Costi, regole e nuove strategie, il settore delle costruzioni riparte dalla riqualificazione delle città

Il futuro delle costruzioni passa dalla rigenerazione urbana. È questo il messaggio emerso con forza dal convegno nazionale promosso da CNA Costruzioni a Ferrara, che ha riunito imprese, professionisti e Istituzioni per riflettere sulle prospettive del comparto dopo la fine della stagione del Superbonus.

In un contesto profondamente cambiato, la riqualificazione del patrimonio esistente si configura oggi come una delle poche direttrici realmente in grado di sostenere il mercato. Il patrimonio edilizio italiano, in gran parte datato ed energivoro, rappresenta infatti un ambito di intervento vastissimo, che incrocia obiettivi ambientali, sicurezza e qualità dell’abitare.
A rendere più complesso lo scenario contribuiscono fattori esterni sempre più rilevanti: il caro prezzi delle materie prime e le difficoltà di approvvigionamento, aggravate dalle tensioni internazionali e dalla guerra in Iran, stanno incidendo sui costi e sulla programmazione dei cantieri, aumentando l’incertezza per le imprese. A questo si aggiunge un quadro normativo in evoluzione: la recente procedura di infrazione che coinvolge anche l’Italia sull’attuazione della Direttiva europea “Case Green” evidenzia la necessità di una strategia nazionale più chiara e coerente. Una misura che, se accompagnata da strumenti adeguati e sostenibili, potrebbe rappresentare un’importante leva di rilancio per l’intero settore. Proprio in questa direzione CNA Costruzioni richiama la necessità di superare la logica degli incentivi straordinari e frammentati, puntando su politiche strutturali. «La casa è la prima infrastruttura sociale del Paese – ha sottolineato il presidente nazionale di CNA Costruzioni, Riccardo Roccati – e per affrontare davvero il tema della riqualificazione serve una strategia chiara, con regole stabili e strumenti accessibili a cittadini e imprese». La rigenerazione urbana diventa quindi un terreno strategico non solo per rispondere agli obiettivi europei, ma anche per creare nuove opportunità di mercato. Interventi integrati su edifici, quartieri e infrastrutture possono attivare filiere locali, valorizzare competenze e generare lavoro qualificato. In questo percorso assume un ruolo centrale anche il tema degli strumenti operativi.
Nel corso dell’incontro, gli interventi dei rappresentanti di Harley & Dikkinson hanno evidenziato soluzioni finanziarie e modelli organizzativi in grado di facilitare i processi di riqualificazione, favorendo l’incontro tra domanda e offerta e il coinvolgimento del sistema bancario. Per le imprese delle costruzioni si apre quindi una fase complessa ma ricca di potenzialità. Il superamento della stagione dei bonus richiede un cambio di approccio, ma la domanda di riqualificazione e rigenerazione resta elevata. La sfida sarà trasformarla in sviluppo concreto, attraverso politiche stabili, strumenti efficaci e una reale integrazione tra tutti gli attori della filiera.