni culturali e chiesto aggiornamenti sull’iter dell’esame per i tecnici del restauro, ricevendo conferma che è in corso una revisione delle commissioni d’esame e che i tempi, anche per la complessità del lavoro interministeriale, non saranno brevi”, ha evidenziato Luca Emilio Brancati, presidente nazionale CNA Restauratori.
“Accogliamo con ottimismo la norma, ma auspichiamo che i decreti attuativi definiscano modalità operative certe per evitare interpretazioni ambigue che porterebbero ad un danno certo gli imprenditori del settore”, ha sottolineato Simona Micheli, coordinatrice nazionale CNA Artistico e Tradizionale.


