Acquisto di beni difettosi on line: quali sono i possibili rimedi per la sostituzione?

Ho acquistato alcuni elettrodomestici on line e, una volta rimosso l’imballo, mi sono accorto che qualcuno di essi presentava dei difetti. Le condizioni di vendita presenti sul sito prescrivevano il rispetto di 8 giorni dalla consegna per potere avere la sostituzione del bene difettoso. Il termine è ormai decorso, cosa posso fare?

Il tema posto dal socio che ha trasmesso il quesito è disciplinato dal Codice del Consumo (artt. 128-135 D.Lgs 206/05), normativa applicabile quando il rapporto commerciale sia intercorso fra un’impresa e un “consumatore”, dovendosi intendere, con quest’ultimo termine, colui che, nell’effettuare l’acquisto, agisca per scopi estranei all’attività imprenditoriale o professionale eventualmente svolta.

La disciplina in argomento prevede una tutela rafforzata e inderogabile per l’acquirente privato, rispetto a quella prevista dal Codice Civile, che continuerà, invece, ad applicarsi alle vendite intercorrenti fra imprese, sulla base di una valutazione di necessità di maggiore protezione del consumatore nei confronti dei soggetti che esercitano un’attività d’impresa o professionale.

In estrema sintesi, la maggiore tutela si estrinseca, principalmente, in un allungamento dei termini della garanzia di cui l'acquirente consumatore può fruire: 2 anni dalla consegna (anziché 1) e 2 mesi dalla scoperta (in luogo degli 8 giorni previsti dal Codice Civile). Più precisamente, il consumatore che abbia denunciato il difetto di conformità riscontrato sul bene di consumo, entro 2 mesi dalla sua scoperta, ha 26 mesi dalla consegna per esercitare l’azione diretta a far valere la garanzia.

Inoltre, questa disciplina amplia i rimedi di cui può usufruire il consumatore, prevedendo, in via prioritaria, il diritto alla riparazione e alla sostituzione, in aggiunta agli ordinari mezzi previsti dal Codice Civile, consistenti tradizionalmente nella riduzione del prezzo e nella risoluzione del contratto (art. 130).

La disciplina esposta è inderogabile in senso peggiorativo per il consumatore, essendo illegittima e, quindi, nulla un’eventuale clausola contrattuale che, in via anticipata, accorciasse i tempi per potere richiedere l’intervento in garanzia del fornitore o riducesse le possibilità di scelta dell’acquirente (art. 134).

Perplessità suscitano, quindi, previsioni contrattuali tutt’altro che infrequenti, in base alle quali, trascorsi alcuni giorni dall’acquisto (spesso vengono riportati gli 8 giorni stabiliti dal Codice Civile per la denuncia nell’ambito del contratto di compravendita), il consumatore non potrebbe più avvalersi della facoltà di chiedere la sostituzione del bene, ma dovrebbe rivolgersi all’assistenza per la riparazione.

Ribadito, invece, che i termini utili sono quelli ben più ampi sopra riportati, è opportuno precisare che il Codice del Consumo stabilisce che il consumatore possa chiedere riparazione o sostituzione, a propria scelta, senza alcuna spesa in entrambi i casi e, soltanto quando la richiesta avanzata sia “oggettivamente impossibile o eccessivamente onerosa”, la scelta convergerà sull’ipotesi meno onerosa per il venditore. Per quanto sopra, la previsione contrattuale illustrata nel quesito non si ritiene conforme a quanto stabilito dalla legge e il nostro socio potrà pretendere il rispetto dei diritti riconosciutigli dal Codice del Consumo.

Si ricorda, infine, che, nel caso di acquisto on line, da parte del consumatore, salvo alcune eccezioni stabilite (es. beni confezionati su misura, deperibili, audio-video o software sigillati, giornali o riviste, etc.), trova applicazione anche il diritto di recesso, ossia la facoltà discrezionale dell’acquirente di sciogliersi dal contratto, senza spiegazioni, entro 14 giorni dal ricevimento del bene.

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