2017, un anno di svolta: i bilanci dei Comuni della Romagna Faentina alla prova dell'Unione

Per i Comuni dell’Unione della Romagna faentina, il 2017 rappresenta un anno di svolta per l’impatto che la nuova organizzazione avrà sulle strutture dei singoli Enti: da quest’anno, infatti, tutti i dipendenti dei Comuni sono alle dipendenze dell’Unione con la sola eccezione di Faenza per alcuni lavoratori impiegati in servizi non ancora affidati all’Unione.

Cambia la composizione del bilancio, i passaggi burocratici che si dovranno affrontare, ma non la sostanza  delle scelte di spesa e di investimento che restano in capo a ogni singola Amministrazione e, proprio su questi aspetti, verterà il passaggio di confronto con le rispettive comunità. In tutti i Comuni resteranno invariate aliquote e tariffe, mentre per alcuni si apre la possibilità di progetti e investimenti che potranno concretizzarsi in attività e lavori.

“Ci rendiamo conto che col passaggio di deleghe e dipendenti all'Unione dei Comuni, siamo di fronte a una fase nuova e impegnativa per la riorganizzazione della macchina amministrativa dei sei Comuni – sottolinea Gian Piero Zama, presidente CNA della Romagna Faentina - ma quello che chiediamo agli amministratori e ai dirigenti dell’Unione è di affrontare con determinazione questo percorso che inevitabilmente comporta un appesantimento nella fase di avvio, ma con l’obiettivo di avere poi risposte efficaci per la soluzione dei problemi del territorio”.

“La prima esigenza - continua Zama - è di attuare una riorganizzazione che punti alla semplificazione dei processi burocratici, che valorizzi le competenze e che metta in atto azioni coordinate per rilanciare gli investimenti nella manutenzione e riqualificazione del territorio.

Da troppo tempo, infatti, il blocco degli investimenti ha penalizzato molte imprese, peggiorando la qualità complessiva delle nostre comunità; per intenderci, meno manutenzione sugli edifici e sulla viabilità determinano poi ripercussioni negative nella relazione fra cittadini e Amministrazioni”.

“Il Bilancio di Unione - prosegue ancora Zama - che quest’anno sarà prevalente rispetto a quello dei Comuni, dovrà rappresentare una svolta nella ricerca di efficienza sulla spesa anche sul piano della riqualificazione energetica degli edifici pubblici. Occorre partire dal patrimonio pubblico per dare l’esempio che, intervenendo sul risparmio energetico, si può portare efficacia e risparmio; nello stesso tempo chiediamo che negli appalti pubblici si ponga attenzione al sistema delle imprese locali. Resta poi prioritaria la massima attenzione alla gestione dei servizi a rete in cui i Comuni devono tornare ad essere protagonisti in merito alle scelte che ricadono sul territorio”.

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