CNA SNO Odontotecnici interviene nel dibattito in corso sul riconoscimento della professione, richiamando l’importanza di mantenere saldo il principio della distinzione tra atto clinico, di esclusiva competenza odontoiatrica, e attività tecnico‑laboratoriale propria dell’odontotecnico. Si tratta di un principio chiaramente definito dalla normativa vigente, che rappresenta un riferimento consolidato per tutti gli operatori del settore.
Il confronto sviluppatosi nelle ultime settimane evidenzia l’utilità di continuare a inquadrare il tema nel corretto perimetro giuridico, valorizzando gli elementi già chiariti anche dalla giurisprudenza e favorendo un approccio il più possibile coerente e condiviso.
In questo contesto assume particolare rilievo la sentenza del Consiglio di Stato n. 932/2024, che ha richiamato due aspetti di rilievo: da un lato la distinzione e complementarità tra le figure dell’odontoiatra e dell’odontotecnico; dall’altro la possibilità di procedere al riconoscimento della professione senza incidere sull’attuale assetto delle competenze.
Nell’ambito del dibattito, si rileva come alcune letture continuino talvolta a fare riferimento al tema della “sovrapposizione” tra professioni; a riguardo, l’evoluzione giurisprudenziale ha progressivamente chiarito che tale elemento non rappresenta, di per sé, un ostacolo al riconoscimento, purché resti invariato il perimetro delle attività. In questa prospettiva, CNA SNO Odontotecnici ribadisce l’importanza che tale perimetro rimanga pienamente definito e invariato, nel rispetto delle competenze stabilite dall’ordinamento.
In questa direzione, appare utile sottolineare come il riconoscimento non comporti alcuna estensione all’ambito clinico, ma sia finalizzato alla valorizzazione di una funzione tecnica già regolata e svolta nel pieno rispetto delle norme vigenti.
CNA SNO Odontotecnici esprime quindi apprezzamento e sostegno all’interrogazione parlamentare presentata il 4 giugno 2026 dall’On. Ilenia Malavasi, quale contributo utile a favorire il completamento del percorso istituzionale.
L’iter avviato nel 2018 ha infatti delineato un impianto già strutturato, che può oggi trovare una naturale evoluzione verso la sua fase conclusiva attraverso il completamento dei passaggi previsti dalla normativa. In tale ottica, appare opportuno accompagnare la conclusione dell’iter amministrativo, così da condurre il procedimento alla sua definizione.
Più che ulteriori interpretazioni, sembra oggi utile un impulso attuativo che consenta di portare a compimento un percorso ormai maturo, in un quadro di continuità e coerenza amministrativa.
Per CNA, la direzione resta quella di riconoscere e valorizzare una realtà professionale già esistente, nel pieno rispetto delle norme e delle competenze dei profili coinvolti.
Rimane quindi centrale l’obiettivo di aggiornare un quadro ormai datato, valorizzando una figura tecnica altamente qualificata, essenziale per la qualità e la sicurezza dei dispositivi protesici, nell’interesse degli utenti e del sistema sanitario.


