Servono regole chiare, procedure snelle e bandi accessibili alle PMI del territorio 

Il Piano Casa può rappresentare un’opportunità importante per affrontare il tema dell’emergenza abitativa, rilanciare la rigenerazione urbana e valorizzare il patrimonio edilizio esistente. Ma perché gli obiettivi si traducano davvero in interventi concreti servono regole chiare, risorse certe e procedure snelle. È il messaggio che CNA ha portato in audizione alla Commissione Ambiente della Camera, sottolineando il ruolo strategico delle micro e piccole imprese nel dare attuazione ai programmi di recupero e riqualificazione. 

Le misure di semplificazione previste dal DL. 66/2026 vengono valutate positivamente, a partire dagli strumenti pensati per accelerare gli interventi di recupero urbano. Rimangono alcuni nodi aperti: la sovrapposizione di norme e competenze tra livelli diversi dell’amministrazione, tempi autorizzativi spesso incerti e procedure che rischiano di rallentare l’avvio dei lavori. Per CNA è quindi fondamentale rafforzare il coordinamento tra enti, rendere interoperabili gli strumenti amministrativi e standardizzare la modulistica, così da garantire alle imprese un quadro più chiaro e tempi più prevedibili. 

Un passaggio decisivo riguarda il coinvolgimento delle PMI delle costruzioni. La riqualificazione del patrimonio abitativo e urbano rappresenta una leva di sviluppo che interessa direttamente il tessuto produttivo dei territori. CNA evidenzia la necessità di costruire bandi e strumenti accessibili anche alle imprese di dimensioni più contenute, evitando che i grandi interventi finiscano per essere riservati esclusivamente agli operatori di maggiori dimensioni. La possibilità di suddividere i lavori in lotti funzionali e valorizzare la presenza di ATI e consorzi composti da micro, piccole e medie imprese va nella direzione di una maggiore partecipazione delle realtà locali. 

Accanto alla rigenerazione urbana c’è poi il tema della transizione energetica degli edifici, che rappresenta una sfida centrale per il comparto: efficientamento energetico, innovazione impiantistica e fonti rinnovabili richiedono investimenti e competenze, ma anche strumenti di sostegno stabili e accessibili. 

Un tema particolarmente rilevante anche per il territorio ravennate, dove il comparto delle costruzioni continua a essere un presidio economico e occupazionale di valore e dove le imprese artigiane possono giocare un ruolo determinante nella riqualificazione del patrimonio edilizio esistente. 

“Il Piano Casa può diventare una leva concreta di sviluppo anche per il nostro territorio – sottolinea Francesco Magnani, Presidente CNA Costruzioni Ravenna – a patto che le imprese locali siano davvero messe nelle condizioni di partecipare. Servono procedure più semplici, tempi certi e strumenti che valorizzino competenze e professionalità presenti nelle nostre aziende. Le imprese ravennati sono pronte a fare la propria parte, sia sul fronte della rigenerazione urbana sia su quello dell’efficientamento energetico: il punto è creare le condizioni perché questa opportunità si traduca davvero in lavoro, investimenti e qualità per le nostre comunità”.